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RIFLESSIONE DI GIOVANNI PAOLO II
ALL'INIZIO DELLA MESSA IN SUFFRAGIO DEI
CARDINALI E DEI VESCOVI DEFUNTI

Martedì, 5 novembre 1991

 

Nel clima di preghiera per i defunti, che caratterizza il mese di novembre, ci ritroviamo, oggi, attorno all’altare del Signore, per celebrare il sacrificio eucaristico in suffragio delle anime dei compianti nostri fratelli, i Cardinali scomparsi nel corso di quest’anno: i Cardinali Wladyslaw Rubin, Octavio Antonio Beras Rojas, James Darcy Freeman, Emmanuel Kiwanuka Nsubuga, Franz Hengsbach, José Salazar Lopez, Henri de Lubac. Vogliamo anche unire nel ricordo gli Arcivescovi e Vescovi, che dal novembre scorso ad oggi sono stati chiamati alla casa del Padre comune.

La devota partecipazione alla Santa Messa, memoriale della passione e risurrezione di Cristo, ci conduce nel cuore del mistero della Fede cristiana. Essa è proclamazione della vittoria definitiva del Salvatore sul peccato e la morte; è fiducioso abbandono nella potenza e nell’amore della Provvidenza divina. È incontro con Gesù, autentica salvezza del mondo, fonte di vita senza fine.

Ai suoi fedeli Iddio non toglie la vita, ma la trasforma. Se a causa del peccato - ci ricorda la liturgia - il nostro corpo ritorna alla terra, dalla quale è stato formato, per la morte redentrice di Gesù, l’onnipotenza divina ci risveglia alla gloria della risurrezione (cf. Prefazio dei Defunti IV).

Ci accingiamo adesso a celebrare i sacri Misteri, con questa interiore certezza, e con sentimenti di spirituale solidarietà nei confronti di quanti ci hanno già preceduti nel Regno celeste.

Per loro supplichiamo la misericordia del Signore.

Essi, che hanno consacrato l’esistenza al servizio della Chiesa, possano ora ricevere la giusta ricompensa, promessa ai fedeli servitori del Regno.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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