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VISITA PASTORALE IN CAMPANIA

INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON LE FAMIGLIE NEL SANTUARIO MARIANO DI CASAPESENNA

San Cipriano d’Aversa (Caserta) - Martedì, 13 novembre 1990

 

Carissimi fratelli e sorelle!

1. Non poteva mancare, durante la visita ad alcune diocesi della Campania, una sosta per rendere omaggio in maniera particolare a Maria. Lo faccio in questo bel santuario a lei dedicato. Quattro anni fa questo grande monumento mariano era solo un progetto quando, in piazza San Pietro, ne ho benedetta la prima pietra, fatta giungere da Nazaret. In soli due anni esso è stato completato nelle sue strutture fondamentali ed è stato solennemente inaugurato dal compianto card. Luigi Dadaglio, proprio alla vigilia della chiusura dell’Anno mariano. Mi rallegro con voi che, in un lasso di tempo così breve, avete saputo realizzare un’opera tanto impegnativa in onore della nostra Madre celeste.

Salute a voi, cari pellegrini, che siete qui convenuti da ogni paese della diocesi e dall’intera Campania. Vi ringrazio sentitamente per la vostra accoglienza. Ringrazio in particolare il rettore del santuario per le cordiali espressioni di benvenuto che mi ha rivolto; saluto con tanto affetto voi, cari fanciulli, che con la vostra gioiosa presenza e con i vostri canti manifestate la vostra fede e rendete onore alla celeste nostra Madre. Saluto le vostre famiglie, che si sono unite alla vostra gioia.

Un pensiero particolare a tutti i figli spirituali di don Salvatore Vitale, che hanno voluto costruire questo santuario e che ora lo rendono luogo accogliente per la preghiera e per il culto a Maria.

2. Questo moderno centro di irradiazione della devozione mariana è tipica espressione di una religiosità, che nel corso dei secoli, grazie all’azione di pastori dotti e santi, ha messo profonde radici nella vostra terra. Come non ricordare, ad esempio, il vescovo Carlo I Carafa, che fece costruire nella cattedrale di Aversa la santa casa di Loreto? O sant’Alfonso Maria de’ Liguori, che, personalmente e attraverso l’attività della Congregazione da lui fondata, propagò il culto mariano tra le vostre città?

La pietà popolare ha elevato, in onore di Maria, numerosi monumenti e chiese, che non mi è certo possibile qui enumerare compiutamente. Basti ricordare, fra i tanti, l’icona della Madonna di Casaluce, compatrona della diocesi, dinanzi alla quale hanno pregato principi, re e imperatori; il santuario di Maria SS.ma Annunziata, visitato da illustri personaggi, come il re Ludovico d’Ungheria e la regina di Polonia, Maria Casimira, e la chiesa di Maria SS.ma di Briano, meta di folti pellegrinaggi da tutta la Campania.

3. Si può dire, a ragione, che la vostra storia è segnata in profondità dall’amore alla Madonna e dalla costante invocazione del suo materno patrocinio. Si potrebbe aggiungere che tutta questa ricchezza di tradizioni spirituali trova una sua sintesi felice in questa Chiesa, dove tutto è finalizzato, dal punto di vista architettonico, artistico e liturgico, a sottolineare il ruolo che la Madre di Dio riveste nella vita di Cristo, nella storia della Chiesa e nell’esistenza di ogni credente.

Intimamente unita al mistero del suo Figlio, la Vergine condivide la nostra esperienza umana, si fa carico dei nostri problemi, si preoccupa in particolare della nostra eterna salvezza. Maria, Madre del Redentore e Madre provvida di tutti gli uomini: in questo tempio, sorto a ricordo dell’Anno mariano, si rende quasi visivamente presente il messaggio di quel particolare giubileo, intimamente connesso con l’Anno santo straordinario della redenzione. Guardando alla fedeltà dell’umile serva del Signore, la Chiesa comprende meglio la missione che Dio le affida anche in questi nostri anni che ci preparano a un’altra importante scadenza: l’avvento del terzo millennio dell’era cristiana. Maria cammina con la Chiesa, cammina con l’umanità; è stella che ci guida verso la pienezza del giorno che non tramonta. Verso Cristo, nostra Pasqua. Non a caso è stato qui posto in rilievo, con interessanti accorgimenti architettonici, il profondo legame tra Maria e il mistero dell’Eucaristia. Ogni autentica devozione mariana conduce a Cristo, conduce all’Eucaristia, culmine e fonte di tutta la vita della Chiesa.

