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VIAGGIO APOSTOLICO IN TANZANIA, BURUNDI, RWANDA E YAMOUSSOUKRO
DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II DURANTE LA VISITA ALLA CATTEDRALE DI KABGAYI
Kabgayi (Rwanda)
- Sabato, 8 settembre 1990
Cari fratelli e sorelle,
Vi rivolgo un saluto di tutto cuore in questa Cattedrale intitolata alla
Vergine Immacolata. Sono felice di incontrarvi proprio in questo luogo. Sono
venuto per azione della grazia a raccogliermi in preghiera sulle tombe dei primi
tre Vescovi missionari del Rwanda, Monsignor Hirth, Monsignor Classe e Monsignor
Déprimoz e degli altri pionieri dell’evangelizzazione del Rwanda.
Ringraziamo il Signore per questi messaggeri della Buona Novella che hanno
fatto maturare la buona terra del Rwanda.
Nella vostra chiesa, oggi 8 settembre, Natività di Maria Santissima,
festeggiamo la Vergine, nuovo modello femminile del cristianesimo che riassume
in sé le qualità più salienti della condizione femminile, come vergine, sposa e
madre. Noi la preghiamo per tutte le donne del Rwanda, affinché venga
riconosciuta loro la dignità della missione di spose e di madri e il diritto di
partecipare alla vita sociale e al progresso della Nazione.
Saluto cordialmente le religiose qui presenti e le invito a nutrirsi ogni
giorno della Parola di Cristo, per mettersi generosamente al servizio della
Chiesa, nel segno di Maria. Portate il mio messaggio, al di là di queste mura,
ai carcerati di questo Paese.
Cari fratelli, nel periodo difficile che attraversate, vi auguro di trovare
le vie di una chiara riconciliazione, con Dio e con i vostri fratelli e le
vostre sorelle. Affidatevi all’aiuto della Madre di Dio che è sempre fedele. Che
essa vi aiuti a ritrovare, quando sarà il momento, il vostro ruolo nella
famiglia e nella società.
Prima di terminare questo breve discorso, vorrei esprimere la grande gioia
provata nell’incontrare in questa cattedrale il Vescovo che, per così lungo
tempo, è stato il vostro Pastore missionario, Monsignor Perraudin, che ho
incontrato molte volte. Egli resta per me l’emblema stesso del Vescovo
missionario. Dio benedica Monsignor Perraudin, Arcivescovo-Vescovo di Kabgayi,
così legato, nel cuore e nell’anima a questo Paese, a questa Chiesa, a questa
cattedrale.
A tutti voi qui presenti imparto di tutto cuore la mia Benedizione Apostolica
come atto collegiale.
© Copyright 1990 - Libreria
Editrice Vaticana
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