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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI PARTECIPANTI
ALL’ASSEMBLEA GENERALE DELL’ORDINE DEI MINIMI

Sabato,  24 novembre 1990

 

Carissimi fratelli.

1. È con animo lieto che vi accolgo e vi saluto. Rivolgo un particolare pensiero a padre Alessandro M. Galuzzi, superiore generale del vostro Ordine, e lo ringrazio per le devote espressioni di omaggio, che ha voluto indirizzarmi a vostro nome. Vi trovate a Roma per celebrare la vostra Assemblea generale, dedicata a un problema di particolare attualità, quello delle vocazioni. Giustamente esso sta molto a cuore a voi come a tutti coloro che si preoccupano del futuro della Chiesa e degli Istituti religiosi.

L’odierno incontro mi offre l’opportunità di rivolgervi un cordiale augurio perché possiate trarre frutti copiosi da tale riunione. In questo senso vi assicuro anche una speciale preghiera.

2. È ancora vivo il ricordo del recente Sinodo dei vescovi, tutto centrato sulla vocazione, sul ministero e la formazione dei presbiteri. A esso sicuramente voi fate riferimento, mentre affrontate per il vostro Ordine il problema vocazionale nel suo complesso. La vocazione alla vita religiosa è un carisma che arricchisce la vitalità della comunità cristiana, esprimendo il dono totale ed esclusivo della persona a Dio e al servizio dei fratelli. La varietà degli Istituti di vita consacrata sottolinea, così, questa particolare ricchezza spirituale della Chiesa e anticipa, in un certo modo, il regno di Dio. Ogni Famiglia religiosa, infatti, si inserisce nel dinamismo ecclesiale con un proprio specifico apporto carismatico.

Il vostro Ordine ha il compito di testimoniare il ruolo della penitenza nell’itinerario della conversione, insistendo sui mezzi dell’ascesi e della mortificazione. La vostra vocazione si rivela così come un importante servizio all’uomo che aspira a lasciare la strada del peccato per ritornare al Signore della misericordia. Con il vostro stile di vita penitente costituite un costante richiamo ai perenni valori del Vangelo, annuncio di salvezza per ogni epoca e per ogni persona.

Cristo vi domanda di essere, di questo annuncio, testimoni coraggiosi. Siate, pertanto, sempre attenti alla voce del fratello che invoca aiuto. Infondetegli speranza, perché possa far ritorno alle sorgenti della grazia e della gioia; andate incontro al peccatore e accogliete con amore chi cerca la pace in Dio.

3. Sappiate vivere il vostro particolare carisma penitenziale offrendovi come ministri del sacramento della Riconciliazione. L’uomo ha bisogno della grazia per giungere alla pace del cuore. Egli cerca un sacerdote che si mostri disponibile ad ascoltarlo; vuole aprirsi con lui, per consegnargli il peso del suo peccato, e così riconciliarsi con Dio.

Voi, Minimi, chiamati a essere ministri della penitenza, siate sempre pronti a svolgere con generosità questa missione, aiutando i fratelli a scoprire le bellezze del Vangelo, vissuto con coerenza.

Voi siete i figli spirituali di san Francesco di Paola, le cui spoglie ho avuto modo di venerare nel mio viaggio pastorale in Calabria, nel 1984. Seguendo il suo esempio e ripercorrendo il suo cammino, voi potete scoprire con gioia rinnovata tante possibilità di vivere anche oggi il vostro particolare carisma servendo gli umili e i poveri. San Francesco, vero testimone del Vangelo, nell’umiltà, nella semplicità e nella carità offrì in se stesso un’immagine della Chiesa vicina alle necessità di coloro che la interpellano. Anche voi non tradite mai le attese dei semplici e dei poveri; nel vostro ministero cercate sempre di privilegiarli, perché il Signore li ha amati e additati come “beati” nel Regno (cf. Mt 5, 3).

4. La vocazione dei Minimi, quotidianamente attuata, sottolinea questa speciale attenzione ai bisognosi nel campo della carità. Se voi siete vicini ai piccoli - come vi chiede di fare il vostro stesso appellativo di Minimi - capirete meglio il Vangelo e vivrete la vostra vita in una tensione di santità che parte dall’unione con Dio e sfocia nell’amore ai fratelli.

Vi incoraggio a vivere pienamente la vostra vocazione. Vedrete che i frutti non mancheranno. Rendete presente nella Chiesa con la vostra vita il Vangelo della penitenza e del perdono.

Durante la vostra Assemblea generale vi siete preoccupati di far emergere la vostra identità carismatica, sottolineandone la perenne attualità. L’efficacia del vostro servizio dipende dal coraggio con cui saprete restare fedeli alla venerata tradizione del vostro Ordine, pur nella generosa disponibilità ad accogliere le istanze derivanti dalle mutate condizioni dell’odierna società.

Voi siete gli eredi del patrimonio plurisecolare lasciato a voi da san Francesco: sappiate tradurlo ogni giorno in personale testimonianza di vita. Con questo augurio, invoco la protezione di Maria, Madre della Chiesa, sul vostro incontro e sui vostri propositi, mentre di cuore imparto a tutta la vostra Famiglia religiosa una particolare benedizione apostolica.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 
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