4. Vedo dinanzi a me tanti fanciulli. Grazie, cari ragazzi, per la vostra presenza. Anche a voi, specialmente a voi, Maria, nostra Madre, chiede di diventare strumenti di pace e di riconciliazione in questa vostra terra spesso bagnata di lacrime e di sangue. Voi siete la speranza, voi siete il futuro di questa società. Leggo sui vostri volti la gioia di vivere, quella gioia che scaturisce dalla pace del cuore. Per questo il Signore vi ama, per questo egli vi ascolta e vi esaudisce: perché in voi non c’è odio né violenza, ma voglia di amare, voglia di costruire un mondo nel quale regni la fraternità e la pace. Voi sognate un’umanità di fratelli che dicono no alla guerra e all’egoismo; un’umanità nella quale ogni uomo sia sempre rispettato e la vita sia difesa e accolta con amore. Non credete a chi vi dice che ciò è impossibile. Con Maria potete guardare al vostro avvenire fiduciosi. Cristo è, infatti, il nostro radioso Avvenire!

5. Rivolgo, poi, un particolare saluto ai lavoratori provenienti dai vari continenti, soprattutto dall’Africa, i quali hanno trovato ospitalità e lavoro in questa vostra terra generosa.

Carissimi fratelli e sorelle, conosco bene le vostre condizioni di vita; so quali disagi dovete affrontare e mi sono note anche le tragedie che talora segnano la vostra esistenza. Voi siete lontani dalle vostre famiglie, lontani dalla vostra patria. Vi ritrovate soli e quotidianamente esposti all’urto di tanti problemi. Vi sono vicino con il mio affetto, vi incoraggio ad avere fiducia e auspico di vero cuore che possiate trovare nella popolazione aversana comprensione e fraterna solidarietà.

Merita un’attenzione tutta particolare il delicato e complesso fenomeno dell’immigrazione. Tanti ormai sono gli immigrati; ma se sono nostri fratelli - e lo sono! -, essi devono essere capiti e accettati, ciascuno con la propria identità e con i propri diritti. Se essi hanno scelto l’Italia come paese della speranza, perché più ricco e sviluppato di quello in cui sono nati, anche voi, e tutta la comunità nazionale, dovrete porvi il problema non solo di accoglierli con rispetto e comprensione, ma anche di aiutarli sulla strada della promozione culturale e sociale. Sono uomini che cercano una migliore qualificazione; come tali devono poter trovare in voi un’accoglienza che sia fraterna, senza sopraffazioni né discriminazioni.

Non dimenticate, carissimi fratelli e sorelle, che Cristo Signore ci chiederà conto anche del trattamento che riserveremo a questi nostri fratelli, considerando fatto a sé quanto avremo fatto per loro (cf. Mt 25, 31-40).

6. Mentre insieme contempliamo questa imponente casa della Madonna, uniamo ora la nostra preghiera e quella dei numerosi pellegrini che qui accorrono per invocare Maria e a lei confidare le gioie e le sofferenze di ogni giorno.

E tu, Madre di Dio e Madre della Chiesa, / guida il cammino di chi a te ricorre e a te si consacra. / Irradia la tua luce sulla diocesi di Aversa, / su tutti coloro che l’abitano, / sulle loro pene e sulle loro speranze. / In te trovi riposo chi è tormentato dal dubbio, / trovi conforto chi lotta nell’incertezza e nel dolore, / sperimenti l’amore chi è vittima dell’odio e della violenza. / Non manchino mai, in questa terra spesso ferita e umiliata, / uomini di speranza e testimoni della verità, / costruttori di giustizia e apostoli del bene, / sacerdoti santi e missionari della Misericordia divina. / Risuoni nella Chiesa l’annuncio vigoroso del Vangelo, / che cambia la vita delle persone. / Nel tuo cuore di Madre, l’umanità tutta intera / sperimenti la gioia della riconciliazione, / perché sorga presto il giorno della vera pace. / Te lo chiediamo per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore. Amen!

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 
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