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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AI PARTECIPANTI AL III CONGRESSO DELL'ASSOCIAZIONE DEI
RISTORATORI ITALIANI NEL MONDO
Lunedì, 4 novembre 1991
1. Siate i benvenuti, cari fratelli e sorelle appartenenti all’Associazione
dei Ristoranti Italiani nel Mondo.
Vi sono grato per questa visita. Voi avete
voluto, nel corso del Congresso Mondiale del vostro Sodalizio, che si svolge a
Roma in questi giorni, prevedere anche l’incontro col Successore di Pietro.
Saluto il Presidente, Onorevole Bartolo Ciccardini, i responsabili
dell’Associazione e tutti voi, qui presenti. Il mio pensiero va alle vostre
famiglie, ai collaboratori, che condividono il vostro lavoro nei ristoranti, nei
luoghi di accoglienza e nelle aziende dell’alimentazione.
Il ritorno in Patria
costituisce un’occasione preziosa, atta a rinsaldare il legame con le origini
della propria Terra ed è sempre importante non staccarsi dal ricco patrimonio
culturale e spirituale tramandato dagli antenati, patrimonio che abbraccia
l’intero campo della umana attività. Le tradizioni della cucina italiana, da voi
così opportunamente conservate, sono esse pure portatrici di valori sociali ben
più profondi, sui quali si è costruita la vostra storia. Voi vi riconoscete in
tali tradizioni ed ora ritornate alle vostre case, cariche di passata memoria,
quasi riscoprendo e gustando di nuovo la ricchezza dei vivi ricordi portati con
voi quando, molto tempo fa, lasciaste l’Italia.
Siate fieri dell’importante
eredità culturale e spirituale consegnatavi dai vostri padri; sappiate ispirarvi
ad essa nella vostra quotidiana esistenza. Il rispetto della tradizione, la
fedele conservazione dei valori posti a base della vostra vita e della vostra
attività contribuiranno a rendere i rapporti, che instaurate con quanti
frequentano i vostri locali, più veri e proficui.
2. L’attività della
ristorazione, così come oggi si svolge, risponde alle esigenze del nostro secolo
ed è connessa con l’ampio sviluppo del turismo, anzi, è divenuta spesso una
ragione di turismo, occasione di festa e di incontro. In altre circostanze,
soprattutto attraverso le mense e i servizi ad esse collegate, essa mira a
soddisfare i bisogni quotidiani di alcune particolari categorie sociali, quali,
ad esempio, i lavoratori, gli studenti e la gente che viaggia. Venite, così, a
contatto, grazie al vostro lavoro, con persone di varia estrazione sociale e di
diversa formazione culturale e professionale.
Importante è, pertanto, il
servizio che siete chiamati a svolgere.
Essendo “ambasciatori” del vostro Paese
all’Estero, voi potrete far conoscere e stimare la vostra Patria. Tale
responsabilità è connessa con il successo stesso del vostro lavoro. Siate, per
questo, buoni professionisti e persone degne di fiducia.
3. Con la vostra
professionalità vi è data, così, l’occasione di testimoniare alcune
caratteristiche tipiche della gente italiana, ereditate dai vostri padri: ad
esempio, la disponibilità verso i poveri, l’accoglienza nei confronti di coloro
che si trovano in difficoltà, la cordialità e la solidarietà. Queste imprese,
ben affermate all’Estero anche nel vostro settore, sono nate dal coraggio dei
vostri antenati, dalla loro costanza e dal loro spirito di sacrificio, dalla
disponibilità e dall’amicizia con cui sono stati accolti in momenti delicati e
difficili.
Auspico di cuore che la vostra attività, vivificata da una fede
solida, come fu quella dei vostri padri, si sviluppi sempre più e sia portatrice
di gioia e di autentico progresso.
Mentre rivolgo a tutti questo mio cordiale
augurio, invitandovi a rendere grazie costantemente al Signore per l’aiuto che
generosamente vi dispensa, volentieri imparto a voi e alle persone care una
particolare benedizione apostolica.
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Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana
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