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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI MEDICI FRANCESI RESPONSABILI
DI PELLEGRINAGGI A LOURDES

Venerdì, 9 novembre 1990

 

Signore, signori.

Il vostro pellegrinaggio a Roma mi offre l’occasione di accogliervi come fedeli di Nostra Signora di Lourdes. Sono molto contento di darvi il benvenuto, ringraziando il vostro presidente per le parole che mi ha appena indirizzato a nome della vostra Associazione di medici responsabili dei pellegrinaggi a Lourdes.

Ogni anno, lo sapete, mi sta a cuore celebrare la festa di Nostra Signora di Lourdes con i malati riuniti a San Pietro, perché non posso dimenticare che sulle rive del Gave essi sono privilegiati della tenerezza materna di Maria. Quindi è del tutto naturale che io mi senta in simpatia con i medici che accompagnano i malati presso la Vergine di Lourdes.

Il vostro ruolo accanto a coloro a cui sta a cuore di venire ad affidare le loro sofferenze alla Madre del Salvatore vi colloca al cuore del mistero umano, in quello che ha di più sconcertante, ma voi ne siete testimoni, anche in quello che ha di più nobile. Nella prova e nella rinuncia, a molte persone malate e handicappate è dato di accedere a una grandezza segreta e a una qualità di vita che, osiamo dirlo, ci meraviglia, proprio quando tutto sembra tormentarli e debilitarli.

Vicino a uomini e donne provati dalla sofferenza, e chiamati a un’esperienza spirituale singolare, siete posti per vocazione di medici come al congiungimento dei due comandamenti dell’amore: si tratta di rispondere all’amore di Dio con un amore che resta fedele malgrado la presenza oscura del male, e si tratta di vivere concretamente l’amore fraterno, seguendo Cristo che rivela questa fedeltà dell’amore del Creatore attraverso il dono salvifico di tutto il suo essere. Su questi due piani, la ricchezza della vostra esperienza risiede in un vero scambio: voi portate ai malati conforto e cure, essi rispondono facendovi condividere la loro ricerca di Dio e la qualità dei loro rapporti con gli altri.

Sicuramente nessuno di noi vorrebbe dire che una comunione tale è sempre vissuta senza ombre. Davanti al mistero della sofferenza, si resta spesso sgomenti, tentati dalla rivolta, inquieti per l’insufficienza di ciò che l’arte medica può ottenere, bloccati dalla difficoltà di essere in comunione nella speranza. Ma proprio quando l’itinerario di una tale via può sembrare lungo e oscuro, il pellegrinaggio è luce. La grazia di Lourdes è la vicinanza di Maria, è la semplicità del suo invito alla conversione del cuore, è la presenza quasi sensibile del suo amore di compassione. Attraverso la materna mediazione della Madre di Cristo, il mistero della redenzione, l’amore che trasforma manifestato da suo Figlio sono resi più vicini. Maria aiuta ad accogliere i doni della Grazia: quanti esseri ella non conduce a conoscere il perdono di Dio, la riconciliazione che solo lui può operare, la pace interiore?

Talvolta, un segno attesta la guarigione dell’essere. Voi avete la missione di riconoscerlo, di dissipare ciò che può essere illusione, di constatare quello che potrà essere riconosciuto dalla Chiesa come un effetto della potenza misericordiosa di Dio. La vostra competenza vi prepara a restare circospetti, perché si impone la prudenza. Ma lo studio medico scrupoloso dei casi più manifesti è indispensabile per permettere il discernimento spirituale dei pastori. Due anni fa, ho avuto l’occasione di esprimermi a proposito durante un convegno che riuniva i membri della Commissione internazionale di Lourdes presso la Congregazione per le Cause dei santi. Oggi ho il piacere di salutare tra voi il nuovo direttore del Bureau de Constatations (Ufficio delle Constatazioni) e di sottolineare l’utilità della sua missione.

Signore e signori, il quadro di questo incontro non mi permette che una breve conversazione. Vorrei semplicemente concludere incoraggiandovi a continuare la vostra riflessione e la vostra preghiera comune nella vostra Associazione. Approfondite insieme il senso dell’apostolato specifico che voi prolungate, al di là dei tempi di presenza a Lourdes, attraverso dei legami spirituali e di amicizia durevole con i pellegrini malati.

Con tutto il cuore, affido la vostra missione a Nostra Signora di Lourdes. Con voi invoco la sua intercessione soccorrevole per i vostri malati. E, per sostenervi, assieme ai vostri confratelli e i vostri parenti, lungo le vostre strade, vi do la mia benedizione apostolica.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 
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