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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
DURANTE LA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE
DELLA NUOVA TIPOGRAFIA VATICANA

Martedì, 8 ottobre 1991

 

Signori Cardinali,
Cari fratelli e sorelle!

1. Vi esprimo la mia gioia di trovarmi oggi in mezzo a voi in occasione dell’inaugurazione delle nuove strutture logistiche e attrezzature tecnologiche della Tipografia Vaticana.

Vi manifesto vivo compiacimento per il risultato conseguito con lavoro paziente e intelligente che vi ha visti impegnati nell’ammodernamento di tutto questo complesso tipografico.

Ringrazio il Cardinale Rosalio José Castillo Lara per le parole di introduzione a questo familiare incontro, con le quali ha, tra l’altro, rievocato la storia dell’arte grafica in Vaticano. Esprimo la mia profonda gratitudine a tutti coloro che hanno merito per quanto è stato realizzato, collaborando in diverse forme al complesso di innovazioni che hanno oggi il loro felice coronamento: un grazie ai responsabili della gestione, ai progettisti, ai membri dell’apposita Commissione, ai Servizi Tecnici dello Stato della Città del Vaticano, agli esperti che hanno curato la ristrutturazione e la fusione delle tipografie. Un grazie speciale a tutto il personale che, nonostante i disagi dei lavori in corso, non ha cessato di compiere con alacre impegno la quotidiana attività tipografica e redazionale.

Un pensiero va anche agli illustri Ospiti, che sono stati qui invitati in segno di riconoscenza per l’aiuto dato.

2. Non posso, poi, in questa significativa circostanza, non richiamare l’importanza della stampa nella società moderna. La Chiesa non si stanca di attirare l’attenzione degli interessati sull’impatto che gli strumenti di informazione, di pubblicazione e di diffusione, tra cui occupa un posto non secondario il giornale, esercitano sulla pubblica opinione. Per questo i Padri del Concilio Vaticano II hanno voluto dedicare un apposito documento agli strumenti della comunicazione sociale, riconoscendo i vantaggi che essi apportano alla famiglia umana, in quanto “servono mirabilmente a sollevare e ad arricchire lo spirito, nonché a propagare e rafforzare il Regno di Dio”, ma deplorando in pari tempo “i danni, che troppo spesso il loro cattivo uso reca all’umanità” (cf. Inter mirifica, 2).

3. Nel contesto della Curia Romana l’attività responsabile della Tipografia Vaticana costituisce uno dei “cerchi specializzati” (cf. Ioannis Pauli PP. II, Pastor bonus, 14) che deve la sua particolare importanza sia alla funzione storica che la “Stamperia” ha avuto sin dall’inizio al servizio dei Sommi Pontefici, sia al particolare momento che la Chiesa e l’umanità di oggi stanno vivendo.

Le cronache del passato amano descrivere i caratteri tipografici esotici e la diversità delle lingue presenti nel lavoro degli stampatori pontifici. La storia ci tramanda uno spirito di universalità e di missione. Quella cattolicità che gli artisti tradussero in tele e opere architettoniche immortali, la Stamperia del Papa si sforzò continuamente di realizzare creando strumenti di lettura e di istruzione che facevano del Vaticano un centro di annuncio e di catechesi per tutti i fedeli e un luminoso punto di promozione della verità per tutti i popoli.

4. In questo solco glorioso si inserisce la cerimonia della inaugurazione della nuova Tipografia Vaticana e della creazione delle tecniche redazionali del quotidiano della Santa Sede.

A questo impegno tecnico deve corrispondere quello morale, che è dato anzitutto dal rispetto della verità, cioè dall’obiettività delle notizie che deve avere la preminenza su ogni altro interesse. È ben noto, purtroppo, che non di rado nella stampa si enfatizza l’aspetto sensazionale o polemico, si confonde talvolta la libertà con la licenza. Questo, certo, non riguarda voi, che siete ben consapevoli come ciò non onora la dignità della stampa, la quale trova la sua ragione d’essere nel servizio prestato alla rettitudine dell’informazione e del giudizio.

5. Con sincero apprezzamento sento il dovere di porgere un particolare ringraziamento alla Famiglia Salesiana per la dedizione e per la competenza con la quale si è impegnata in quest’opera di ristrutturazione e di ammodernamento e per l’azione meritoria nel coordinamento e nello stimolo dell’arte tipografica vaticana. Il pensiero di San Giovanni Bosco e di tutti i grandi Santi, che si sono serviti della stampa per diffondere la verità del Vangelo, vi illumini e vi sostenga. Un affettuoso pensiero rivolgo ai Superiori Maggiori della Società Salesiana, mentre invio un cordiale saluto al Rev.mo Rettore Maggiore, qui rappresentato dal suo Vicario.

Il mio ringraziamento va parimenti a tutto il corpo redazionale de “L’Osservatore Romano” e, innanzi tutto, al Direttore responsabile, Prof. Mario Agnes, per il diuturno e delicato lavoro.

Carissimi, conosco i sentimenti che vi animano. Posso assicurare che vi seguo con attenzione e vi incoraggio ad ispirarvi sempre, quali eredi della gloriosa tradizione del giornalismo cattolico, a quegli alti principi deontologici che devono guidare quanti si dedicano ad una professione così impegnativa. La vostra testimonianza sia sempre più espressa nel servizio alla “Parola” in quanto eco fedele dell’eterna Parola Increata, il Verbo del Padre, la luce delle nostre menti.

La mia benedizione apostolica accompagni le fatiche professionali di voi tutti e il vostro impegno umano per portare in queste nuove strutture l’autentico spirito cristiano, fatto di gioia e di sacrificio, di collaborazione e di servizio al Papa e alla Chiesa universale.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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