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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA «FRATERNITÀ CATTOLICA DELLE
COMUNITÀ CARISMATICHE»

Sabato, 7 dicembre 1991

 

Cari fratelli e sorelle,

È con particolare gioia che accolgo voi, leaders della “Catholic Fraternity of Covenant Communities and Fellowships”. Vi saluto e vi incoraggio nei vostri sforzi per costituire una struttura di dimensione religiosa per il Rinnovamento Carismatico, che negli ultimi anni sta ampiamente crescendo nella Chiesa cattolica e che mantiene stretti contatti con simili movimenti di altre comunità cristiane.

Sono lieto che siate tornati a Roma, un anno dopo la fondazione della vostra fraternità. Ricordo la Messa celebrata con voi in quella occasione. Sono consapevole che la vostra presenza qui esprime il vostro desiderio di rafforzare i legami con la Sede di Pietro. Il nostro incontro sta avendo luogo durante l’Assemblea Speciale per l’Europa del Sinodo dei Vescovi. In un periodo in cui la Chiesa riflette sulla chiamata ad una nuova evangelizzazione e vede molti segni confortanti della grazia di Dio, la vostra riunione non e senza un suo particolare significato.

Lo Spirito Santo opera nei gruppi come il vostro, attirandovi nella preghiera e ricolmandovi di gioia nell’adorare e nel lodare il Signore. Come scrissi per tutta la Chiesa nella mia Enciclica Dominum et vivificantem: “in questi anni va pure crescendo il numero delle persone che, in movimenti e gruppi sempre più estesi, mettono al primo posto la preghiera ed in essa cercano il rinnovamento della vita spirituale” (Ioannis Pauli PP. II, Dominum et vivificantem, n. 65).

È lo stesso Spirito che vi spinge a portare testimonianza. Come può chiunque abbia gustato la bontà di Cristo rimanere silenzioso e inattivo? Come si può rinchiudere il bene che è stato così ampiamente ricevuto? Cristo è il nostro Salvatore, egli ha conquistato per noi la vita eterna versando il suo sangue, e il Padre ha suggellato questa opera di redenzione facendo risorgere suo Figlio dalla morte e rendendolo il glorioso vincitore del male. San Paolo afferma: “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? . . . Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? . . . Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati” (Rm 8, 31-37). Queste parole dell’Apostolo sono veramente un grido di gioia. Chi oserebbe nascondere agli altri la salvezza che Cristo offre così abbondantemente? Come possiamo mancare di evangelizzare? Continuate a comunicare questo zelo per il Vangelo a coloro che vi circondano! Celebrate i Sacramenti, soprattutto l’Eucaristia, in uno spirito di gioia, e il Sacramento della Penitenza con dignità e pietà. In questo modo coloro che sono ancora lontani saranno attirati al Signore e al suo Corpo, la Chiesa. Nello spirito dell’Esortazione postsinodale Christifideles laici, ponetevi al servizio dell’opera evangelizzatrice dei vostri Vescovi, i pastori responsabili della vita delle Chiese locali. E non dimenticate il vostro dovere di favorire la giustizia e la pace nel mondo. Portate testimonianza con integrità “Siate sempre pronti a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza” (1 Pt 3, 15-16).

Prego affinché riceviate sostegno e guida dalle comunità a cui appartenete. In esse avete trovato un modo di vita che vi conduce alla libertà evangelica in un periodo in cui molti confondono la libertà con l’assenza di doveri o responsabilità. Che l’insieme dei membri di ogni comunità non impedisca mai la prontezza a servire i vostri fratelli e le vostre sorelle, in particolare tramite gli sforzi volti a rafforzare i gruppi di preghiera del Rinnovamento Carismatico cattolico. Che la Fraternità Cattolica sia sempre aperta alle altre comunità che desiderano di unirsi ad essa.

Maria, Madre del Redentore, interceda per voi e vi guidi nell’obbediente sequela del Signore nel cuore della Chiesa.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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