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VIAGGIO APOSTOLICO IN POLONIA E UNGHERIA
DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II DURANTE LA BENEDIZIONE DEL SEMINARIO MAGGIORE DI CZESTOCHOWA
Giovedì, 15 agosto 1991
Cari fratelli e sorelle,
1. Nell’agosto del 1983, quando in questo luogo dove
oggi ci troviamo, hanno dato, come si suol dire, il primo colpo di piccone, io
ho indirizzato al vescovo Stefan Barela, di felice memoria, le parole di
benedizione per la costruzione del nuovo seminario a Czestochowa. Sono molto
lieto di poter oggi, durante questa nobile e gioiosa festa della benedizione
della più importante Casa - qual è il Seminario per ogni diocesi - ricordare
quel fedele pastore di questa diocesi di Czestochowa e mio caro Amico.
Nel
menzionato telegramma avevo scritto, che “sono beati il Popolo di Dio e il suo
Pastore che decidevano di costruire una nuova casa per ricevere in essa coloro
che, rispondendo alla voce della divina chiamata, desiderano diventare “ministri
di Cristo e amministratori dei misteri di Dio”” (1 Cor 4, 1). Avevo espresso
allora la mia gioia per il fatto che il Vescovo di Czestochowa avesse deciso di
continuare gli storici legami con Cracovia. Avevo espresso la gioia e gli auguri
perché questa unione portasse reciproci frutti. La presenza del Seminario
diocesano in questa città ha contraddistinto in modo particolarmente
significativo ed originale l’unione metropolitana della Chiesa di Czestochowa
con Cracovia.
La medesima cosa si può dire anche per la chiesa di Katowice. Noi
dobbiamo questa intuizione e la sua realizzazione al primo Vescovo di
Czestochowa, Tesoro Kubina, il quale desiderava che il suo seminario - e, per
mezzo di esso, la diocesi - attingesse abbondantemente dalla sapienza, dalla
cultura e dall’atmosfera, creata da secoli ed unica per la Polonia,
dall’Università Jagellonica con la sua Facoltà Teologica, fondata dalla beata
Jadwiga di Wawel.
Parlo di questo legame con una particolare emozione e
commozione perché in questa Università sono cresciuto come studente (in verità
sono però rimasto poco tempo), come sacerdote e professore, come Vescovo ed,
infine, come Metropolita di Cracovia. Inizialmente ho sviluppato tale legame;
poi l’ho consolidato e difeso con forza, quando dal di fuori si cercava di
romperlo.
Sono molto grato a Dio per il fatto che, dopo la benedizione di
quattro seminari durante la prima fase del mio pellegrinaggio di quest’anno in
patria - a Koszalin, Lomza, Radom e Olsztyn - posso adesso, nella seconda fase,
benedire questo seminario a Czestochowa.
2. Mi rendo conto che la diocesi,
malgrado tutto, con l’inaugurazione del seminario a Czestochowa, prova in un
certo senso ciò che ha provato Abramo lasciando la sua terra amata. Per la
diocesi questa terra amata è il posto consacrato presso la via Bernardynska a
Cracovia, all’ombra di Wawel, dove per 65 anni il Seminario Maggiore ha svolto
la sua missione.
Nello stesso tempo siamo coscienti che questo trasferimento è
divenuto necessario prendendo in considerazione i profondi bisogni pastorali e
le esigenze dei nostri tempi. La giovane diocesi ha vissuto, durante gli ultimi
decenni, le grandi trasformazioni connesse con lo sviluppo industriale, come
l’emigrazione e la nascita di nuove città. È diventata una diocesi dal lavoro
pesante dei siderurgici e dei minatori, una diocesi con tanti difficili
problemi. Davanti ad essa si sono presentati compiti particolari, come diocesi
del primo e più grande Santuario Mariano in Patria, diocesi dalle folle di
migliaia di pellegrini, e capitale spirituale della Polonia.
