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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI MEMBRI
DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DELL’ISTITUZIONE TERESIANA

Venerdì, 23 novembre 1990

 

È per me motivo di gioia ricevere questa mattina la direzione generale, il consiglio direttivo e il gruppo dei rappresentanti dell’Istituzione Teresiana in questo momento significativo per la sua vita e missione evangelizzatrice. La chiamata del suo fondatore, il servo di Dio Pedro Poveda, per promuovere una presenza umanizzatrice e trasformatrice dei cristiani nel mondo, sarà senza dubbio fonte di fecondità e audacia apostolica.

La testimonianza di santità e realizzazione impegnata della vocazione teresiana della serva di Dio Josefa Segovia, fedele collaboratrice dei lavori dell’Istituzione, deve essere uno stimolo particolarmente incoraggiante per tutti i suoi membri. È consolante vedere che l’Istituzione Teresiana collabora, in modo qualificato, alla missione evangelizzatrice della Chiesa. I suoi membri sono uomini e donne che, secondo la loro vocazione specifica e la modalità dei loro compiti, realizzano nei diversi campi educativi, culturali e professionali, la vocazione cristiana dei fedeli laici nel mondo, “come i primi cristiani”, nel desiderio del fondatore. L’“intuizione profetica” di Pedro Poveda - come ebbi occasione di ricordare durante la mia visita al santuario di Covadonga -, la sua speciale attenzione ai segni dei tempi, esige oggi dall’Istituzione Teresiana uno speciale dinamismo apostolico.

Nella mia recente esortazione apostolica Christifideles laici ho invitato tutti i secolari ad accogliere con rinnovato entusiasmo “l’appello di Cristo a lavorare nella sua vigna, a prendere parte attiva, consapevole e responsabile nella missione della Chiesa in quest’ora magnifica e drammatica della storia, nell’imminenza del terzo millennio” (n. 3).

A un’Istituzione chiamata nelle circostanze attuali a essere segno e fermento del regno di Dio, nelle mediazioni educative e culturali, lo Spirito Santo concederà, senza dubbio, la capacità di testimonianza che esige la vostra vocazione. Pedro Poveda ve lo chiede anche con le parole dell’apostolo: “Comportatevi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto” (Ef 4, 1).

Una vocazione e una missione con tali esigenze reclama di seguire Cristo vivo con una consegna e una vicinanza personali. La vostra spiritualità rinnova la chiamata della Chiesa a cimentare la vostra vita in Gesù Cristo, la pietra angolare, a lasciarvi illuminare dalla Parola, a un’intensa vita sacramentale, specialmente eucaristica, e a una vita di amore fraterno. L’amore e la fiducia filiale con cui invocate Maria deve continuare a essere una caratteristica peculiare dell’Istituzione Teresiana. La preghiera e lo studio sono spazi privilegiati della vostra vita quotidiana.

Il modo di vivere, caratteristico della vostra Associazione - che si ispira al mistero dell’Incarnazione - e la vostra esperienza educatrice, vi prepara a cooperare nella formazione del laicato, per potenziare i valori cristiani della famiglia, per essere presenti, in modo creativo, nel mondo della scuola e dell’università. Per questo, invito tutti i membri dell’Istituzione Teresiana, a fare loro il profondo senso ecclesiale, la disponibilità nel servizio alla Chiesa e la totale fedeltà ai suoi orientamenti e insegnamenti.

Con la fiducia che la tappa della storia della vostra Associazione che ora iniziate, sarà particolarmente segnata dal compromesso evangelizzatore e dalla rinnovata chiamata alla santità, imparto ai presenti e a tutti i membri dell’Istituzione Teresiana la mia benedizione apostolica.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 
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