Napoli - Sabato, 10 novembre 1990
Carissimi giovani.
Vi ringrazio per la vostra accoglienza, legata alla pazienza. Ringrazio per
le parole rivoltemi dai vostri rappresentanti, e specialmente ringrazio per la
brevità e per la densità di quelle parole. Vorrei rassicurarvi, come del resto
fa il vostro card. arcivescovo, che stando nello stadio ho pensato allo schermo
attraverso il quale voi seguivate il programma della visita in svolgimento, e ho
sempre pensato, durante l’incontro, anche a quest’altra parte di giovani che
partecipavano con cuore “buono”. Vi ringrazio per questo. Non vorrei che lo
schermo abbia significato un’espressione di giovani di seconda categoria. Questo
mai. Allora vi auguro che questa nostra odierna meditazione sulla parabola del
buon samaritano sia per voi come per tutti i giovani, come per tutti i cristiani
e per tutti gli uomini, un’ispirazione continua ed efficace. In questa parabola
troviamo quasi una sintesi, di tutto quello che deve essere, che deve augurarsi
a ogni persona umana, a ogni uomo, a ogni ambiente umano, a ogni città e a ogni
nazione. Se mancano buoni samaritani, se mancano delle analogie di questa figura
emblematica del Vangelo, l’ambiente umano muore, perché non può vivere l’uomo.
Ambienti umani, città e nazioni non possono vivere senza amore, senza un cuore
aperto. Non possono vivere. Allora io dico ai giovani e a tutti i miei
contemporanei, specialmente ai contemporanei del nostro ricco emisfero: guardate
di non dimenticare mai il buon samaritano; guardatevi dal non portare mai queste
vostre ricchezze a uno svuotamento, a una situazione senza anima. Questo è un
pericolo, un pericolo anche dei progressi unilaterali. E auguro specialmente a
voi che avete scelto bene questa parabola che è una sintesi di duemila anni
passati e per il terzo millennio e per tutto il futuro del mondo. È la parola
umana di Dio stesso, è la verità. Vi auguro di vivere con questa verità e di
crescere con questa verità, crescere da giovani, crescere da persone umane,
crescere da cristiani.
Questo vi lascio e vi offro un’altra benedizione.
© Copyright 1990 - Libreria
Editrice Vaticana