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VIAGGIO APOSTOLICO IN TANZANIA, BURUNDI, RWANDA E YAMOUSSOUKRO
CERIMONIA DI BENVENUTO
DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II
Aeroporto internazionale
di Bujumbura (Burundi) Mercoledì, 5 settembre 1990
Signor Presidente, Cari fratelli nell’episcopato, Signore e
Signori rappresentanti delle Autorità del Burundi, Signore e Signori membri
del Corpo diplomatico, Cari amici della nazione del Burundi
1. Pace. La pace di Cristo sia sempre con voi!
Sono molto felice di essere arrivato fra di voi. Da molto tempo mi avete
invitato e speravo di venire nella vostra terra e scoprire il vostro Paese. Vi
ringrazio di tutto cuore per la vostra accoglienza. Esprimo la mia gratitudine a
Sua Eccellenza il Signor Presidente della Repubblica per le sue parole di
benvenuto che esprimono i sentimenti del Burundi. Estendo la mia gratitudine a
tutte le alte Autorità del Paese che hanno voluto partecipare a questa cerimonia
di benvenuto.
Saluto con emozione la Nazione del Burundi tutti i figli e le figlie di
questa terra. Saluto fraternamente i Vescovi del Burundi e tutti i fedeli che,
insieme a loro, hanno preparato questa visita pastorale.
2. Vengo in mezzo a voi, perché ho ricevuto la missione dell’Apostolo Pietro:
il Signore Gesù gli ha affidato il compito di confermare i suoi fratelli nella
fede nel Dio vivente, nel Cristo che ci libera e ci unisce. Vengo a incoraggiare
i Pastori della Chiesa nel Burundi, i sacerdoti, i catechisti, i responsabili,
tutti i membri delle comunità diocesane nella loro missione di discepoli del
Principe della pace.
E vengo in mezzo a voi come amico degli uomini, amico del vostro popolo,
della vostra patria costruita sulle colline dai vostri antenati. Ho desiderato
conoscere meglio questa Nazione e la sua bella eredità: voi che parlate la
stessa lingua, che condividete le stesse tradizioni, tradizioni familiari
solide, e che siete molto ospitali; voi che avete ricevuto dai vostri padri un
senso naturale della presenza di Dio e che avete accolto generosamente il
messaggio del Vangelo.
3. Incontrandovi sulla vostra terra, vorrei essere per voi messaggero di
fiducia e di pace, come Cristo che ha dato la sua pace ai suoi amici, come dono
supremo. Penso alle prove che hanno segnato il vostro popolo, coinvolto in
difficoltà che hanno lacerato le vostre comunità e ferito troppe famiglie. Ora,
la strada della riconciliazione e della concordia si è aperta davanti a voi. Vi
ci siete incamminati: affrettate il passo e nessuno esiti a raggiungere il
sentiero della fraternità perché queste colline non debbano vedere mai più
violenza e divisione!
Ascoltate il mio appello. Ve lo rivolgo con la franchezza dell’amicizia:
consolidate la vostra unità, non con rassegnazione o nella diffidenza, ma
radicandola solidamente per mezzo della riconciliazione e del perdono. Per
alcuni, questo può sembrare insormontabile, perché le ferite dolgono ancora.
Come dimenticarle? La vostra riconciliazione completa non consiste nel
dimenticare il passato. In verità dovete guardarlo, dovete ritrovarvi e superare
insieme ciò che vi ha divisi, per costruire una nuova unità. Nell’accordarvi tra
voi, basatevi sulla giustizia e sul principio dell’uguale dignità di ogni uomo,
un principio che non può mai essere messo in discussione. Ogni essere umano è un
figlio di Dio che noi dobbiamo rispettare per quello che è. E poiché siamo tutti
creature amate da Dio, siamo tutti fratelli. Allora, possiamo vivere sulla
stessa terra, dividere lo stesso cibo e la stessa cultura. Non avremo più
difficoltà a riconoscere a ciascuno le sue capacità e i suoi meriti, o a
rispondere ai suoi bisogni e curare le sue sofferenze.
4. Figli e figlie del Burundi, è l’avvenire della vostra Nazione che dovete
modellare con le vostre mani. Unite i vostri sforzi in un cuor solo per
consolidare la salute fisica e morale del vostro popolo. Preparate alla vostra
gioventù numerosa, che ha bisogno di fiducia e di pace, una patria dove si viva
tranquillamente. Lavorate con perseveranza allo sviluppo del vostro Paese,
affinché la terra porti i suoi frutti, ciascuno possa impiegare i doni che ha
ricevuto, nessuno si senta escluso né tentato di cercare rifugio in una
deleteria emarginazione. I vostri compiti sono grandi, anche gravosi, ma sono
sicuro che siete capaci di portarli a termine, insieme, nell’unità e nella pace
ritrovate.
5. Cari fratelli e sorelle della Chiesa cattolica questi obbiettivi sono
soprattutto i vostri. Perché il rispetto dell’uomo, l’amore fraterno, lo spirito
di riconciliazione e di perdono, la speranza costruttiva sono il fulcro nel
messaggio cristiano. Assumete generosamente la vostra parte degli impegni comuni
della vostra Nazione.
La Chiesa intrattiene con lo Stato rapporti cordiali nel mutuo rispetto, e
desidera portare, con le sue istituzioni confessionali, la sua libera
collaborazione alla promozione umana, alla salute e alla educazione in
particolare. I cattolici che spesso cooperano con i fratelli di altre
confessioni cristiane o di altre religioni, desiderano contribuire senza
esitazione al bene comune. Perché il progetto di Dio è il bene dell’uomo.
In questi giorni, cari Fratelli e Sorelle, celebreremo il Cristo che ci
libera e ci unisce. Questo è il tema che avete meditato per preparare il nostro
incontro nella fede. Sono felice, in virtù del mio incarico pastorale, di essere
qui per esortarvi a rafforzare la vostra fede, in unione con i miei Fratelli
nell’episcopato. Il mio desiderio più profondo è una vostra risposta entusiasta,
nell’intimo del vostro essere, alla fede del Battesimo, e un’accettazione senza
riserve dello Spirito dell’Amore e della Verità.
6. Caro popolo del Burundi, il Vescovo di Roma vorrebbe salutare ognuno di
voi, coloro che sono incaricati di provvedere al bene comune, i piccoli e i
poveri, i più umili artefici della pace. A tutti, vorrei dire ancora che sono
vicino a loro con affetto sincero.
Giungendo in mezzo a voi, vorrei anche essere testimone di molti vostri
fratelli e sorelle di popoli diversi della terra che voi conoscete da lontano,
ma che sono sinceramente solidali con voi. So che molti sono coloro che cercano
di portarvi un aiuto disinteressato. Li ringrazio a nome dell’amicizia fraterna
che vi unisce a loro.
Signore Presidente, la sua accoglienza e quella del Burundi mi commuovono
profondamente; le rinnovo l’espressione della mia riconoscenza.
Che Dio benedica il Burundi e gli doni la forza della speranza!
La pace di Cristo sia sempre con voi!
© Copyright 1990 - Libreria
Editrice Vaticana
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