Sala del Concistoro - Giovedì, 17 gennaio 1991
1. Quando, oltre 12 anni fa, la Provvidenza volle chiamarmi dalla natìa Polonia
ad assumere la successione di Pietro in questa Città eterna, il mio pensiero
andò subito a colui che avrebbe dovuto aiutarmi nel servizio pastorale alla
diocesi che mi veniva affidata. Il Papa Paolo VI di v. m. aveva scelto Lei,
Signor Cardinale Ugo Poletti, quale suo Vicario per la Città di Roma e
Distretto. Parve anche a me cosa opportuna rivolgerLe, a mia volta, la
richiesta di volermi essere accanto nell’assolvimento dei compiti connessi con
questo fondamentale aspetto del mio ministero.
Ora, nel momento di dar corso alla disposizione del Codice di Diritto Canonico
accogliendo la rinuncia, da Lei presentata con docilità ammirevole fin dal 1
aprile del 1989 in anticipo sulla scadenza del 75 anno di età, sento il dovere
di attestarLe che in tutti questi anni Ella, venerato fratello, si è sempre
dimostrato un validissimo collaboratore, infaticabilmente dedito alle molteplici
mansioni del non lieve ufficio affidatoLe.
2. Ricordo con gratitudine la sollecita disponibilità con cui mi introdusse, da
principio, nella conoscenza dei complessi problemi della diocesi,
offrendomi la possibilità di un approccio ragionato ai diversi aspetti della
realtà cittadina. E anche in seguito Ella non mancò mai di mettere a mia
disposizione la grande sua esperienza pastorale, che s’avvaleva di una
eccellente conoscenza delle parrocchie e dei sacerdoti in esse operanti, come
pure delle forze religiose e laicali sulle quali contare per le iniziative
apostoliche suggerite dall’opportunità pastorale.
Con vivo senso delle urgenze prioritarie nella Chiesa di oggi, Ella ha mostrato
innanzitutto costante sollecitudine per il clero della diocesi, curando
il contatto personale con i sacerdoti, e per il seminario, migliorandone le
strutture ed incrementandone la consistenza numerica. Ha poi sempre promosso
un intenso dialogo con i Religiosi e le Religiose, favorendone il coordinato
impegno nella pastorale diocesana, pur nel rispetto del carisma proprio di
ciascun Istituto. Ha, infine, prestato attenzione privilegiata al laicato
cattolico, stimolandone il coinvolgimento apostolico nelle grandi sfide che
caratterizzano l’ora presente. In piena sintonia con le indicazioni del Concilio
Vaticano II, Ella s’è preoccupata di far loro spazio nelle attività della Chiesa
locale, affinché con iniziative appropriate si sforzassero di penetrare di
spirito cristiano la mentalità e i costumi, le leggi e le strutture delle
rispettive comunità di vita.
3. La lunga e vasta esperienza accumulata nel servizio a questa amata Chiesa di
Roma ha rivelato, da ultimo, tutto il suo valore, quando venni nella
deliberazione di convocare un nuovo Sinodo diocesano, dopo quello indetto 30
anni or sono dall’indimenticabile mio predecessore, Papa Giovanni XXIII.
Ella, Signor Cardinale, mi fu accanto nelle varie fasi della sua progettazione,
della preparazione, dell’indizione, del laborioso iter fino all’attuale momento
conclusivo.
Se anche in questo caso si realizza il detto evangelico: “Uno semina e un altro
miete” (Gv 4, 37), nessuno potrà sottovalutare il contributo dato dal
Cardinale Poletti all’impostazione e allo svolgimento dei lavori. La lucida
percezione dei problemi con cui deve misurarsi oggi la Chiesa, che in Roma
crede, spera ed ama, Le hanno consentito di orientare l’impegno comune in
direzione adatta alla ricerca delle soluzioni opportune.
