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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AL NUOVO CARDINALE EDWARD IDRIS CASSIDY

Lunedì, 1° luglio 1991

 

Caro Cardinale Cassidy,

Sono molte le ragioni per cui questa visita, in compagnia dei Suoi parenti ed amici, molti dei quali vengono dall’Australia, è particolarmente piacevole. È un’occasione per noi di condividere la gioia del suo ingresso nel Collegio dei Cardinali, e di assicurarla delle nostre preghiere per lei e per il suo generoso servizio alla Chiesa.

Per quasi quarant’anni lei è stato nel cuore della Chiesa, per così dire, servendo la Santa Sede come diplomatico in diverse parti del mondo. Lei ha sempre inteso la natura particolare della presenza della Santa Sede nella comunità internazionale come continuazione della missione della Chiesa di promuovere il pieno sviluppo degli individui e dei popoli, di difendere e proteggere la dignità e diritti umani e di tener viva la coscienza delle dimensioni etiche e morali di tutta la vita e l’attività umana.

Sono personalmente grato a Lei per la competenza e la dedizione con cui mi ha assistito nel ruolo di Sostituto alla Segreteria di Stato. Ora lei è mio vicino e responsabile collaboratore nell’adempimento dell’incarico che il Concilio Vaticano II ha affidato alla Chiesa, e al Papa in particolare, il dovere di lavorare saggiamente e instancabilmente per l’unione dei cristiani divisi. Lei è chiamato a questo servizio in un tempo di cambiamenti radicali nel mondo, un tempo di nuove e non sempre facili sfide nel campo del dialogo e della comprensione tra i cristiani dell’Est e dell’Ovest. Ho piena fiducia che Lei continuerà ad aiutarmi in questo importante e delicato settore del mio ministero.

Con gioia invoco le benedizioni di Dio su Lei e su tutti i membri della Sua famiglia, e su tutti coloro che oggi sono qui con lei. Tramite lei invio uno speciale saluto alla Sua patria, l’Australia. Che Dio vi benedica tutti.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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