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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI DIRIGENTI E AI CALCIATORI DELLA «FIORENTINA»

Giovedì, 2 maggio 1991

 

Carissimi giovani,

1. Sono lieto di accogliere voi, calciatori della “Fiorentina”; porgo a tutti il mio più cordiale benvenuto e ringrazio vivamente il Presidente della Società, i Dirigenti, gli Accompagnatori e i Familiari.

Vi esprimo anche il mio compiacimento per gli ideali a cui si ispira non solo la vostra formazione sportiva e competitiva, ma anche quella umana e spirituale. È facile, specialmente nell’età giovanile, lasciarsi prendere da un certo entusiasmo, da un senso di esaltazione a motivo dei propri successi e della popolarità raggiunta; voi, invece, pur essendo giustamente fieri delle vostre affermazioni, conquistate peraltro a prezzo di lunghe fatiche e di continui sacrifici, cercate di mantenere quel giusto equilibrio, che fa di voi degli atleti ammirati e stimati.

2. Una squadra, infatti, non è solo frutto di prestazione agonistica, ma è anche il risultato di una serie di virtù spirituali ed umane, dalle quali dipende grandemente il suo successo: l’intesa, la collaborazione, la capacità di amicizia e di dialogo, la lealtà, la correttezza. Sono queste e altre simili qualità che possono contribuire a restituire al mondo dello sport, e specialmente a quello del calcio, non di rado turbato da fenomeni di violenza e di speculazione, la sua genuina finalità. Occorre che voi sappiate dimostrare alle masse che seguono le vostre prestazioni che l’atleta, prima di essere una persona dotata di talento, di riflessi pronti e di muscoli, è un uomo capace di volere e di affermare ciò che è conforme al bello, al vero e al buono. Fate sì che l’uomo non venga mai sacrificato all’atleta!

È evidente che ognuno nel suo ruolo è tenuto ad impegnarsi al fine di giocare delle partite tecnicamente valide per conseguire la vittoria. Ma tutto deve essere compiuto con estrema correttezza competitiva, che fa vedere nei componenti dell’altra squadra non degli avversari, ma dei concorrenti, che desiderano anch’essi onorare la propria professione ed offrire giuste soddisfazioni ai loro sostenitori.

3. Mantenete sempre viva e fervorosa la vostra fede cristiana, approfondite la vostra cultura religiosa, affinché la vostra appartenenza alla Chiesa sia sempre più convinta e personalizzata; coltivate lo spirito di preghiera; sia Gesù Colui che ispira ogni vostro programma di vita. Non transigete sui vostri ideali! Non cedete alle lusinghe del compromesso! Non barattate la grandezza delle vostre speranze! Restate coerenti con voi stessi!

Aiutate i fratelli meno fortunati, esercitate le opere di carità, scorgendo nei disagiati l’immagine del Cristo.

Vi auguro che, mediante la fede e la carità, possiate essere sportivi sempre coscienziosi e sensibili, lieti di servire anche voi la patria e la società.

Con questi voti, di gran cuore imparto a voi tutti la mia benedizione, che volentieri estendo alle vostre famiglie.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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