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VISITA PASTORALE A MALTA

INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON GLI INTELLETTUALI NELLA CHIESTA DI ST. JULIAN’S

Sliema (Malta) - Domenica, 27 maggio 1990

 

Egregi Signore e Signori,

1. È per me un grande piacere trovarmi in mezzo agli stimati rappresentanti della vita scientifica, culturale ed artistica di Malta. Il nostro incontro è un riconoscimento dell’importanza che noi tutti attribuiamo all’apprendimento, alla ricerca della conoscenza, all’interscambio intellettuale e alla realizzazione artistica, verso i valori sublimi della Verità e della Bellezza nell’ardua ma anche entusiasmante ricerca dell’umanità dei genuini progressi umani.

“Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?” (Sap 9, 13).

Queste parole del Libro della Sapienza che questa mattina hanno introdotto la nostra conversazione ci incoraggiano ad insistere per un momento sulle attuali condizioni della nostra cultura e civiltà. In un periodo di vaste trasformazioni ideologiche e politiche, di pericolosi squilibri nell’economia mondiale, di nuovi ma non sempre confortanti progressi nella scienza e nella tecnologia dobbiamo confrontarci con una questione scottante che da lontano appare all’orizzonte del nuovo millennio in arrivo. Per quelle società minacciate dall’insicurezza, dalle urgenze del drammatico degrado ambientale, dall’endemica disoccupazione, dall’insicurezza politica, la domanda principale che il futuro pone è la seguente: Cosa accadrà alla persona umana?

Politici e magistrati, ingegneri e giuristi, ricercatori e medici, artisti, educatori, operatori sociali e studenti: voi tutti percepite una inquietudine - a volte vaga ma sempre presente - nelle vostre coscienze più profonde. La questione si sta ora focalizzando ancora di più grazie agli importanti eventi che stiamo sperimentando e gli elementi sconosciuti dei prossimi mesi ed anni. Nessuno che affermi di guardare agli eventi in modo critico può negare di sentire un profondo coinvolgimento personale. Perché? Perché nel momento in cui questo secolo e questo millennio si avviano al termine, ciò che è in gioco è il significato stesso e la direzione del pellegrinaggio dell’umana famiglia nel corso della storia.

2. Voi che siete l’élite intellettuale e culturale della società siete coinvolti in modo particolare. In larga misura il futuro dipende dalla prospettiva culturale nella quale gli individui ed i popoli hanno la possibilità di sviluppare e progettare il loro destino. La storia recente ha drasticamente alterato il quadro culturale di riferimento. In particolare, la serie di eventi in Europa negli ultimi mesi mostra chiaramente l’inadeguatezza e il fallimento di una cultura che non era costruita sul primato della dimensione spirituale della persona umana.

Naturalmente gli aspetti economico, politico e sociale della vita richiedono una sollecita attenzione ed un decisivo impegno da parte di tutti. Ma allo stesso tempo è necessario affermare in modo chiaro il primato dell’etica sulla tecnologia, il primato dell’“essere” sull’“avere”. Questo diventa uno speciale imperativo quando siamo immersi in una falsa cultura di “apparenze”, il risultato di una sfrenata mentalità del consumo nociva ai bisogni più profondi degli individui e delle comunità. La sfida che ora si presenta all’Europa è quella di riscoprire le sue radici più profonde. Nell’accettare questa sfida, la cultura europea è necessariamente chiamata a render conto della fede cristiana che ha dato forma ai suoi popoli.

3. Cari amici, il compito principale di coloro che hanno la responsabilità delle vite degli individui e delle nazioni è di fornire una forma di vita che risponda pienamente all’unica ed inalienabile dignità degli esseri umani. Il compito è immenso. Esso comporta il lavorare per lo sviluppo completo e genuino dei popoli in un clima di effettiva cooperazione, per la difesa dei diritti umani, la promozione della vita nel rispetto della volontà del Creatore della famiglia, la protezione dei lavoratori, la costruzione di una comunità più giusta e fraterna, nella natura ed in tutti i campi della vita.

