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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALL'ASSOCIAZIONE CALCIO «JUVENTUS»

Sabato, 23 marzo 1991

 

Carissimi amici dell’Associazione Calcio “Juventus”!

1. Vi ringrazio di cuore per questa gradita visita. Saluto ognuno in particolare: i dirigenti, gli atleti, i tecnici e gli accompagnatori. A tutti il mio caloroso benvenuto!

Grazie al vostro Presidente per le parole rivoltemi.

Grazie all’affermata pratica agonistica del vostro sodalizio, voi venite a contatto costante con tanta gente che vi ammira e vi sostiene. Vi sono così offerte innumerevoli occasioni di incontrare giovani ed adulti, di intrattenere negli stadi un variegato pubblico di sportivi che si diverte e si appassiona. Sono persone che seguono le vostre vicende con legami di simpatia e alle quali potete trasmettere, attraverso lo sport, un messaggio di fraternità e di lealtà, di sano agonismo e di solidarietà. Quanti, soprattutto fra i ragazzi, guardano a voi come a modelli di vita!

Vi trovate spesso al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e ogni gesto, ogni parola, può avere grande risonanza. Non potete non tener conto della responsabilità che deriva da questa vostra attività. Consapevoli di ciò, fate sì che in voi si possano costantemente apprezzare quelle doti e virtù morali che permettono ad un atleta di essere non solo un campione nello sport, ma anche un modello di umanità. Abbiate sempre comportamenti personali che incoraggiano e stimolano al bene.

2. Oltre che come singoli, siete chiamati ad offrire come squadra un esempio di concreta coesione e d’intesa costruttiva. Il successo, com’è noto, non è il risultato soltanto di condizioni e prestanze fisiche individuali, ma anche di un prolungato e metodico allenamento svolto insieme ai compagni di gioco; è il frutto di molteplici qualità dello spirito, tra le quali, il controllo di sé, la solidarietà, la collaborazione, l’umiltà, la perseveranza e il rispetto degli altri; valori tutti che si riescono a conseguire con la forza della volontà, l’amore al sacrificio e il paziente lavoro interiore.

Fate sì che l’attività sportiva diventi autentico servizio alla crescita della comunità. Trasmettete la gioia del divertimento sano e la serietà del lavoro svolto con coscienza professionale; comunicate il piacere naturale della distensione, l’impegno al leale rispetto delle posizioni altrui e la ricerca della mutua solidarietà. Irradiate questi valori attraverso i quotidiani comportamenti in famiglia, nello sport ed in ogni iniziativa. Ciò esalta il vostro sforzo e vi rende artefici di umano progresso.

Talora fenomeni di violenza, che si registrano negli stadi, ed episodi negativi, che turbano la pratica sportiva, sono ampliati a dismisura dai mass media. C’è un indubbio legame tra lo sport e gli strumenti della comunicazione sociale. Auspico che, per quanto è in vostro potere, possiate sempre aiutare l’attività sportiva ad essere veicolo di cultura umanizzante e, grazie all’impegno personale di tutti, a diventare sempre più ragione di coesione tra gli sportivi e nell’intera società.

3. L’imminenza delle Feste Pasquali mi offre l’occasione di formulare a ciascuno di voi e alle vostre famiglie i migliori voti augurali. La Pasqua, che celebra la morte e la risurrezione di Cristo, invita il credente a passare dalla morte del peccato alla vita della grazia, dalla tristezza alla gioia, dall’egoismo all’amore.

Domando al Signore di accordare anche a voi i preziosi doni pasquali. Sarete, allora, testimoni di vita nuova e la vostra appassionante attività agonistica ne risentirà in maniera benefica.

Con questi sentimenti imparto a voi, alle vostre famiglie e alle persone che vi sono care la mia benedizione.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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