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VISITA PASTORALE A MANTOVA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA COMUNITÀ PARROCCHIALE DI
CASTIGLIONE DELLE STIVIERE

Castiglione delle Stiviere  - Sabato, 22 giugno 1991

 

Carissimi fratelli e sorelle di Castiglione delle Stiviere!
Egregi Signori e Signore della Croce Rossa Nazionale
e Internazionale!

1. A Castiglione delle Stiviere è nato San Luigi Gonzaga, che con l’eroismo delle sue virtù ha reso il nome di questa città noto nel mondo. Ma questa è anche la località dove il 25 giugno 1859, dopo la sanguinosa battaglia di Solferino e San Martino, ebbe inizio, per opera del filantropo ginevrino Henri Dunant, la benemerita istituzione della Croce Rossa.

Sono lieto di trovarmi oggi qui con voi, in questo Duomo, nel quale è conservata la salma della madre di San Luigi, la nobildonna Marta Tana dei Baroni di Sàntena di Chieri, figura splendida di educatrice, con cui Luigi intrattenne sempre rapporti di grande confidenza.

Saluto con viva cordialità la Comunità parrocchiale: i Sacerdoti, le Religiose, in modo speciale quelle legate con vincolo di peculiare devozione a San Luigi, i bambini, i giovani, gli adulti e gli anziani; saluto in particolare le madri di famiglia, le quali, ad imitazione della mamma del Santo, si preoccupano di educare i figli ai principi ed agli ideali della fede cristiana. Giunga, inoltre, il mio affettuoso ricordo ai malati e a quanti per vari motivi non hanno potuto essere presenti a quest’incontro.

2. Estendo il mio deferente pensiero ai Rappresentanti della Croce Rossa Internazionale e Italiana, che non hanno voluto mancare a questo appuntamento significativo. Saluto il Dottor Cornelio Sommaruga, Presidente del Comitato Internazionale e con lui i Presidenti, i Dirigenti delle varie Sezioni, Comitati e Dipartimenti.

Qui è sbocciata l’idea di una così mirabile opera di universale carità qual è la “Croce Rossa”! La battaglia che si svolse su queste colline, a sud del lago di Garda, tra l’esercito franco-piemontese e quello austriaco, il 24 giugno 1859, lasciò sul campo tra feriti e morti più di 25.000 uomini. Testimone casuale di così spaventoso massacro fu proprio il Dunant, che davanti allo sconvolgente spettacolo non poté non ammirare l’immediata opera di soccorso prestata dagli abitanti del luogo. Lo colpì il fatto che essi, nei feriti di nazionalità diverse - per loro tutti stranieri - seppero vedere soltanto dei fratelli.

Di ritorno a Ginevra Dunant fondò la “Croce Rossa”, meritando per tale iniziativa, nel 1901, il primo Premio Nobel per la Pace. Colgo volentieri questa occasione, per esprimere la mia stima e il mio apprezzamento verso tale Organizzazione, che innumerevoli servizi ha reso e rende all’umanità, sia nei momenti tragici delle guerre che in quelli funestati da calamità naturali o da altre difficoltà. Si tratta di un’opera preziosa e meritoria, giacché ad ogni uomo che soffre viene offerto, oltre all’aiuto necessario, il conforto dell’amore fraterno.

3. Anche San Luigi fu eroico apostolo della carità, fino a sacrificare la propria vita nel curare i colpiti dalla peste.

La sua morte, serena e rassegnata, segnò il concludersi di un’esistenza ordinaria vissuta in modo straordinario.

Abbandonati gli abiti della nobiltà per indossare la povera tonaca del religioso, egli si separò da tutto per abbracciare il Tutto, per incontrare Dio totalmente amato e radicalmente testimoniato con la carità. San Luigi non disprezzò il mondo; anzi, si consacrò a Dio per amarlo di più e meglio. Con la sua scelta di rinunciare al Principato contestò un mondo frivolo e falso, che preferiva gli onori e i piaceri terreni all’amicizia e al servizio di Dio. Dedicò, quindi, le migliori energie della sua giovinezza alla cura degli ammalati, e dei sofferenti. Morì vittima di questa sua donazione senza riserve lasciando un esempio di intemerata purezza e di eroica carità.

4. Che cosa dice san Luigi Gonzaga oggi a voi, carissimi fratelli e sorelle di Castiglione delle Stiviere e della diocesi di Mantova? Non vi parla forse di coerenza cristiana e di generosa fedeltà al Vangelo?

Per realizzare la vera carità, la carità di Cristo che non è riducibile alla semplice filantropia, pur valida ed encomiabile, è necessario affermare con fede il primato di Dio nella propria esistenza. È necessario riconoscere che la vita è dono di Dio da accogliere, rispettare, difendere e valorizzare al massimo in ogni sua fase e momento. San Luigi insegna che bisogna vivere e lavorare non solo per “aver di più” in beni terreni, ma per realizzare piuttosto il piano soprannaturale che il Signore ha per ciascuno. Ecco la santità: amare Iddio con tutto il cuore e i fratelli come se stessi.

In questo itinerario di perfezione cristiana tutti hanno un ruolo da svolgere. La famiglia, la scuola, la parrocchia, le associazioni cristiane devono sentirsi unite nell’impegno a rispettare e formare la persona specialmente nel suo sviluppo e nella sua maturazione. I fanciulli, gli adolescenti, i giovani vanno seguiti con amorevolezza ed intelligente disponibilità. Vanno educati alla fortezza e al sacrificio, alla passione per i grandi ideali della castità e dell’altruismo. Vanno aiutati ad entrare in intimità con Cristo mediante la “grazia santificante”, la quale si alimenta di preghiera, di pratica sacramentale, di generoso esercizio della carità. Vanno, inoltre, preparati ad assumersi le proprie responsabilità nella società, vincendo ad ogni costo la tentazione dell’individualismo e dell’egoismo.

In questo, carissimi fratelli e sorelle, San Luigi vi è veramente di valido esempio e di solido sostegno. Egli vi aiuta a trovare soprattutto nella partecipazione all’Eucaristia l’energia interiore per diffondere, con la condotta e l’impegno del servizio, il messaggio del Vangelo: messaggio di verità e di libertà, di autentica gioia e di amore. Con la sua vita san Luigi incoraggia particolarmente voi, carissimi ragazzi e ragazze. Certo egli può essere definito il “Santo della carità”, ma è anzitutto il Santo della purezza scelta, amata e vissuta! Come non vedere in lui un modello da imitare soprattutto da parte di voi, giovani e ragazze che vi preparate alla vita e alla scelta vocazionale?

5. Carissimi fratelli e sorelle di Castiglione delle Stiviere! Carissimi Giovani!

Sì, san Luigi vi spinge a guardare con occhi nuovi la vostra esistenza. Vi stimola a rinnovato vigore spirituale; vi invita ad essere apostoli della carità e testimoni della purezza. Egli incoraggia ciascuno di voi ad essere pietra viva di questa Comunità parrocchiale, la quale deve alimentare in Castiglione delle Stiviere il fuoco che scaturisce dalla divina carità e che si traduce in servizio ai fratelli.

Per questa missione, come san Luigi, confidate in Maria, nostra Madre celeste!

Pregate San Luigi! Amatelo, veneratelo, seguitelo!

E vi accompagni, con questi voti, anche la mia benedizione, che ora a tutti imparto con affetto!

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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