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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI MEMBRI DELLA COMMISSIONE INTERNAZIONALE PER IL
DIALOGO TRA LA CHIESA CATTOLICA E I DISCEPOLI DI CRISTO

Lunedì, 9 dicembre 1991

 

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

Desidero estendere un cordiale benvenuto a tutti voi, membri della Commissione internazionale per il Dialogo tra la Chiesa cattolica e i Discepoli di Cristo. Il vostro incontro di questi giorni per riflettere su “la Chiesa come Comunione in Cristo” è una sorgente di soddisfazione e di incoraggiamento, perché dobbiamo essere tutti convinti che ogni passo sul cammino della comprensione ecumenica è essenzialmente un atto di amorevole obbedienza a Cristo stesso.

Il fatto che siate venuti a Roma durante il periodo di Avvento allo scopo di continuare questo dialogo è significativo per numerose ragioni. In primo luogo, la Sede di Roma riconosce una speciale responsabilità al lavoro per l’unità dei cristiani. Fu qui che il Concilio Vaticano Il riaffermò l’irrevocabile mandato della Chiesa per l’unità dei cristiani. Il mio Predecessore e io abbiamo cercato continuamente di adempiere a questo incarico, riponendo la nostra speranza per il ristabilimento dell’unità tra i cristiani nella grazia dello Spirito Santo. Nelle parole del Concilio: “Lo Spirito Santo che abita nei credenti e riempie e regge tutta la Chiesa, produce questa meravigliosa comunione dei fedeli e li unisce tutti così intimamente in Cristo, da essere il principio dell’unità della Chiesa” (Unitatis redintegratio, 2).

Il periodo di Avvento aggiunge una dimensione simbolica al vostro dialogo. Ci ricorda che il raggiungimento dell’unità dei cristiani rimane oltre noi. È qualcosa per cui si deve lavorare con grande fede e speranza, e nell’attesa del giorno in cui potremo rallegrarci per la rimozione degli ostacoli che dividono i cristiani e per il ricupero della piena comunione. Come scrive San Giacomo: “Guardate l’agricoltore: egli aspetta pazientemente il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le piogge d’autunno e le piogge di primavera. Siate pazienti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina” (Gc 5, 7-8). Che lo spirito di questo periodo d’Avvento vi dia la grazia del paziente discernimento nel vostro importante lavoro.

Questo è un enorme compito e una responsabilità importante che voi portate nell’interesse della Chiesa cattolica e dei Discepoli di Cristo. Nostro Signore Gesù Cristo, che ha voluto che ci fosse unità tra i suoi discepoli, continui ad illuminarvi con il suo Spirito.

Prego affinché egli benedica voi, il vostro lavoro e le vostre famiglie. Vi dia la pienezza della gioia e della pace durante il periodo di Natale che presto celebreremo.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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