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VIAGGIO APOSTOLICO IN TANZANIA, BURUNDI, RWANDA E YAMOUSSOUKRO

CERIMONIA DI BENVENUTO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto Internazionale di Dar-es-Salaam (Tanzania)
Sabato, 1° settembre 1990

 

Sua Eccellenza Presidente Ali Hassan Mwinyi,
Onorabili Membri del Governo,
Sua Eminenza Cardinal Laurean Rugambwa,
Venerabili fratelli nell’Episcopato,
Cari fratelli e sorelle,
Dio benedica la Tanzania e il suo popolo.

1. Queste sono le prime parole che vi rivolgo. Questo è il mio cordiale augurio e la mia ardente preghiera per tutti i Tanzaniani, e sono lieto di esprimere questi sentimenti di amicizia e di buona volontà con le parole del vostro commovente Inno Nazionale. Ogni giorno, in ogni angolo di questo vasto Paese, il vostro canto patriottico celebra le lodi sia della vostra spiritualità che della vostra unità nazionale, della vostra fede in Dio e dell’amore che avete per il vostro Paese.

Nel nome del Signore Dio, saluto tutti i cittadini e la gente della Tanzania.

Sono ricolmo di gioia e d’affetto per essere venuto in questo Paese e per essere con voi.

Signor Presidente della Repubblica Unita di Tanzania: l’invito a visitare la Tanzania, che ho ricevuto da Sua Eccellenza e dalla Conferenza Episcopale, ha trovato una immediata eco nel mio cuore, e ho atteso ansiosamente questo incontro con la grande famiglia tanzaniana. La ringrazio, Signor Presidente, per le sue cordiali parole di benvenuto, nelle quali tutti possono percepire quel senso di fraternità e di solidarietà universale - la Ujamaa della Tanzania - che sono da annoverare tra i principi sui quali è stata costruita questa Nazione Africana indipendente sotto la guida del suo primo Presidente, Mwalimu Julius Nyerere.

Estendo un caloroso saluto a tutti coloro che sono venuti qui ad accogliermi con la caratteristica ospitalità tanzaniana: Sua Eccellenza il Presidente di Zanzibar, Sua Eminenza il Cardinale Laurean Rugambwa, gli Onorevoli Membri del Governo, i miei Fratelli Vescovi, i responsabili e i cittadini della Tanzania. Mentre visiterò molte parti della terraferma nei giorni a venire, non è stato possibile includere una visita alle isole. Chiedo a Sua Eccellenza il Presidente di Zanzibar di essere così gentile da trasmettere i miei sentimenti di stima e di amicizia ai suoi concittadini.

2. La Tanzania è un magnifico Paese di montagne ricoperte di foreste, ricca savana, ameni laghi e coste tropicali; una terra che vanta la presenza dell’uomo sin dai primordi della storia umana; una terra la cui locazione geografica ha spinto i viaggiatori da molte grandi e antiche civiltà del passato a visitarla. La storia, tuttavia, non è sempre stata magnanima con la sua gente, e molti problemi rimangono insoluti. In questo contesto, la Tanzania indipendente ha fatto degli sforzi consistenti per raggiungere un grado sempre maggiore di sviluppo e di armonia sociale, e per occupare un ruolo direttivo tra le Nazioni di questo Continente. Dio benedica gli sforzi di tutti coloro che hanno a cuore il bene di questo Paese e del suo popolo, e che lavorano con saggezza e buona volontà per il bene comune.

3. La mia visita in Tanzania è innanzi tutto una Visita Pastorale del Vescovo di Roma, il Successore di San Pietro, alla Chiesa che è in questa terra. È una Chiesa giovane - il cui primo Vescovo di natali tanzaniani è qui tra noi nella persona del Cardinal Rugambwa. Oggi, tutti i membri della Gerarchia sono fieri figli di questo Paese, e i miei fratelli e sorelle nella fede cattolica sono generosi e leali cittadini che danno il loro significativo contributo al benessere e allo sviluppo integrale della loro Nazione. Il mio fervente desiderio è di pregare con loro, di condividere con loro la gioia dell’Eucaristia, e di confermarli nella loro fedeltà a Dio e nel loro servizio ai loro fratelli secondo lo spirito del Vangelo di Gesù Cristo.

Sono venuto in Tanzania come amico di tutto il suo popolo - come compagno viaggiatore sulla via della comprensione e della pace per l’intera famiglia umana. In modo particolare intendo essere un pellegrino di pace tra i seguaci delle diverse tradizioni religiose. Sono fiducioso che buoni rapporti cresceranno e fioriranno tra i Cristiani della Tanzania, e tra i Cristiani e i seguaci della fede islamica, come anche con gli uomini e le donne di buona volontà ovunque.

4. Sono venuto come un amico dell’Africa - come uno che ha molto a cuore il futuro di questo Continente. È evidente che l’Africa possiede immense risorse umane e naturali che possono favorire una sua progressiva e diffusa crescita verso un maggiore benessere materiale, culturale e sociale.

L’Africa ha la saggezza delle tradizioni che le sono proprie e le lezioni che le derivano dall’esperienza per guidare questo sviluppo in modo tale da salvaguardare le sensibilità religiose e comunitarie dei suoi popoli. Ma l’Africa soffre anche di molti di quei fattori negativi che, per parlare in termini generici, sono caratteristici di quello che è stato chiamato il “Sud”, in opposizione al “Nord”, economicamente dominante.

In molte occasioni ho levato la mia voce per fare appello alle coscienze delle Nazioni più sviluppate affinché non trascurino i loro doveri morali e umanitari verso le Nazioni in via di sviluppo. Ho anche espresso la speranza che i cambiamenti che hanno recentemente avuto luogo sulla scena del mondo distolgano le Nazioni dalla dispendiosa corsa agli armamenti per spingerle a fornire una maggiore assistenza ai popoli più bisognosi del mondo. Finora, questa ricollocazione delle risorse è stata lenta a maturare, e sono sorte nuove tensioni che rappresentano degli ostacoli sulla via della pace.

L’Africa, quindi, è sempre più chiamata a trovare un suo proprio modello di sviluppo, nel quale ci sarà posto per la ricca varietà dei suoi popoli, ognuno con le sue proprie tradizioni e aspirazioni legittime. Che Dio ispiri i responsabili dell’Africa a lavorare per il consolidamento delle strutture direttive e dell’armonia sociale, che sono fondamentali per lo sviluppo e la crescita. Dio benedica l’Africa.

5. Egregio Signor Presidente, cari Amici: la Chiesa e la comunità politica hanno diverse sfere d’azione e sono mutualmente indipendenti, ma sono al servizio degli stessi esseri umani (cf. Gaudium et spes, 76). È invero rincuorante sapere che in Tanzania esiste un’ampia cooperazione in molti settori. Il futuro dovrà percorrere la via della solidarietà tra l’intero popolo della Tanzania, mentre i suoi abitanti lavorano fianco a fianco per il bene comune. La preghiera che esprimo per voi oggi è che la fede nella volontà di Dio vi aiuti a superare tutti gli ostacoli e costituisca un incentivo che vi faccia avanzare verso la pace e l’armonia tra voi e con tutti i popoli, nell’amore e nell’impegno al servizio del vostro magnifico Paese.

Dio benedica la Tanzania.

Egli preservi la sua libertà e la sua unità.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana 

 

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