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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD ALCUNI SACERDOTI STATUNITENSI IN OCCASIONE
DEL 40° ANNIVERSARIO DELL'ORDINAZIONE

Giovedì, 10 ottobre 1991

 

Cari fratelli Vescovi,
Cari fratelli Sacerdoti
,

Con gioia ed affetto vi saluto, ex alunni del Pontificio Collegio Americano del Nord che state celebrando il 40° anniversario della vostra ordinazione al Sacerdozio. Voi siete vivamente consapevoli delle molte benedizioni con cui Dio Onnipotente ha ricolmato le vostre vite e le vite di coloro che egli ha affidato alla vostra cura pastorale negli anni passati. Mi unisco con voi nella preghiera e nel ringraziamento a Lui per la ricchezza del suo amore, allo stesso modo mi lego a voi nel pio ricordo dei compagni di classe e degli amici che non possono essere qui.

Sono felice che avete scelto di commemorare questa pietra miliare nelle vostre vite ritornando a Roma. Ancora una volta siete pellegrini in questa Città, scenario della splendida testimonianza a Cristo data dagli Apostoli Pietro e Paolo e da moltissimi altri martiri e santi. I legami che vi uniscono alla Chiesa di Roma sono tanto forti dopo tutti questi anni, e voi testimoniate il fatto che le speranze poste in voi dai superiori del vostro Collegio - e qui mi torna alla mente il nome del vostro Rettore, l’Arcivescovo Martin O’Connor - non furono vane. La riapertura del Collegio non fu un compito facile dopo la Seconda Guerra Mondiale, così perseverando nel lavoro nel ministero pastorale durante questi quarant’anni avete ripagato la fiducia posta in voi da coloro che vi mandarono a studiare a Roma.

La missione per cui voi siete stati ordinati continua a modellare le vostre vite, e la rimane molto da fare per voi nel predicare la Parola di Dio, nel nutrire la famiglia dei discepoli di Cristo con l’Eucaristia e con gli altri sacramenti della fede, e nel difendere la dignità della persona umana e della vita umana. Che lo Spirito Santo rinnovi la gioia della vostra giovinezza e del vostro primo fervore per il servizio del Vangelo. Lasciate che quest’anniversario sia un’occasione per riaccendere il dono di Dio che e in voi per l’imposizione delle mani (cf. 2 Tm 1, 6).

Raccomando voi e le persone che servite all’intercessione amorevole della Beata Vergine Maria, Patrona del vostro Collegio come Nostra Signora dell’Umiltà, e cordialmente imparto la mia benedizione apostolica.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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