4. Per tutto questo Le sono profondamente grato, venerato fratello. Nella sua
persona e nell’apporto del suo servizio pastorale riconosco un dono singolare
della Provvidenza divina, che mi ha voluto assicurare un collaboratore
veramente generoso e sollecito. In mezzo alle assillanti preoccupazioni connesse
col servizio alla Chiesa universale, mi è stato sempre di grande sollievo il
sapere che la cura pastorale di questa carissima diocesi, “mater et caput omnium
ecclesiarum”, era nelle mani esperte di una persona ricca di sensibilità
sacerdotale e a me legata da profonda sintonia di mente e di cuore. Prego il
Signore di volerLa ricompensare per lo zelo illuminato profuso in questi anni di
intensa attività tra i fedeli di questa Chiesa, fecondata dal sangue degli
Apostoli e dei Martiri e sorretta dall’esempio di tanti altri coraggiosi
testimoni della fede in ogni epoca della storia.
5. Il Signore La ricompensi anche dell’importante lavoro svolto quale
Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ufficio che Ella ha
ricoperto a partire dal luglio 1985. In anni caratterizzati da profonde
trasformazioni, Ella ha saputo guidare con grande saggezza l’attività della
Conferenza, favorendo il dialogo tra le istanze ecclesiali e quelle civili, alla
ricerca sempre di soluzioni che si rivelassero rispettose dei diritti dei
credenti ed atte a promuovere il vero bene dei cittadini.
Sono certo di interpretare il sentimento di tutti i Vescovi italiani
nell’esprimerLe viva riconoscenza per i servizi resi alla Chiesa in questa amata
Nazione, la cui storia affonda le radici nel patrimonio dei valori cristiani,
qui recati dagli Apostoli e dai primi loro discepoli. La conforti il pensiero di
essersi ben inserito nella gloriosa schiera di coloro che, nel corso dei secoli,
non hanno risparmiato fatiche per portare Cristo al mondo e il mondo a Cristo,
nella ferma convinzione che “non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo
nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati” (At 4, 12).
Conoscendo il suo amore alla Vergine Santissima, sono lieto di nominarLa,
carissimo Signor Cardinale, Arciprete della Patriarcale Basilica di Santa Maria
Maggiore, nella certezza che, grazie al suo zelo, la devozione mariana
alimentata nell’antico ed illustre Tempio conoscerà nuovi e confortanti
incrementi.
6. Desidero ora rendere pubblica la nomina del successore. Dopo aver
pregato e riflettuto a lungo, ho deciso di chiamare all’ufficio di mio
Pro-Vicario per la Città di Roma e Distretto Monsignor Camillo Ruini,
finora Segretario della Conferenza Episcopale Italiana.
Ho comunicato al neoeletto questa mia deliberazione con una lettera.
Sono certo che Monsignor Ruini si accingerà al nuovo lavoro con l’impegno e la
generosità che ne hanno sostenuto l’azione in ogni suo precedente incarico. Non
gli mancherà peraltro il fattivo apporto di voi tutti, carissimi fratelli e
sorelle del Vicariato: l’apporto innanzitutto vostro, venerati fratelli
nell’episcopato, che ne coadiuverete l’opera nei vari settori della pastorale
diocesana; l’apporto vostro, cari fratelli nel sacerdozio, che spendete le
vostre energie nelle parrocchie o nella Segreteria Generale, nei vari Centri
pastorali, Uffici, Tribunali, nei quali si articola la complessa struttura del
Vicariato; l’apporto, infine vostro, religiosi e religiose, laici e laiche, che
con competenza e zelo assicurate il buon funzionamento dei numerosi settori
operativi di questo indispensabile strumento di governo della diocesi.
In una circostanza singolare come questa, a tutti desidero esprimere la mia viva
gratitudine, che nasce dalla consapevolezza di quanto necessaria sia l’opera di
ciascuno perché il Papa possa svolgere il suo ministero in questa Chiesa che il
Pescatore di Galilea amò fino a spargere per essa il proprio sangue.
Affido questo mio sentimento all’intercessione della Vergine Santissima, “Salus
Populi Romani”, chiedendoLe di voler concedere a ciascuno il sostegno della sua
materna protezione e di accompagnarlo nell’anno appena iniziato con ogni
desiderato conforto. In nome suo, a tutti imparto l’apostolica benedizione.
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Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana