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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI GRUPPI DI PREGHIERA DI PADRE PIO

Sabato, 29 settembre 1990

 

Venerabili fratelli nell’episcopato,
carissimi fratelli e sorelle.

1. Sono lieto di incontrarvi così numerosi e vi ringrazio cordialmente per la vostra visita. Saluto e abbraccio spiritualmente ciascuno di voi e quanti fanno parte dell’intera vostra opera, diffusa ormai in tutto il mondo. Sono particolarmente grato a mons. Riccardo Ruotolo per le parole che mi ha indirizzato, con le quali mi ha permesso di conoscere meglio le attività e le finalità dei vostri Gruppi e i dati consolanti a proposito della loro diffusione nei cinque continenti.

Ci incontriamo oggi, a conclusione delle celebrazioni per il 40° anniversario della nascita dei vostri Gruppi di Preghiera, proprio alla vigilia dell’apertura dell’Assemblea generale del Sinodo dei vescovi, che tratterà della formazione sacerdotale e del ruolo indispensabile che i presbiteri rivestono anche nella nostra epoca, in gran misura secolarizzata.

Voi intendete accompagnare i lavori sinodali con un’intensa e generosa preghiera; ve ne sono profondamente grato. È, infatti, quanto mai importante che l’intero popolo di Dio si senta partecipe delle problematiche concernenti i sacerdoti e la loro formazione. La Chiesa oggi, come ieri, ha bisogno di ministri e pastori totalmente consacrati a Dio e interamente dediti al servizio delle anime.

2. Dinanzi a voi rifulge un modello singolare di sacerdote, padre Pio di Pietrelcina, il quale tante anime ha aiutato a trovare la strada maestra della Verità e dell’Amore. Ma dove attingeva egli quella luce che riusciva a comunicare a quanti lo incontravano? Certamente nella preghiera, nell’ascolto di Dio, nelle lunghe penitenze e, soprattutto, nella celebrazione della santa Messa, che costituiva il cuore di tutta la sua esistenza.

Si è talora tentati di ritenere che la preghiera non sia necessaria; si è portati a pensare che i problemi della vita si possano risolvere soltanto mediante l’azione concreta. Se è indispensabile l’impegno quotidiano nei vari campi dell’agire umano, gli insegnamenti del Vangelo, però, e l’esempio dei santi - in particolare la testimonianza di padre Pio - ci ricordano che anche nella solitudine, nel silenzio e nel nascondimento si può efficacemente aiutare il prossimo.

Solo in cielo potremo, ad esempio, sapere quanto la “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo sia debitrice alle insistenti preghiere di padre Pio e di altri innumerevoli fedeli; preghiere che sono rimaste nascoste agli occhi degli uomini, ma non a quelli di Dio.

3. Siate pertanto tutti voi, ovunque vi trovate, silenziosi adoratori del mistero divino e apostoli della sua misericordia. Seguite l’esempio di padre Pio; imitate la sua costante ricerca di intimità con il Signore, poiché questo è l’unico segreto della vita spirituale. Percorrete, come lui, la strada dell’autentica conversione, della volontaria penitenza e dell’abbandono fiducioso nella Provvidenza.

Guardate a Maria che, mentre contempla nel suo animo gli eventi straordinari che è chiamata a vivere (Lc 2, 51) si rende attenta e premurosa verso le concrete necessità del prossimo (Gv 2, 1 ss.).

Auguro di cuore che ciascuno di voi resti fedele agli insegnamenti del vostro Padre, il quale ancor oggi, ne sono certo, continua a vegliare con amore sui suoi figli spirituali.

Di cuore tutti vi benedico.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana 

 

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