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VISITA PASTORALE IN CAMPANIA

SALUTO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA CITTADINANZA DI POZZUOLI

Pozzuoli (Napoli) - Lunedì, 12 novembre 1990

 

Carissimi fratelli e sorelle!

1. Sono particolarmente lieto di trovarmi fra voi e di poter far visita alla vostra città, ricca di storia e, oggi, dinamico centro di sviluppo industriale. Grazie per il vostro affetto, grazie per la vostra accoglienza! Ringrazio in particolare il signor sindaco per le parole di benvenuto, che mi ha rivolto a nome di tutta la popolazione. Saluto il pastore della vostra diocesi, il venerato fratello mons. Salvatore Sorrentino. Rivolgo il mio deferente pensiero anche alle autorità civili e militari presenti, e a quanti, in vario modo, hanno contribuito al buon esito di questa mia visita pastorale. Un cordiale saluto agli ufficiali e al personale della comunità militare americana, che ha la sua base a Pozzuoli, e alle loro famiglie. Tutti abbraccio con affetto, tutti saluto con sincera cordialità.

2. La vostra città conserva interessanti e significative tracce di storia, di cultura e di civiltà. Esse ricordano secoli di grande sviluppo culturale e commerciale che hanno contribuito a segnare in profondità l’animo del vostro popolo, industrioso e aperto all’ospitalità, avvezzo alle difficoltà, e perciò capace sempre di nuove risorse spirituali e operative. Ne fanno testimonianza monumenti ben noti, soprattutto dell’epoca cristiana, che mostrano come il Vangelo, accolto dai vostri antenati, abbia loro permesso di fondere in armoniosa sintesi i valori delle precedenti culture con la novità del cristianesimo, dando così origine alla ricca storia della vostra comunità.

3. Pozzuoli richiama in tutti noi il ricordo del passaggio di san Paolo che, come si legge negli Atti degli apostoli (At 28, 14), approdò qui intorno al 61 dopo Cristo e si fermò per una settimana prima di ripartire per Roma. Sembra di riascoltare la sua voce, sembra di rivivere quei momenti di intensa vitalità spirituale e apostolica.

Oggi vorrei anch’io ripercorrere, almeno spiritualmente, come pellegrino di pace, l’itinerario dell’apostolo delle Genti e ripetere a tutti voi le sue parole di saluto e di incoraggiamento.

Pozzuoli, non dimenticare mai le tue profonde radici cristiane! Sia sempre vivo nella tua memoria storica il calore di quella prima comunità cristiana, che si riallaccia direttamente alla predicazione degli apostoli. Apri le braccia e il cuore al Vangelo; accogli Cristo nelle tue famiglie, nelle tue istituzioni, nella vita di ogni giorno! Solo in lui splendono in pienezza la luce della verità e la fiamma dell’Amore!

Il mio pensiero va soprattutto, ai lavoratori, ai giovani, agli ammalati, agli anziani, a ogni uomo e ogni donna che vive nella vostra città, a quanti operano nel settore della pesca, ai marittimi, agli operai delle diverse aziende, ai coltivatori diretti della rigogliosa campagna flegrea, ai professionisti e agli artigiani, agli imprenditori e ai commercianti. A tutti auguro di operare insieme, con sentimenti fraterni e solidali, per il progresso e il superamento delle difficoltà nelle quali si dibatte la vostra città.

4. Essa, infatti, come tutta la regione attigua alla grande metropoli partenopea, risente degli squilibri sociali causati dal rapido aumento della popolazione, che si concentra in un territorio relativamente ristretto. Pozzuoli è certamente un centro che è andato, specialmente in questi ultimi anni, notevolmente modernizzandosi, ma questo sforzo non è bastato comunque a risolvere i numerosi problemi che ne caratterizzano l’attuale situazione. La carenza dei servizi e delle strutture sociali, indispensabili per far fronte al fenomeno della costante urbanizzazione, il calo dell’occupazione e la crisi dell’attività produttiva rendono sempre più difficile la convivenza all’interno della città, dove il tessuto comunitario è minacciato dal dilagare della violenza, della droga e della delinquenza.

Giustamente voi vi preoccupate, in particolare, di salvaguardare la vostra identità culturale e sociale, insidiata sia dai fermenti negativi che agiscono all’interno, sia dalla grande espansione della vicina Metropoli. A ciò si aggiungono le calamità naturali, come il sisma che, nel corso degli ultimi vent’anni, ha creato a tutti voi notevoli difficoltà e il fenomeno del bradisismo, che rappresenta una costante minaccia per la sussistenza stessa della vostra città.

Carissimi, cercate di reagire con coraggio, senza abbandonarvi alla passiva rassegnazione, che spegne ogni possibile risorsa interiore. Non date per scontato che la situazione non possa essere cambiata. Pensate, soprattutto, ai giovani e al loro avvenire; esigete in tutti i modi legittimi che le autorità responsabili non vi abbandonino. E siate coscienti che solo con il contributo generoso di ognuno si può costruire una città a dimensione d’uomo.

5. Auspico pertanto che tutti collaborino per garantire il bene comune. Auspico che quanto prima siano attuate le opere necessarie per assicurare una vita migliore a tutti e specialmente ai meno abbienti, ai più deboli e agli emarginati. Da questa collaborazione, fatta di mutuo sostegno e frutto di buona volontà, dipende il successo delle vostre iniziative.

Invoco l’aiuto e la protezione di Dio sulla vostra città e su ciascuno di voi. Pozzuoli, con la forza della tua fede, potrai ritrovare le profonde ragioni della tua identità. Operando nel rispetto di tutti i valori umani, sociali e spirituali, che costituiscono la tua preziosa eredità, potrai costruire con dignità il tuo avvenire.

Con questi sentimenti, carissimi fratelli e sorelle, tutti vi benedico.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 
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