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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI RESPONSABILI E AGLI OPERATORI DELLA
PASTORALE UNIVERSITARIA DE «LA SAPIENZA»

Venerdì, 19 aprile 1991

 

Carissimi fratelli e sorelle!

1. Un cordiale saluto a tutti voi che, a vario titolo, operate nell’ambito della pastorale universitaria di questo Ateneo. Rivolgo un particolare pensiero a Monsignor Camillo Ruini, Pro-Vicario Generale della Diocesi, a Monsignor Pietro Rossano, Vescovo Ausiliare per la Pastorale della Cultura della Diocesi di Roma, ai Cappellani ed a quanti svolgono il loro apostolato fra voi. Ringrazio il Padre Liberti per le cortesi parole rivoltemi, con le quali ha presentato le attività spirituali che sono promosse all’interno dell’Università.

A voi è affidata la missione di annunciare il Vangelo in questa Città degli Studi, ricordandovi delle parole di Gesù: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini” (Mt 5, 13).

Assumete questa responsabilità sino in fondo. Adoperatevi affinché le tre componenti del mondo universitario - studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo - formino una autentica comunità. È necessaria, infatti, una effettiva collaborazione tra tutti coloro che tendono al bene comune e alla ricerca di una qualità dello studio e di una professionalità orientati al servizio del prossimo. Per raggiungere tale fine siete chiamati a preparare e a lavorare insieme, unendo gli sforzi delle diverse associazioni e movimenti ecclesiali, che qui sono presenti, ciascuno con la specificità del proprio carisma.

2. Pur salvaguardando la varietà delle vostre peculiari esperienze spirituali, vi dovete preoccupare di promuovere una pastorale studentesca e della cultura specifica ed unitaria. Quanto opportuna si avvera, allora, la concretizzazione, da voi lungamente auspicata, di un consiglio pastorale della Cappella dell’Università!

Esso sarà prezioso organo di comunione che, nascendo dalla mutua concordia e dalla reciproca accoglienza, vi permetterà di incontrarvi, di dialogare e di elaborare le linee maestre della pastorale, attuandole poi in costante collaborazione.

Considerate la Cappella, nella quale Cristo presente nell’Eucaristia è testimone delle vostre speranze, come il fulcro dell’azione apostolica. Sostate qui di frequente sia individualmente che in gruppo. Il vostro sforzo missionario risulterà sicuramente più efficace se sarete uniti tra voi e se Cristo sarà il Centro di ogni vostra aspirazione e di ogni vostro progetto, sia personale che comunitario. Contare sulla presenza del Signore: ecco la vostra grande risorsa spirituale. Riservate a lui, ogni giorno, il primo posto; ascoltate la sua Parola assiduamente in più modi, ma soprattutto attraverso la “lectio divina”, accompagnata dalla preghiera (cf. Dei Verbum, 25). E poi partecipate ai sacramenti, specialmente all’Eucaristia, fonte di unità, “convito pasquale nel quale ci è dato il pegno della gloria futura” (Sacrosanctum Concilium, 47).

3. La vostra comunità sarà, così, trasformata dall’azione divina, sarà accogliente ed aperta, attenta ai più deboli e ai meno fortunati, in particolare agli studenti fuori sede e agli stranieri.

Sarà una comunità profetica che, pur rispettando l’autonomia propria di ciascun ambito del sapere, porterà il fermento del Vangelo nella cultura che qui viene elaborata e trasmessa. Il dialogo tra la ragione e la fede si approfondisce certamente con la ricerca spassionata della verità, ma più ancora con la coerente testimonianza dei credenti, immersi nel dramma del proprio tempo e fedeli alla loro identità spirituale. E si potranno “raggiungere e quasi sconvolgere mediante la forza del Vangelo i criteri di giudizio, i valori determinanti, i punti di interesse, le linee di pensiero, le fonti ispiratrici e i modelli di vita dell’umanità, che sono in contrasto con la parola di Dio e col disegno della salvezza” (Pauli VI, Evangelii Nuntiandi, 19).

Sarà, ancora, una comunità con forte senso etico, capace di contrastare la logica del potere e del prestigio accademico.

Non vi spaventino le difficoltà né i vostri limiti personali! Come ricorda l’apostolo Paolo, la potenza di Cristo “si manifesta pienamente nella debolezza” (2 Cor 12, 9).

La vostra comunità è chiamata, infine, ad essere missionaria, a portare a tutti il Vangelo della salvezza. Una comunità che cerca e trova se stessa, in certo modo, al di fuori di sé, andando alla ricerca di ogni fratello (cf. Giovanni Paolo II, Lettera ai fedeli della diocesi di Roma, 19 gennaio 1991, n. 6).

4. Cristo crocifisso e risorto è il Redentore dell’uomo! Si è fatto nostro fratello perché ogni essere umano si salvi e ritrovi pienamente se stesso nella verità e nell’amore.

Recate questo messaggio ai vostri amici e a quanti frequentano la cittadella universitaria. Si realizzi anche in voi, come in Maria, docile serva di Jahvè, la promessa del Signore e la parola divina diventi in voi fermento di speranza e di impegno solidale.

Di cuore vi benedico.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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