 |
VISITA PASTORALE ALL’ARCIDIOCESI DI
FERRARA-COMACCHIO
INCONTRO DI GIOVANNI
PAOLO II CON LA CITTADINANZA DI FERRARA
Piazza Castello - Sabato,
22 settembre 1990
Cari fratelli e sorelle di Ferrara!
1. Sono particolarmente lieto di essere ospite della vostra Città, dove,
com’è noto, pure alcuni miei predecessori ebbero la gioia di recarsi e di
soggiornare. Saluto con affetto ciascuno di voi e vi ringrazio per l’accoglienza
che mi avete riservato. Esprimo viva gratitudine al signor sindaco per le
cortesi parole che mi ha indirizzato a nome dell’intera cittadinanza. Rivolgo un
omaggio deferente all’on. Cristofori, sottosegretario della Presidenza del
Consiglio, che mi ha portato il saluto del Governo italiano, e a tutte le
autorità presenti. Un cordiale pensiero va pure alla comunità ebraica che vive a
Ferrara e che proprio nei giorni scorsi ha celebrato la fausta ricorrenza del
capodanno, tempo sacro al perdono reciproco e alla riconciliazione.
Sono venuto fra voi, fedeli di Ferrara, quale successore di Pietro, per
ripetervi che la Chiesa guarda alla vostra Città con stima e affetto, e per
questo attende da essa un particolare contributo per la costruzione di una
società più degna dell’uomo e, per ciò stesso, più vicina all’ideale cristiano.
2. La vostra è una Città privilegiata, che, in epoca particolarmente ricca di
splendore, si è distinta come uno dei centri più attivi e prestigiosi di cultura
umanistica: una cultura, peraltro, aperta ai valori trascendenti e saldamente
ancorata alle fonti della vera sapienza.
Di questa eccezionale fioritura restano, tuttora, segni visibili e mirabili
in ogni campo dell’attività creativa: dall’architettura alla scultura, dalla
pittura alla musica, dalla letteratura all’urbanistica. Sì, Ferrara è una delle
città italiane più ricche di ricordi storici e di monumenti. Ed è doveroso
sottolineare quanto il sentimento religioso abbia efficacemente contribuito a
suscitare una così straordinaria manifestazione di talento artistico e di
vivacità culturale. In tale contesto è nata anche la vostra Università, voluta
dal Papa Bonifacio IX nel 1391, e della quale vi apprestate a celebrare, con la
dovuta solennità, il VI centenario di fondazione.
Cari Ferraresi, conservate e arricchite questo vasto patrimonio umano e
spirituale! Non tagliate mai i ponti col passato, ma poggiate il vostro avvenire
su tali provvidenziali fondamenta. Ogni città, infatti, è come un albero che
ogni anno rinnova le fronde e produce frutti abbondanti nella misura in cui le
sue radici restano affondate nel buon terreno. Se sradicato, l’albero inaridisce
e muore.
3. Ferrara, amata e nobile città, riscopri le tue origini cristiane! Il
Vangelo giunse qui fin dai primi secoli. Nel lungo catalogo dei vostri illustri
conterranei s’incontrano vescovi noti per santità, come san Maurelio, il beato
Alberto Prandoni, il beato Giovanni Tavelli, e per instancabile attività
apostolica, quali Giovanni Fontana, il ven. Bonaventura Barberini, il card.
Carlo Odescalchi. Espressione di tale rigoglio di vita religiosa è la vostra
stupenda cattedrale, con l’inconfondibile facciata, divenuta emblema della
stessa città. E segno di fervore religioso sono pure le numerose chiese, le
abbazie, dentro e fuori il perimetro cittadino - penso in particolare a Pomposa
- i monasteri e i santuari, a cominciare da quelli della Madonna delle Grazie e
di Santa Maria in Vado. Voi avete una preziosa eredità spirituale che può
costituire motivo d’ispirazione e di vanto per le nuove generazioni, sempre
bisognose di linfa spirituale e di alti ideali ai quali riferirsi.
4. Circa 550 anni fa, nel duomo di Ferrara fu inaugurato e tenne la sua fase
più costruttiva un Concilio Ecumenico, alla presenza del Papa Eugenio IV e di
molti vescovi orientali. Fu il Concilio dell’unione coi fratelli greci, che, se
non ottenne sul momento tutti i frutti desiderati, costituì pur sempre un passo
importante sulla strada del cammino ecumenico. Da qui è partita una scintilla,
che è diventata, nel mondo contemporaneo, fiamma che arde luminosa.
Nuove sfide incalzano nell’ora presente e nuovi traguardi vi attendono.
Irradiate, cari amici, intorno a voi il calore della fraternità e la fiamma
della solidarietà. Cementate la vostra attività nella fede in Dio, Padre comune
di tutta l’umanità.
Avete alle vostre spalle la testimonianza di un laicato generoso e
intraprendente, che, in tempi non meno difficili dei nostri, seppe impegnarsi a
fondo per inserire con efficacia il lievito del cristianesimo nella realtà del
mondo contemporaneo. Ferrara cattolica ha dato un decisivo contributo di opere e
di persone non solo alla Chiesa, ma anche alla società civile a ogni livello.
Uomini e donne, formati alla scuola del Vangelo, hanno mostrato, con la
testimonianza della parola e dell’azione, quali vantaggi possa recare anche
all’impegno civile l’ispirazione derivante dalla fede. Non c’è giustizia senza
pace. Non c’è pace senza amore. E non c’è amore senza Dio.
5. La fede alimenta l’ottimismo, un sentimento di cui scarseggia il mondo
occidentale. Pesa attualmente sui Paesi più ricchi la minaccia del declino
demografico, poiché la società invecchia e ci sono sempre meno bambini. In
questa prospettiva, come si può sperare in un futuro migliore?
Ferrara, non assistere indifferente al preoccupante fenomeno del calo
costante della tua popolazione! La fede vissuta con coraggio restituirà la
necessaria fiducia per vincere ogni timore, ogni tentazione egoistica e aprire i
cuori alla generosità. Oggi si perseguono sempre più avanzati successi
tecnologici, trascurando talora le irrinunciabili esigenze della morale naturale
e divina. Ma un mondo senza Dio può mai essere felice? Non esiste autentico
sviluppo senza il rispetto delle leggi di Dio.
Cari Ferraresi, vi auguro che Dio sia sempre al centro della vostra vita!
Abbiatelo come sommo punto di riferimento nelle vostre famiglie, nelle vostre
associazioni e in tutta la vostra esistenza personale e sociale! Solo così
potrete fare della vostra Città il luogo privilegiato dei vostri progetti e
delle vostre legittime aspirazioni. Ecco il mio augurio all’inizio di questa
visita.
Con questo augurio, che affido all’intercessione della Madonna delle Grazie,
tutti di cuore benedico!
© Copyright 1990 - Libreria
Editrice Vaticana
|