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VISITA PASTORALE A MALTA
CERIMONIA DI CONGEDO
DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II
Aeroporto internazionale di Luqa
(Malta) - Domenica, 27 maggio 1990
Signor Presidente, Signor Primo Ministro, Amati Arcivescovo Mercieca
e Vescovo Cauchi, Amatissimo Popolo di Malta,
1. Oggi, a Rabat, ho avuto il privilegio di passare alcuni momenti di
silenziosa preghiera nell’antica Grotta venerata come dimora di San Paolo
durante la sua permanenza a Malta. In quel luogo santo ho reso grazie al Signore
per la ricca messe di fede e opere buone che egli ha fatto maturare tra di voi
da quando l’Apostolo dei Gentili per la prima volta proclamò il Vangelo di Gesù
Cristo ai vostri predecessori. Ho anche ringraziato il Signore per “l’insolita
gentilezza” (cf. At 28, 2) con la quale, diciannove secoli più tardi, un
altro visitatore, il Successore di Pietro, è stato accolto a Malta dove è giunto
a predicare lo stesso Vangelo e a confermare i suoi fratelli e sorelle maltesi
nella stessa fede (cf. Lc 22, 32).
Questa sera, ritornando a Roma, desidero esprimere la mia gratitudine a tutti
coloro che hanno collaborato per rendere possibile questa Visita Pastorale. In
primo luogo, rinnovo il mio grazie a lei, Signor Presidente, per il suo cortese
benvenuto. Sono anche grato a lei, Signor Primo Ministro e al Governo e alle
autorità civili che hanno così prontamente fornito la loro assistenza
nell’organizzare gli eventi di questi giorni passati. Naturalmente, non posso
esimermi dall’esprimere la mia profonda gratitudine ai miei confratelli Vescovi
e ai Sacerdoti, ai Religiosi e ai Laici delle Chiese di Malta e Gozo per la,
calorosa accoglienza accordatami in ogni fase della mia visita.
2. Durante la mia permanenza a Malta, sono stato colpito dal profondo
attaccamento dei Maltesi alla loro eredità culturale e religiosa. Il vostro
desiderio di restare fedeli a questo prezioso patrimonio, mentre cercate di
promuovere il vostro sviluppo per il bene di tutti, rappresenta certamente un
segno di grande speranza per il futuro di Malta. Le vostre tradizioni sono una
magnifica espressione del vostro carattere e della identità nazionale. Possano
queste tradizioni continuare a guidare i vostri passi e rafforzare la vostra
decisione.
Nel corso della mia Visita ho fatto appello a tutti coloro che hanno a cuore
il bene della Nazione - eminenti personalità politiche e sociali, lavoratori,
intellettuali, giovani, insieme ai membri di altre Chiese e comunità ecclesiali:
vi ho esortati ad applicare alle sfide del presente la visione cristiana che
avete ereditato dal vostro passato. Nel rivolgere questo appello, ho anche
espresso la mia fiducia che lavorerete insieme generosamente ed efficacemente
per creare una società ispirata ai più alti ideali di giustizia e di pace, e
caratterizzata da una speciale attenzione ai bisogni dei meno fortunati membri
della comunità.
3. Oltre i suoi confini, Malta è stimata per i suoi sforzi di promuovere il
dialogo e la cooperazione all’interno della comunità internazionale. A tale
riguardo, i vostri sforzi saranno enormemente rafforzati da un uguale impegno
per vedere questi valori realizzati nel vostro Paese, nel contesto della vita
sociale e politica della vostra Nazione. L’augurio che vi lascio al momento di
partire è che l’unità, la solidarietà e il rispetto reciproco possano sempre
guidarvi mentre vi impegnate per il continuo progresso del vostro Paese.
Con un rinnovato grazie a Dio Onnipotente per le molte benedizioni che
abbiamo condiviso in questi giorni, prego, con le parole di San Paolo, che “il
Signore della pace vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni modo” (cf. 2
Ts 3, 16). Possano l’amore e l’armonia dimorare sempre nei vostri cuori e
nelle vostre case.
Dio benedica Malta.
Dio benedica tutti voi.
Il-mulei issawwab fuqkom il-barka tieghu (Il Signore vi conceda la Sua
benedizione).
© Copyright 1990 - Libreria
Editrice Vaticana
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