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VIAGGIO APOSTOLICO IN TANZANIA, BURUNDI, RWANDA E YAMOUSSOUKRO
RADIOMESSAGGIO DI GIOVANNI
PAOLO II AI CONTADINI DEL RWANDA
Kigali (Rwanda)
- Sabato, 8 settembre 1990
Cari amici, contadini del Rwanda,
1. È per me motivo di grande gioia essere nella vostra bella terra. Sono
venuto per salutare tutta la popolazione ed incontrare le comunità cristiane.
Vorrei rivolgermi a tutti gli abitanti di questo Paese.
Oggi, voglio rivolgere un messaggio particolare ai contadini ed alle
contadine che costituiscono la maggior parte della popolazione. Avrei desiderato
recarmi sulle vostre colline, visitare i vostri campi, essere accolto nelle
vostre case, ma la mia troppo breve permanenza nel vostro Paese non me lo
permette.
2. Siate certi, cari contadini e care contadine del Rwanda, che conosco la
vostra situazione. Voi fate vivere questo Paese, voi siete la sua grande forza.
Grazie a voi, il Rwanda va avanti. Siete voi ad essere i principali responsabili
del progresso del vostro Paese con il vostro lavoro e la vostra produzione
agricola. Siate felici di ciò che fate! Siate fieri di quello che siete!
Ma conosco anche le numerose difficoltà che incontrate. Il vostro lavoro non
è facile e i vostri sforzi sono spesso contrastati da sfavorevoli condizioni
materiali ed economiche. Abitate numerosi in queste terre sempre più impoverite.
Il suolo che coltivate si consuma col passare degli anni a causa dell’erosione e
la mancanza di fertilizzanti. Le piogge sono a volte troppo abbondanti e, in
altri momenti, sono crudelmente assenti. Le malattie possono attaccare le vostre
colture e il vostro bestiame. Il compenso che ricevete per i prodotti dei vostri
campi non è sempre proporzionale al vostro lavoro ed ai vostri bisogni.
L’ambiente internazionale vi è anch’esso sfavorevole. È con grande tristezza che
ho saputo della carestia che ha colpito il vostro Paese in questi ultimi mesi.
Sappiate che il Papa ammira il vostro coraggio nella lotta quotidiana che
conducete per il benessere delle vostre famiglie e del vostro Paese.
3. I problemi che dovete affrontare sono complessi. Non vi sono soluzioni
semplici. E affinché la vostra situazione migliori, c’è bisogno dell’accordo di
tutti. Ma è principalmente a voi contadini e contadine del Rwanda che compete di
essere i protagonisti del vostro stesso sviluppo. È importante che vi sappiate
organizzare per far ascoltare la vostra voce, per esprimere le vostre
aspettative. So che, tradizionalmente, nel Rwanda la solidarietà svolge un ruolo
importante in seno al mondo contadino. Ora che tutti si trovano alle strette,
l’intesa diviene più difficile. Ognuno, arrivato ai limiti delle proprie
possibilità di sopravvivenza, trova più difficile aiutare l’altro. Vi esorto a
compiere degli sforzi per ritrovare ed intensificare la vostra solidarietà
contadina, per sviluppare fra voi il senso di partecipazione. Essere solidali,
significa impegnarsi personalmente e con altri in un progetto comune. Insieme,
voi potrete ottenere che i vostri diritti vengano rispettati e che vi sia
assicurato un maggiore spazio di libertà. La terra è la vostra principale
ricchezza e vi permette di vivere. Bisogna proteggerla dal degrado e dall’usura.
Prendete iniziative mirate a migliorarne il rendimento.
4. Ed è tutta la popolazione del Rwanda che deve essere solidale come voi. È
una questione di giustizia. Lo Stato deve facilitarvi l’accesso a tutti i
servizi pubblici. È importante che possiate dare ai vostri figli una buona
istruzione scolastica, in particolare perché essi acquisiscano una competenza
professionale e perché siano preparati a valorizzare le loro terre
diversificando produzioni alimentari utili e fruttuose. Avete ugualmente diritto
ai centri di sanità, ai servizi sociali, ai crediti bancari, ai servizi
amministrativi. Bisogna evitare che aumentino le distanze e le ineguaglianze fra
la città e la campagna.
La comunità internazionale deve, anch’essa, occupandosi della giustizia,
contribuire allo sviluppo del mondo contadino. Innanzitutto garantendo lo
smercio delle colture industriali e pagando un giusto prezzo per quelle colture
che trasforma per suo maggiore profitto. Bisogna che i progetti di sviluppo
nell’ambiente rurale non vengano deviati dal loro obbiettivo e che essi
sostengano realmente i contadini nei loro sforzi. La comunità internazionale
deve rimanere ugualmente disponibile per un aiuto umanitario nei momenti di
difficoltà.
5. Il Vangelo è una Buona Novella per tutti e anche per i contadini delle
Mille Colline che lavorano allo sviluppo del proprio Paese. Agli occhi di Dio
siete grandi, siete importanti. Gesù, per tutta la sua vita, è stato vicino alla
gente semplice. Egli si è mescolato alle loro vite. I suoi discorsi e le sue
parabole sono segnati da una conoscenza familiare della cultura della terra.
Sull’esempio di Gesù, la Chiesa deve essere vicina ai contadini. Sacerdoti,
religiosi, religiose desiderano condividere le preoccupazioni e le speranze dei
contadini, essere all’occasione i loro portavoce, impegnarsi al loro fianco in
alcune attività di sviluppo. Per le comunità cristiane, che sono luoghi di
ascolto del Vangelo, di preghiera e di comunione, è naturale vivere una
solidarietà fraterna con tutti.
Passando vicino alla parrocchia di Kamonyi, benedirò una statua della Vergine
Maria, Madre di noi tutti. La prego perché essa porti a suo Figlio Gesù le
preoccupazioni e le speranze di tutti voi, cari contadini e contadine del Rwanda.
Che il Signore vi benedica e vi accompagni nei vostri lavori quotidiani! Che
mantenga viva in voi la speranza di un mondo migliore!
© Copyright 1990 - Libreria
Editrice Vaticana
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