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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI VESCOVI DEL BRASILE IN VISITA
«AD LIMINA APOSTOLORUM»

Venerdì, 8 marzo 1991

 

Signori Cardinali, Signori Arcivescovi e Vescovi,

1. È con particolare gioia che desidero accogliere voi, rappresentanti del numeroso Episcopato brasiliano e con voi, i miei collaboratori nella Curia Romana in occasione di questa assemblea speciale. Questo incontro che inizia oggi, è un’opportunità per dare una più chiara espressione al vincolo di comunione ecclesiale e ministeriale che ci unisce.

Dopo la prima visita pastorale nel vostro paese, nel 1980, la Divina Provvidenza ha voluto che per ben due volte potessi riunirmi con voi, sia in gruppi diversi, nel corso delle visite “ad limina”, sia nel nostro incontro del 1986 per poter confermare lo spirito che animava la Chiesa in Brasile alla luce degli insegnamenti scaturiti e quindi posti in pratica, dal Concilio Vaticano II. Infine, l’anno scorso, siete giunti qui nuovamente per un’altra delle visite “ad limina”, ed è stato possibile una volta ancora ascoltarvi e mostrarvi alcuni aspetti della nostra comune missione pastorale,

Oggi, in un clima di preghiera, di riflessione e anche di carità fraterna, di speranza e di dialogo costruttivo, saluto di cuore tutti voi, e vi porgo il benvenuto in questa casa del Papa che è la vostra casa. Vi ringrazio sin d’ora per la disponibilità con cui avete saputo rispondere al mio invito e rinnovo a ciascuno la promessa di restare vicino alle vostre opere pastorali chiedendo a Dio che questa esperienza dia nuove energie al vostro devoto ministero e che, con la collaborazione di alcune congregazioni e consigli della Curia Romana, possa raggiungere i frutti che certamente il Divino Consolatore desidera,

2. Cari fratelli, quali arcivescovi metropolitani e vescovi delle diverse diocesi, siete in una posizione privilegiata per rappresentare ed esprimere le preoccupazioni delle Chiese particolari nella vostra nazione. Ci riuniamo per prendere in considerazione i punti particolari che riguardano la vita ecclesiale del Brasile. Il nostro incontro è la continuazione di un interscambio destinato a rafforzare la vostra collaborazione unitaria nella evangelizzazione. Noi lo facciamo con una visione organica della nostra missione di vescovi, una visione che deve esprimere le indiscutibili priorità della vita della Chiesa di oggi giorno, non solo quanto alle sue necessità universali, ma anche rispetto a quelle che sono in relazione con la Chiesa in Brasile. Al centro della nostra preoccupazione si trova l’evangelizzazione nel contesto della cultura e della società brasiliana, con particolare attenzione per il ruolo del vescovo come maestro di fede. Questo è quanto mi propongo di sottoporre alla vostra considerazione, riflettendo sugli agenti, i metodi e i beneficiari dell’evangelizzazione.

La vostra missione come autentici maestri della fede, ha come obbiettivo l’edificazione del Corpo Mistico di Gesù Cristo. Voi, uniti al vescovo di Roma e successore di Pietro, siete la colonna sulla quale poggia l’opera di evangelizzazione. La forza e la vitalità della Chiesa locale dipende in gran parte dalla fermezza della vostra fede, della vostra speranza e della vostra carità.

3. Come Pastore della Chiesa universale desidero incoraggiarvi nel vostro ministero. Sono pienamente consapevole delle sfide che dovete fronteggiare nel portare il messaggio evangelico a un mondo che non sempre lo accoglie prontamente. Il vostro popolo sente le difficoltà di essere cristiano in un clima avverso soprattutto a causa delle deviazioni provocate dal crescente impoverimento dei costumi, senza dimenticare il problema della vertiginosa proliferazione delle sette che vanifica la perseveranza nella fede di molti cattolici.

In questi giorni insieme cercheremo di mettere a fuoco in maniera chiara la nostra visione della Chiesa e dove il Signore vuole condurre essa, noi e il suo popolo alle soglie del Terzo Millennio del cristianesimo. Dobbiamo aver fiducia nel risultato dei nostri sforzi, certi che il Signore della vigna è in mezzo a noi.

Egli è Colui che ci ha scelti come suoi servitori per adempiere alla missione di evangelizzazione. San Paolo dice che siamo stati scelti per “annunziare il vangelo di Dio, riguardo al Figlio suo” (cf. Rm 1, 1-3). Noi accogliamo la sua chiamata e lo facciamo con gioia.

Ma non esitiamo a rivolgere a lui la nostra preghiera per avere più forza e discernimento. Per questo il nostro incontro è iniziato in un clima di preghiera e culminerà nella celebrazione eucaristica. Invoco l’intercessione di Nostra Signora, la Vergine Aparecida insieme al suo Divino Figlio, nella certezza che il Signore è pronto ad aiutarci nei nostri doveri pastorali, poiché egli ci ha inviato il suo Spirito affinché sia con noi e ci guidi con tutta la verità e l’amore.

Cari fratelli: nella forza dello Spirito Santo, perseveriamo nel nostro impegno di sostenere tutto il popolo cattolico del Brasile perché possa proclamare con la santità di vita che “Cristo Gesù, è il “Signore”” (cf. Ef 3, 11).

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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