La libertà riscoperta sta guidando popoli a lungo condannati al silenzio, alla paura ed al bisogno a proclamare a voce alta il valore della persona umana, l’aspetto spirituale della vita, il bisogno di esprimere la dignità individuale e la responsabilità personale prendendo parte attivamente ai processi che determinano la vita civile e nazionale.

Uomini e donne di cultura quali voi siete, sapete che la restaurazione delle libertà esteriori è soltanto il primo passo, il primo gradino. L’esercizio della libertà deve essere accompagnato da una crescita nella maturità morale e spirituale. Purtroppo mentre ci avviciniamo al terzo millennio cristiano, la nostra cultura dominante mostra i segni di un indebolimento nell’impegno morale ed uno scarso senso di ispirazione spirituale. Le persone sono spesso più sensibili ai sentimenti, alle emozioni ed alle impressioni, piuttosto che al ragionamento, alla riflessione ed al discernimento. Agire senza ragionare non è degno dell’uomo, la cui libertà è basata sulla conoscenza della verità che illumina il suo giudizio.

La conquista della libertà autentica è radicalmente messa in pericolo quando la verità, diligentemente acquisita attraverso la ragione e meravigliosamente approfondita attraverso l’apertura alla parola di Dio, viene disgregata. Senza riferimento alla verità, gli esseri umani non potranno mai liberarsi dalla irresponsabilità e dalla paura. Gesù Cristo ha affermato molto chiaramente: “la verità vi renderà liberi” (cf. Gv 8, 32). Ciò che si applica agli individui si applica anche alle nazioni. È nell’accettare l’intera verità della nostra condizione umana - che corrisponde al disegno di Dio per gli esseri umani, rivelato in Cristo, la via, la verità e la vita (cf. Gv 14, 6) - che i nostri contemporanei raggiungeranno la loro piena dimensione di uomini e donne liberati dalla paura e dalle vane illusioni.

4. Malta non è esente dai problemi e dai cambiamenti che trasformano il volto culturale e politico dell’Europa e del mondo. Grazie alla sua posizione geografica e alla sua storia, Malta presenta una meravigliosa simbiosi di culture europea e mediterranea e si trova quindi in una buona posizione per osservare e prender parte agli attuali cambiamenti di vedute. Quale crocevia di fruttuosi scambi tra diverse civiltà, Malta è rimasta fedele alle sue tradizioni di ospitalità, come si è visto di recente nell’incontro che si è tenuto qui tra i Capi degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica. La fede cristiana che è giunta a voi duemila anni fa ha profondamente influenzato la vostra vita familiare, le vostre tradizioni e quasi tutte le manifestazioni del vostro carattere.

Tuttavia, il declino dei valori morali da una parte e le tensioni ideologiche dall’altra, hanno lasciato molti dei nostri contemporanei indifesi, disorientati, e in molti casi con una drammatica crisi di identità. Voi, che siete le personalità più rappresentative della vita culturale del vostro Paese, non potete restare sordi a quanti gridano d’angoscia chiedendo significati e certezze. Sarebbe tradire le loro aspettative, soprattutto nel caso dei giovani alla soglia della vita adulta.

L’ampiezza e la novità dei problemi che riguardano l’evoluzione della società, non devono far sì che voi ignoriate i vostri concittadini, vostri fratelli e sorelle, considerati nella loro esistenza reale, e non alla luce di concetti ideologici astratti. È alle persone reali, nella loro condizione attuale che il Creatore rivolge l’appello di vivere nella pienezza della dignità e della libertà. La vostra missione, lo ripeto, è immensa. Non è altro che uno sforzo incessante di cercare e sostenere la verità sulla vita e il destino dell’uomo.

