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CONGEDO DI GIOVANNI PAOLO II
DALLA COMUNITÀ DI CASTEL GANDOLFO

Martedì, 25 agosto 1990

 

Signor sindaco,
illustri membri del Consiglio e della Giunta comunale,
cari fratelli e sorelle!

Mi è gradito incontrarvi, come ogni anno, al termine del mio soggiorno estivo a Castel Gandolfo. Ed è questa ormai una tradizionale occasione per rinnovarvi i miei sentimenti di stima e di riconoscenza. Saluto, in modo particolare, il signor sindaco, al quale sono grato per le gentili parole che mi ha indirizzato a nome della Giunta comunale e dell’intera cittadinanza. La ringrazio per queste parole che hanno significato anche una vera partecipazione a quello che è il compito proprio della Chiesa, e specialmente del Papa, nella nostra epoca. Un compito arduo e difficile, ma speriamo di affrontarlo sempre con la grazia di Dio. È indispensabile questo compito di fronte ai pericoli che minacciano i popoli, minacciano l’umanità, anche quella che si sente sicura. Rivolgo poi un cordiale pensiero a voi, funzionari, impiegati e dipendenti della civica amministrazione, alle vostre famiglie e a tutti i presenti.

Prima di rientrare in Vaticano, dopo questi mesi di sereno riposo, sento il bisogno di dire grazie a quanti hanno operato con discrezione e abnegazione per assicurare che, durante il mio soggiorno tra voi, tutto si svolgesse nella tranquillità. Grazie a tutti e a ciascuno per la costante sollecitudine e per gli inevitabili sacrifici che essa ha comportato.

Nel momento di lasciare Castel Gandolfo vorrei augurare alla popolazione castellana di vivere sempre nella concordia come una grande famiglia nella quale, col passare degli anni, si fanno più solidi i sentimenti di comprensione e di collaborazione.

Rivolgo un particolare augurio alle vostre famiglie e in special modo ai vostri figli, alcuni dei quali in questi giorni hanno ripreso il loro impegno scolastico. Il Signore li aiuti affinché possano applicarsi con serietà al loro dovere e così ricompensare i genitori per gli sforzi che affrontano quotidianamente per loro. Il Signore, inoltre, non faccia mancare alle famiglie l’amore e la coesione tanto necessari per l’armoniosa educazione della gioventù.

L’Altissimo vi accompagni tutti, cari fratelli e sorelle, nei vostri rispettivi impegni e vi renda sempre costruttori di una società basata sugli intramontabili valori umani e cristiani, poiché solamente questi grandi ideali possono assicurare una pacifica convivenza e preparare un futuro carico di speranza per i vostri ragazzi.

La Vergine santissima, alla quale siete tanto devoti, avvalori questi miei voti augurali e conceda alla città di Castel Gandolfo abbondanti doni di prosperità e di pace.

Di tutto cuore anch’io vi assicuro la mia riconoscente preghiera e imparto a voi, ai vostri cari, come pure all’intera popolazione di Castel Gandolfo, una particolare benedizione apostolica.  

Agli agenti di pubblica sicurezza: 

Riconoscenza ed apprezzamento sono espressi da Giovanni Paolo II per l’opera svolta nelle Ville Pontificie con la consueta discrezione dalle Guardie Svizzere Pontificie e dagli Agenti dell’Ufficio Centrale di Vigilanza. Infine il Santo Padre si intrattiene cordialmente con Dirigenti, Funzionari ed Agenti dell’Ispettorato di Polizia di Stato presso il Vaticano, con Ufficiali Superiori e militari dei Carabinieri, con Ufficiali ed Agenti della Pubblica Sicurezza e della Polizia Stradale. Dopo aver salutato ciascuno personalmente, il Papa esprime il suo personale ringraziamento “per il servizio e per la devozione alla Chiesa che hanno dimostrato”. Questo il testo del discorso rivolto dal Santo Padre a Dirigenti, Funzionari ed Agenti delle Forze dell’ordine.  

Cari agenti della Pubblica Sicurezza,
della Polizia Stradale
e dell’Arma dei Carabinieri,

Prima di lasciare Castel Gandolfo desidero esprimere a tutti voi, come ogni anno, il mio cordiale saluto e la mia riconoscenza per il discreto e prezioso servizio da voi svolto durante il mio soggiorno estivo.

Vi ringrazio per la premura, per la perizia e per il senso di responsabilità con cui avete adempiuto i vostri ruoli in situazioni talora alquanto faticose. L’adempimento del vostro quotidiano dovere è stato per me un esempio e un motivo di riflessione. Infatti, il clima di pace e la serenità che hanno segnato questi mesi non è soltanto il risultato di una professionalità sempre più efficiente e qualificata, ma soprattutto di uno sforzo che nasce dall’affetto verso il mio ministero e la mia persona.

Vi incoraggio pertanto a continuare con rinnovato impegno il vostro lavoro, che ispirandosi a una fede matura e a un amore sincero per i fratelli, porta dovunque frutti di salvezza eterna.

Vi affido alla materna intercessione della Vergine Maria, “Virgo fidelis”. Ella, maestra di fedeltà e di sollecitudine, vi sia di aiuto in particolar modo nei momenti della prova e della fatica.

A conferma di questi voti e in segno di particolare stima invoco la protezione di Dio su tutti voi, sulle vostre famiglie e sulle persone a voi care.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana 

 

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