Tutto questo ha
richiesto la presenza, nel cuore di questa, di un Istituto cattolico, la
presenza di professori di teologia, di filosofia e di altre discipline, come
anche la presenza di studenti.
Queste necessità le aveva viste già il Vescovo Zdzislaw Golinski, il quale incominciò a creare a Czestochowa un ambiente
scientifico e di formazione, a Czestochowa. Ed ecco il vescovo Stanislaw Nowak,
insieme con i suoi collaboratori, hanno concluso felicemente l’opera iniziata
dal suo predecessore. Oggi viene giustificata la vostra gioia, la gioia del
Vescovo Ordinario, del Vescovo Miloslaw, Presidente del Comitato della
Costruzione, dei Vescovi ausiliari, dei sacerdoti, dei progettisti, dei
costruttori e dei fedeli di tutta la diocesi, ed è anche la mia gioia. Con
particolare gratitudine ricordiamo qui tutti coloro che sono venuti in aiuto a
questa grande opera con la preghiera, con la loro generosità e con altre forme
di aiuto, in Patria ed dall’estero.
3. Il punto di partenza della nuova via è
eccezionale. Ecco l’VIII Sinodo Generale, cosciente della necessità di una nuova
evangelizzazione del mondo, ha posto davanti a tutta la Chiesa le nuove esigenze
nell’ambito della formazione sacerdotale. L’esortazione che fra poco pubblicherò
delineerà gli attuali compiti per tutte le istituzioni impegnate nell’opera di
preparazione dei nuovi sacerdoti. Il vostro seminario a modo suo dovrà
rispondere a questi appelli. Impossibile qui non indicare l’eccezionalità del
luogo in cui si trova questo edificio. Si potrebbe perfino parlare, in un certo
senso, di “genius loci”. Il Seminario ai piedi di Jasna Gora, fra le folle di
pellegrini, può e deve compiere un’eccezionale missione nella missione di tutta
la Polonia e perfino del mondo.
Alla scuola di Maria, che precede nella fede il
Popolo di Dio, devono crescere sacerdoti a misura del XXI secolo, che si sta
avvicinando. Con l’intera e totale dedizione, propria dell’atteggiamento di
Maria sotto la Croce, essi devono proclamare il Vangelo del Suo Figlio e
testimoniarlo nella vita, con generosità, senza nessun compromesso con lo
spirito di questo mondo e senza alcuna paura. La presenza della santissima Madre
di Dio - Vergine - nel suo santuario, alla cui ombra si trova il vostro
Seminario, costituisce un nuovo obbligo per approfondire la formazione. Una
volta ho parlato a Lodz, nel discorso alle donne, del “genio della donna madre”.
Questa affermazione si riferisce particolarmente a quella donna, unica nella
storia della salvezza dell’umanità, che è Maria. Si dovrebbe dire che questo
materno genio l’Immacolata l’ha compiuto verso il vostro Seminario.
4. “La messe
è molta, ma gli operai sono pochi” (Lc 10, 2). L’attualità di queste parole di
Cristo si possono capire, come accade raramente, durante questa VI Giornata
Mondiale della Gioventù. Ecco vediamo folle di migliaia di giovani, affamati di
Dio, che aspettano pastori e guide spirituali. Il seminario di Czestochowa,
sperimentando da vicino questa fame, deve rispondervi.
Deve quindi formare al
mondo di Cristo sacerdoti forti, coraggiosi e santi, che si identifichino
totalmente con Lui e con la Sua missione. Vi auguro quindi che questa casa sia
sempre colma di giovani, i quali anche nei nostri tempi, siano in grado di
rispondere con il coraggio di Isaia alla voce della chiamata di Dio: “Eccomi,
manda me” (Is 6, 8).
Che Dio onnipotente mandi la sua copiosa benedizione su
tutti coloro che sono qui presenti.
Che benedica gli educatori, i professori e
gli studenti nella loro vita e nel loro lavoro.
© Copyright 1991 - Libreria
Editrice Vaticana
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