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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI SUPERIORI E ALLE SUPERIORE GENERALI DI ISTITUTI
FONDATI DAGLI OBLATI DI MARIA IMMACOLATA

Sala del Trono -Venerdì, 26 aprile 1991

 

Carissimi Superiori e Superiore Generali!

1. Ho accolto con viva gioia l’occasione di incontrare un così gran numero di Superiori e responsabili degli Istituti di Vita Consacrata, sorti dal carisma missionario di Monsignor de Mazenod e degli Oblati di Maria Immacolata.Anche da tale fioritura di famiglie religiose appare la grandezza del Beato vescovo di Marsiglia, che il mio predecessore Paolo VI definì “passionné de Jésus Christ et inconditionnel de l’Eglise” (Pauli VI, Rito di beatificazione dei 4 servi di Dio, 19 ott. 1975: Insegnamenti di Paolo VI, XIII (1975) 1145)). Oltre alle Suore della Santa Famiglia, “affiliate” agli Oblati, ed oltre all’Associazione dei sacerdoti pour la Jeunesse de l’Abbé Timon David, più di quaranta comunità di persone consacrate sono sorte attorno all’Istituto degli Oblati o per l’opera di essi.

Le vostre fondazioni sono divenute così puntuali risposte alle necessità missionarie della Chiesa, offrendo non solo attività nuove, ma talvolta modi nuovi di essere missionari. Così le comunità contemplative hanno testimoniato l’esigenza della preghiera e della piena consacrazione a Dio, quale anima irrinunciabile di ogni attività missionaria. Gli Istituti secolari hanno espresso l’importanza di una nuova presenza cristiana nel mondo. Altre fondazioni si prodigano per arricchire spiritualmente la vita sacerdotale dei ministri autoctoni.

Gli obbiettivi dei vostri Istituti esprimono così molteplici forme dell’unica missione ecclesiale: l’evangelizzazione e l’annuncio missionario, la formazione della gioventù, il servizio agli ultimi, le opere di carità, la necessità sia della contemplazione che dell’inserimento nel mondo e, nello stesso tempo, un grande adattamento alle esigenze dei luoghi di diffusione e di servizio pastorale. Tutto questo è segno che la presenza degli Oblati si espande nel mondo con creatività e originalità.

L’iniziativa di questo incontro, promosso dall’attuale Superiore dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, suscita compiacimento, ed auspico che siano moltiplicati i frutti di comunione e di collaborazione tra le diverse famiglie, per un approfondimento del comune carisma.

2. Tratto comune dei vostri Istituti è la consacrazione a Dio, che vi distingue dalla folta schiera dei laici, partecipi come voi sempre più consapevolmente dello spirito missionario. La consacrazione a Cristo con i voti di povertà, castità e obbedienza esprime il cammino e l’obbligo fondamentale della santità e della testimonianza della vita. Sostenendovi a vicenda, ricercando mezzi di formazione e strutture adeguate, voi progredite in questo impegno. La santificazione di voi stessi è il primo dovere e quali moderatori generali voi tutti conoscete quanto vi debba impegnare la testimonianza di una vita veramente santa. “Ognuno che è chiamato alla professione dei consigli - ricorda il Concilio - ponga ogni cura nel perseverare e maggiormente eccellere nella vocazione a cui Dio l’ha chiamato, per una più grande santità della Chiesa, e per la maggior gloria della Trinità, una e indivisa, la quale in Cristo e per mezzo di Cristo è la fonte e l’origine di ogni santità” (Lumen gentium, 47).

3. Secondo elemento comune delle vostre famiglie è la missione. Nate per lo più in paesi di missione e per rispondere alle sfide missionarie dei rispettivi ambienti culturali e religiosi, i vostri Istituti sono destinati a vivere intensamente l’impegno dell’annuncio di Cristo a quanti lo ignorano. La missione è sempre valida, non solo, ma è anche oggi di estrema attualità, compito principale per la Chiesa, urgente necessità per il nostro tempo. Voi qui esprimete in qualche modo la varietà delle vie missionarie, mentre con i vostri peculiari doni di vita consacrata illustrate i molteplici volti ecclesiali della carità e della contemplazione, dell’annuncio e della promozione umana, del dialogo e dell’inculturazione. “Non si può testimoniare Cristo senza riflettere la sua immagine, la quale è resa viva in noi dalla grazia e dall’opera dello Spirito... Chi ha spirito missionario sente l’ardore di Cristo per le anime ed ama la Chiesa, come Cristo” (Ioannis Pauli PP. II, Redemptoris missio, 87, 89).

4. Ogni carisma viene dallo Spirito e si sviluppa nella Chiesa, contribuendo a rispondere alle nuove sfide della missione (cf. Mutuae relationes, 11). La missione fra i non cristiani, la nuova evangelizzazione di coloro che non sono più cristiani, e l’approfondimento della fede dei cristiani che vivono in un mondo di profondo cambiamento (cf. Ioannis Pauli PP. II, Redemptoris missio, 33) sono sfide ingenti e interdipendenti per l’intera Chiesa. Le persone consacrate possono dare un contributo speciale ai nuovi impegni ecclesiali in forza della qualità della loro vita e della varietà dei loro carismi.

Desidero perciò ripetere anche a voi ed in maniera specifica quanto ho chiesto con premurosa istanza a tutta la Chiesa: impegnatevi senza sosta e specialmente voi, persone consacrate, interrogandovi con cuore aperto e generoso se potete fare di più per diffondere il Vangelo. Lo ripeto oggi a voi, sottolineando ancora, che la chiamata alla missione è chiamata alla santità.

5. La devozione ardente alla Vergine Immacolata, speciale protettrice di tutte le vostre famiglie religiose, sostenga l’impegno e la speranza del cammino spirituale e del ministero. La Madre di Gesù è modello di vita per tutti i credenti, e in particolare per voi, a lei consacrati. Chiamati a seguire il Cristo più da vicino con amore indiviso ed ardente amicizia, voi potrete testimoniarlo al mondo con la vita prima che con le parole. La protezione della Vergine, l’intercessione dei molti vostri fondatori e fondatrici, di tanti confratelli missionari, santificati dal ministero e dal martirio, ottenga il rinnovamento spirituale e la crescita dei rispettivi Istituti.

Con tali auspici imparto a voi e alle rispettive comunità la benedizione apostolica.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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