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VIAGGIO APOSTOLICO IN POLONIA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLE SUORE ANCELLE DEL SACRO CUORE DI GES
Ù

Cattedrale di Przemyśl - Domenica, 2 giugno 1991

 

1. “Ogni sommo sacerdote, scelto fra gli uomini, viene costituito per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio” (Eb 5, 1).

Queste parole della Lettera dell’Apostolo vengono in mente quasi spontaneamente mentre ci troviamo presso la tomba del beato Jozef Sebastian Pelczar. Esse riguardano ogni sacerdote. In modo particolare si riferiscono a questo sacerdote che la Chiesa venera oggi come beato.

Trovandoci presso questo sepolcro, non siamo testimoni di quella mirabile via lungo la quale Dio stesso guida l’uomo, prendendolo come sacerdote dal suo popolo, per dopo a sua volta restituirlo a quel popolo? Capita, che questo sia un popolo nei paesi lontani, nelle missioni, sempre e ovunque però questo è lo stesso popolo, redento dal sangue dell’Agnello senza macchia. Nel caso di Jozef Sebastian questo è però il suo proprio popolo - quello da cui una volta fu preso e chiamato. Ad esso tornò come vescovo, come un “grande sacerdote che ai suoi giorni piacque a Dio”.

E divenne qui il testimone di quell’amore, paterno e redentore, con il quale Dio ama questo suo popolo qui, nella sua terra nativa. La parrocchia a Korczyn, dove Jozef Sebastian venne al mondo e fu inserito per mezzo del Battesimo nel mistero della morte e della risurrezione di Cristo, è unita al vescovado di Przemysl con legami plurisecolari. Davvero, Dio permise al nostro Beato di “crescere dentro il suo popolo” - crescervi dentro con tutta la vita: diventando per i suoi connazionali e i suoi compaesani “ministro di Cristo e amministratore dei misteri di Dio” (cf. 1 Cor 4, 1).

Noi tutti che siamo qui riuniti, vogliamo rendere grazie alla Santissima Trinità per il dono di questo sacerdote e vescovo: per tutto il cammino della sua vita nello Spirito Santo, quel cammino che una volta lo portò all’altare come ministro dell’Eucaristia - e oggi ci permette di venerarlo sugli altari della Chiesa di Przemysl.

Davvero: è benedetto Dio nei suoi santi - e santo in tutti i suoi benefici (cf. Sal 145, 13.17).

2. Ho tanto desiderato di essere oggi nella cattedrale di Przemysl, presso il sepolcro del beato vostro Vescovo e formulare parole di lode per la mirabile Divina Provvidenza. È stata essa a far uscire da voi, cari Figli e Figlie di questa antichissima terra, un sacerdote e apostolo dei suoi tempi. Jozef Sebastian Pelczar era infatti con tutto l’animo dedito “ad ogni servizio apostolico”. A questo ministero servivano i molteplici compiti che si assumeva, gli studi ai quali si dedicava, gli scritti che pubblicò con grande giovamento. E le sue pubblicazioni riguardavano vari problemi essenziali della vita di questa società dalla quale era stato “scelto” da Dio. In grande misura esse riguardavano la vita dei sacerdoti e specialmente la loro vita interiore. I suoi “principi di vita interiore” ancor oggi vengono letti nei seminari e nei noviziati. Il servizio della parola scritta andava di pari passo con il suo lavoro presso la cattedra di teologia pastorale all’Università Jagellonica, dove esercitò anche l’ufficio di rettore negli anni 1882-1883.

E quando dalla cattedra universitaria e dalla cerchia del Venerabile Capitolo della Cattedrale di Wawel venne chiamato alla sede vescovile di Przemysl, il suo servizio apostolico trovò una nuova dimensione, alla quale si dedicò completamente.

Siamo qui riuniti in presenza del Venerato Successore del vescovo Jozef Sebastian, dei suoi Vescovi Collaboratori, di molti Ospiti rappresentanti l’Episcopato Polacco con il Cardinale Primate a capo per ringraziare, insieme ai Sacerdoti, alle Famiglie Religiose di Fratelli e di Suore e con tutta la numerosa comunità del Popolo di Dio di Przemysl e della Diocesi, il Buon Pastore per l’opera apostolica della vita del nostro Beato.

3. Tra tutti i presenti una speciale parola desidero rivolgere a voi, Ancelle del Sacratissimo Cuore di Gesù - care Suore “Sercanki”.

Siete quasi una viva testimonianza e duraturo testamento, lascito spirituale del vostro beato Fondatore. Questo è un lascito alla Chiesa in Polonia - a Korczyn, a Przemysl, a Cracovia e in tanti altri luoghi, ma anche fuori della Polonia: a Roma, in Europa, in Nord America e in America Latina, ultimamente in Africa.