5. Quali cattolici avete un’autentica vocazione a evangelizzare l’ambiente culturale in cui vivete e lavorate. Questo compito deriva dal vostro impegno battesimale. Non ha nulla a che vedere con l’imposizione di un modello precostituito e unilaterale di vita culturale. Piuttosto, esso riguarda il “riconoscimento e l’eventuale purificazione degli elementi della cultura esistente criticamente vagliati . . . e la loro elevazione mediante le originali ricchezze del Vangelo e della fede cristiana” (Christifideles laici, 44). La vostra presenza attiva di cattolici, uomini e donne, nel mondo dell’impegno scientifico, intellettuale e artistico, è necessaria, sia individualmente che quali membri delle diverse associazioni culturali e apostoliche che vi permettono di operare più efficacemente per il progresso del vostro popolo. Le vostre attività in questo campo dovrebbero essere caratterizzate dal coraggio e dalla creatività intellettuale, e soprattutto da un profondo senso di amore e di servizio.

Quali uomini e donne di fede, voi considerate il mistero della vita umana in rapporto al mistero di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. In lui la nostra condizione umana viene elevata e trasformata in una dinamica comunione personale con il Creatore. Nell’Incarnazione, il Figlio di Dio si è unito in certo qual modo con ogni persona umana. Egli è diventato veramente uno di noi, uguale a noi in tutto eccetto che nel peccato (cf. Gaudium et spes, 22). Attraverso l’invio del suo Spirito e la vita di grazia, Cristo rinnova le persone dall’interno, rendendole capaci di adempiere al nuovo comandamento di amore che deve caratterizzare la nuova umanità nata dalla sua Croce e dalla sua Risurrezione. È nella costruzione di questa civiltà dell’amore che il vostro impegno e le vostre conquiste culturali raggiungono il valore più alto ed hanno gli effetti più benefici sulla società. Seguendo questo cammino, sapete che i vostri sforzi richiedono la partecipazione alla sapienza che soltanto Dio può dare. Che possiate far vostra la preghiera della Lettura tratta dalla Scrittura che abbiamo ascoltato all’inizio di questo incontro:

“Mandala (la sapienza) dal tuo trono glorioso, / perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica / e io sappia che cosa ti è gradito” (Sap 9, 10).

6. Teologi, filosofi, esperti nelle scienze umane e naturali, insegnanti e ricercatori, insieme con i vostri studenti: voi costituite una comunità altamente qualificata dedita all’impegno intellettuale, con una sublime missione di servizio alla più ampia società maltese. Spero di tutto cuore che siate sempre motivati da una passione sincera per la verità e da un profondo amore per i vostri simili.

Voi, che siete eredi di un retaggio antico, alzate i vostri occhi a tutta l’ampiezza del Mediterraneo che vi circonda e ai popoli che abitano sulle sue sponde. La sfida che sta di fronte a voi è quella di irradiare un esempio.

Che il vostro amore per la libertà, il vostro amore per la verità, il vostro amore per la giustizia facciano di queste Isole, site nel cuore del Mediterraneo, un santuario di pace e di fratellanza, imbevuto di quella verità e di quell’amore che Cristo, il Redentore, è venuto a portare.

Su tutti voi e sulle vostre famiglie invoco gli abbondanti doni di Dio e cordialmente vi imparto la mia Benedizione Apostolica.

Al termine dell’incontro, Giovanni Paolo II ha rivolto ai presenti le seguenti parole:

Sono a Malta per la prima volta. Vi devo confessare che sto ammirando non solo la bellezza della natura di queste isole e di questo mare, ma anche lo splendido patrimonio artistico e, per questa ragione, il nostro incontro di oggi è molto importante per me e per noi tutti. Vi sono molto grato per i doni che mi avete offerto a conclusione del nostro incontro, ma vi sono principalmente grato per il dono della vostra presenza e della vostra partecipazione. Grazie!

 

© Copyright 1990 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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