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PAROLE DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI ALLA XX ASSEMBLEA PLENARIA
DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE

Mercoledì, 30 gennaio 1991

 

Cari fratelli nell’Episcopato,
Cari amici,

In occasione dell’Assemblea plenaria del Consiglio “Iustitia et Pax”, avete espresso il desiderio di venire ad unirvi alla mia preghiera nella celebrazione dell’Eucaristia. Vi accolgo qui tanto più volentieri in quanto la vostra missione ecclesiale consiste appunto nel lavorare per la pace che noi desideriamo veder ritornare nel mondo.

Molti sforzi sono stati compiuti per allontanare la violenza della guerra. Ma, in troppe regioni, l’umanità non ha saputo far prevalere il ricorso al dialogo e al negoziato sulla voce delle armi: penso in particolare alla regione del Medio Oriente, alla Somalia, senza dimenticare, più vicino a noi, le popolazioni dei Paesi Baltici. Distruzioni, ferite, morti, ripetute minacce continuano a sconvolgere i nostri fratelli e a rattristarci.

Di nuovo, imploriamo insieme Cristo, nella celebrazione del Sacrificio della Croce, affinché consoli quanti piangono, rassicuri quanti hanno paura, liberi tutti i cuori dall’odio mortale. Gli chiediamo con ansia d’ispirare in coloro che hanno il potere di decisione la sincera volontà di giungere alla pace, d’iniziare i negoziati che s’impongono, di agire nel rispetto della giustizia, di salvaguardare il diritto d’interi popoli a compiere il proprio dovere di uomini nella tranquillità e su una terra salvaguardata da insensate distruzioni.

Ci volgiamo umilmente al Signore. Lo imploriamo di effondere su di noi e su tutti i nostri fratelli nel mondo i benefici della sua misericordia. Chiediamo la sua grazia che purifica e trasforma. Gli offriamo la pena e i sacrifici degli uomini perché li unisca al sacrificio della sua stessa vita ed apra così ai popoli della terra le vie della speranza e della pace.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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