Un lascito particolare - poiché anche un particolare dono del Cuore del redentore è il carisma della vocazione religiosa, della vita consacrata, che rimane in mezzo alla Chiesa e al mondo la viva testimonianza di quell’amore che non muore mai. Il Fondatore vi orientò sin dall’inizio al servizio apostolico, specialmente tra la gioventù femminile. Portate dunque nel vostro carisma religioso quasi per sempre inscritta la grande causa della dignità e della vocazione della donna (come volevo esprimere nella lettera apostolica Mulieris dignitatem nell’ambito dell’Anno Mariano 1987-88). Il beato Jozef Sabastian Pelczar leggeva nel Cuore di Gesù l’importanza di questa causa a misura dei suoi tempi. Occorre che voi sappiate ritrovare la stessa importanza a misura dei tempi nuovi, delle nuove possibilità, ma anche delle nuove difficoltà e sfide del millennio che sta per finire.

Direi che la Vostra Congregazione prende inizio in un certo senso da Maria e trova la propria pienezza nel Cuore di Gesù. Essa nacque infatti dalla Fraternità della Santissima Vergine Maria Regina della Polonia. Il vostro beato Fondatore era un grande devoto della Madre di Dio, ha reso ciò visibile nel suo stemma episcopale e nel motto “Ave Maria”.

Bisogna dunque costantemente tornare col pensiero e col cuore a quegli inizi, per attingervi la forza spirituale. A quelle fonti bisogna rinfrescare i misteri della vostra spiritualità e identità di “sercanki”.

La spiritualità del beato Jozef Sabastian era congiunta alla devozione alla Madre di Dio. Sovente “si consigliava con lei, come continuare a organizzare la vita” e riteneva il rosario la preghiera sempre attuale dell’uomo. “Il progresso non sostituirà Dio all’uomo . . . non darà la pace ad un cuore agitato. L’uomo sarà sempre in cerca di Dio, avrà nostalgia della speranza . . . alzerà le braccia verso la croce . . . si aggrapperà al rosario. È grande la potenza del rosario. Maria portò alla Chiesa il rosario, quasi un ramoscello di pace” (Iosephi Sebastiani Pelczar, Preghiera del Servo di Dio Jozef Sebastiani Pelczar alla Santissima Vergine Maria).

Nella devozione a Maria vedeva la fonte del rinnovamento del cuore di ogni uomo, fonte di forza spirituale, di unità, di solidarietà, e in conseguenza, di rinnovamento morale di tutta la Nazione polacca.

Che questa caratteristica mariana si intrecci nella vostra vita spirituale con l’amore del Cuore Divino. Con la parola di vita, mediante l’atteggiamento di servizio nei riguardi di tutti coloro che hanno bisogno dell’aiuto spirituale, morale o materiale, proclamate la gloria del Divino Cuore.

Imparate dal Cuore di Dio ad abbracciare con il vostro cuore ogni uomo.

Che il beato Fondatore vi impetri la grazia della fedeltà creativa al carisma della vostra Congregazione, che vi aiuti nell’imitazione della Prima Ancella del Cuore di Cristo, che chiami nella vostra comunità, gioventù disposta a servire la stessa causa salvifica.

4. Con grande amore abbraccio con il cuore e con lo sguardo Przemysl, antichissimo abitato sul San. Mentre rievoco i secoli della storia, scritta qui, raccomando alla Divina Provvidenza la città, la terra e il Popolo, dal quale “è stato scelto” il sacerdote e Vescovo, perché come beato possa continuare a “crescere in mezzo al suo popolo”.

Si formi qui, in questa Diocesi, un modello di convivenza e di unità nel pluralismo. Cresca qui la civiltà cristiana dell’amore. L’amore, la benevolenza e la reciproca comprensione si dimostrino più forti di ogni divisione artificiale e di ogni avversità. Presentiamo a Dio, per intercessione del beato Jozef Pelczar, figlio e pastore di questa Chiesa, di questa Diocesi, questi problemi difficili.

Al termine del discorso il Papa ha aggiunto le seguenti parole:

Cari fratelli e sorelle, alla fine di questo incontro presso le reliquie del beato Vescovo Sebastian, la cui santa missione pastorale fu così legata a questa città, a questa cattedrale, a questa diocesi, desidero affidare alla sua intercessione tutti i problemi della Chiesa di Przemysl. Il Beato Sebastian amò soprattutto Cristo e la Sua Chiesa, fu un uomo che volle unire, un seminatore di unità fraterna. Il suo successore in questa sede, il Vescovo Ignacy con grande sacrificio ha portato avanti l’opera del suo Beato predecessore, compiendo grandi sforzi soprattutto per la costruzione di nuove chiese, e per il rinnovamento morale e religioso dell’intera diocesi. Augurando a voi tutti una coraggiosa e stabile vittoria del bene sul male elevo il vostro pastore, il Vescovo Ignacy Tokarczuk alla dignità di Arcivescovo.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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