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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI MEMBRI DELL'ASSOCIAZIONE «PRO PETRI SEDE»

Venerdì, 8 novembre 1991

 

Signor Cappellano Generale,
Signore, Signori
,

La vostra visita quest’anno mi procura sempre molto piacere. Essa testimonia l’ammirabile fedeltà dell’Associazione “Pro Petri Sede” al Vescovo di Roma e il sostegno spirituale e materiale che essa intende apportargli. Come posso esprimervi in termini nuovi la mia riconoscenza personale e quella della Santa Sede? Chiedo al Signore di essere la vostra ricompensa, comunicando alle vostre anime, aperte al Mistero della Chiesa, delle nuove grazie di fede ardente, di coraggio apostolico e di radiosa speranza.

Vi voglio ugualmente ripetere la mia fiducia e il mio sostegno. La vostra Associazione, scaturita dal cuore e dalla fede dei vostri antenati all’epoca della scomparsa degli Stati Pontifici, conserva tutta la sua ragion d’essere. Durante questi ultimi decenni molti degli organismi centrali della Chiesa si sono aggiornati e altri sono stati creati, al fine di rispondere meglio, insieme, alle necessità dell’evangelizzazione. Inoltre le relazioni di informazione e di lavoro tra le Chiese particolari e le Conferenze Episcopali da una parte e la Sede di Pietro dall’altra, si sono moltiplicate per il profitto certo della comunione ecclesiale. In questo breve e amichevole incontro non è necessario dimostrarvi che il buon funzionamento degli organismi romani, che collaborano strettamente alla specifica missione del Papa, implica una giusta retribuzione delle persone che a ciò dedicano il loro tempo e i loro talenti. I bisogni finanziari della Santa Sede, tenuto conto degli sforzi di rigore budgetario, hanno subìto una crescita che richiede una più grande solidarietà della Chiesa intera.

Il Papa ha poi proseguito in olandese:

La vostra associazione è convinta di questo e lavora in questo senso. Apprezzo lo spirito che vi ispira e vi incoraggio a continuare le vostre attività. Continuate, in modo giusto e chiaro, secondo le vostre possibilità, a far comprendere la necessità di assicurare più assistenza alla Chiesa, secondo le esigenze del nostro tempo, per quanto riguarda in particolare i servizi indispensabili per il compito del Vescovo di Roma come successore di Pietro sia per l’aiuto alle diocesi vescovili che si trovano in situazione difficile sia alla gente colpita da miseria e calamità.

Esprimo nuovamente i miei auguri e la più sincera gratitudine a voi e ai numerosi cattolici in Belgio, Olanda, e Lussemburgo, che rimangono fedeli allo spirito della “Pro Petri Sede”. Supplico per voi tutti la benedizione generosa di Dio.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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