Mercoledì, 30 gennaio 1991
Cari fratelli nell’Episcopato,
Cari amici,
In occasione dell’Assemblea plenaria
del Consiglio “Iustitia et Pax”, avete espresso il desiderio di venire ad unirvi
alla mia preghiera nella celebrazione dell’Eucaristia. Vi accolgo qui tanto più
volentieri in quanto la vostra missione ecclesiale consiste appunto nel lavorare
per la pace che noi desideriamo veder ritornare nel mondo.
Molti sforzi sono stati compiuti per allontanare la violenza della guerra. Ma,
in troppe regioni, l’umanità non ha saputo far prevalere il ricorso al dialogo e
al negoziato sulla voce delle armi: penso in particolare alla regione del Medio
Oriente, alla Somalia, senza dimenticare, più vicino a noi, le popolazioni dei
Paesi Baltici. Distruzioni, ferite, morti, ripetute minacce continuano a
sconvolgere i nostri fratelli e a rattristarci.
Di nuovo, imploriamo insieme Cristo, nella celebrazione del Sacrificio della
Croce, affinché consoli quanti piangono, rassicuri quanti hanno paura, liberi
tutti i cuori dall’odio mortale. Gli chiediamo con ansia d’ispirare in coloro
che hanno il potere di decisione la sincera volontà di giungere alla pace,
d’iniziare i negoziati che s’impongono, di agire nel rispetto della giustizia,
di salvaguardare il diritto d’interi popoli a compiere il proprio dovere di
uomini nella tranquillità e su una terra salvaguardata da insensate distruzioni.
Ci volgiamo umilmente al Signore. Lo imploriamo di effondere su di noi e su
tutti i nostri fratelli nel mondo i benefici della sua misericordia. Chiediamo
la sua grazia che purifica e trasforma. Gli offriamo la pena e i sacrifici degli
uomini perché li unisca al sacrificio della sua stessa vita ed apra così ai
popoli della terra le vie della speranza e della pace.
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