The Holy See
back up
Search
riga

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO INTERNAZIONALE
DI STUDIO SU SANTA BRIGIDA DI SVEZIA

Aula Paolo VI - Lunedì, 7 ottobre 1991

 

1. Sono particolarmente lieto di accogliere quest’oggi in udienza speciale tutti voi a conclusione del Convegno Internazionale di Studio sul tema: “Brigida, profeta dei Tempi nuovi”. Si è trattato di un incontro altamente qualificato, che ha approfondito e riproposto agli uomini del nostro tempo il carisma di santa Brigida, un carisma carico di singolare attualità.

Saluto con stima la Rev.da Madre Tekla Famiglietti, Abbadessa Generale dell’Ordine del SS.mo Salvatore di Santa Brigida e la ringrazio per le cortesi parole che poc’anzi mi ha rivolto, pure a nome di tutti i membri della famiglia spirituale brigidina.

Saluto quanti sono intervenuti all’Incontro Internazionale di Studio da diverse parti del mondo, apportando ciascuno il prezioso contributo della propria esperienza.

Il vostro Congresso ha offerto una singolare occasione per riflettere sulla presente situazione della Chiesa e del mondo in ordine soprattutto alla necessaria nuova evangelizzazione. I vari argomenti trattati, grazie all’apporto qualificato di esperti Relatori, hanno permesso di far emergere in maniera corretta lo stretto rapporto esistente fra la profonda spiritualità della Santa svedese e la sua dinamica azione politica, sociale ed ecclesiale, nel contesto della storia dei suoi tempi.

Nel quadro delle celebrazioni centenarie, il Congresso ha rappresentato così un opportuno e proficuo approfondimento culturale, dottrinale ed esistenziale del messaggio carismatico di santa Brigida, definita dal mio predecessore, Paolo VI, “ponte fra la nobile Svezia e la Sede di Pietro”.

2. Molto nei giorni passati è stato scritto e detto di lei e delle sue molteplici attività ascetiche ed apostoliche.

La sua presenza spirituale è stata particolarmente forte in alcuni momenti liturgici ed ecumenici, come ad esempio durante la celebrazione dei Primi Vespri nella Basilica Vaticana, sabato scorso e la solenne santa Messa di ieri a Piazza Farnese.

Sono certo che il suo insegnamento e l’esempio della sua fedeltà al Vangelo, così chiaramente emersi nei vari momenti commemorativi, continueranno a sostenere l’impegno di quanti proseguono la missione da lei iniziata a servizio dell’unità dei cristiani e dell’avvento del Regno di Dio.

3. Vorrei ora presentare alcune brevi riflessioni sul tema del Convegno, “Brigida, Profeta dei Tempi nuovi”.

Come ho scritto nella Lettera apostolica Mulieris dignitatem, “la Chiesa crede che Cristo, per tutti morto e risorto, dà all’uomo, mediante il suo Spirito, luce e forza perché possa rispondere alla suprema sua vocazione” (Ioannis Pauli PP. II, Mulieris dignitatem, n. 28). In ogni epoca, ed in particolare nella nostra, caratterizzata da molteplici trasformazioni, il cristiano è chiamato a rispondere fedelmente alla sua vocazione di uomo e di credente. E può condurre a termine questa sua peculiare missione soltanto se trova “nel suo Signore e Maestro la chiave, il centro e il fine” dell’individuo e della storia. Al di sotto, infatti, di tutti i mutamenti sociali ci sono realtà che non mutano, le quali “trovano il loro ultimo fondamento in Cristo, che è sempre lo stesso: ieri, oggi e nei secoli” (Ivi, 28).

Brigida è profeta dei tempi nuovi perché nel crogiolo delle vicende umane del suo tempo e nel rapido susseguirsi dei secoli, richiama con forza la necessità del rinnovamento interiore, del ritorno alle sorgenti spirituali della storia. Essa ricorda che solo radicandosi nei valori permanenti del Vangelo, la società può costruire qualcosa di effettivamente valido per ogni epoca.

Porta all’attenzione degli uomini, distratti da mille interessi, l’unica verità irrinunciabile. Annuncia l’amore infinito di Dio, manifestatosi in pienezza nel dono del suo diletto Figlio.

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna” (Gv 3, 16).

4. Dimenticare l’amore misericordioso di Dio, peggio ancora rifiutarlo costituisce la causa della reale rovina dell’essere umano. Consapevole di ciò, Brigida brucia di zelo nel manifestare a tutti il mistero della misericordia divina mentre invita alla conversione e alla penitenza.

Questo stesso annuncio di salvezza va oggi proclamato con vigore e coerenza. Occorre ridestare le coscienze alla conoscenza e all’accettazione della verità. È necessario ridare all’uomo, che non di rado sembra aver smarrito la strada dell’amore, la speranza di ritrovarla e gli strumenti per impossessarsene nuovamente.

Questa è la missione della Chiesa; questa è la vocazione di ogni cristiano.

Santa Brigida, facendo proprio l’anelito del Redentore “ut omnes unum sint!” (Gv 17, 21), sentì ardente la passione per la piena unità fra tutti i credenti. Per questo prego, soffrì, operò instancabilmente.

E trasmise il suo programma ascetico ed apostolico alla sua famiglia spirituale, l’Ordine del Santissimo Salvatore, che iniziato a Vadstena si propagò ben presto in tutta l’Europa. Sulla sua scia luminosa si è inserita, all’inizio di questo secolo, Madre Elisabetta Hesselblad, che, entrata in comunione con la Chiesa cattolica, progettò di dare all’Ordine un rinnovato vigore, aggiornandolo alle mutate esigenze dei tempi, sempre, però, salvaguardandone il carisma originario.

Che la Santa Fondatrice guidi sempre le sue figlie spirituali e quanti intendono seguirne l’esempio perché possano percorrere lo stesso cammino di fedeltà al Vangelo. Che il materno soccorso di Maria, Immacolata e Addolorata, sia per tutti costante sostegno nel portare a termine la missione che a ciascuno il Padre celeste ha affidato.

La presenza dei nostri fratelli e sorelle della comunità Luterana è motivo di rinnovata speranza e impegno alla grande causa della comprensione ecumenica. Sono profondamente grato al Dr. Bertil Werkström, Arcivescovo Primate della Chiesa Luterana di Svezia, al Dr. John Vikström, Arcivescovo Primate della Chiesa Luterana di Finlandia, al Dr. Andreas Aarflot, Vescovo di Oslo e Presidente dei Vescovi Luterani di Norvegia, e a tutti i Vescovi che sono venuti a Roma in questi giorni per rendere omaggio alla memoria di Santa Brigida. Il nostro incontro è stato caratterizzato da fraterna amicizia, e la nostra preghiera comune sarà certamente benedetta dal favore divino, mentre procediamo sotto la guida dello Spirito Santo.

5. Desidero ora rivolgere un saluto, attraverso la televisione svedese, ai cari amici in Svezia e in tutti i paesi del Nord. Per me è stata una grande gioia aver potuto celebrare il giubileo di Santa Brigida insieme ai numerosi Vescovi ed amici provenienti dal Nord.

Nello spirito di Santa Brigida abbiamo compiuto un grande passo verso l’unità di tutti i cristiani, per la quale la Santa si è tanto impegnata e per cui Cristo di tutto cuore ha pregato.

Continuiamo con l’aiuto dello Spirito Santo a proseguire su questa strada per trovarci come fratelli intorno al Padre di tutti.

Dio benedica voi tutti!

A tutti sia di conforto la mia speciale benedizione apostolica.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

top