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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AL DOTTOR GOTTFRIED BRAKEMEIER, PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE
MONDIALE LUTERANA
Giovedì, 23 aprile 1992
Signor Presidente Brakemeier,
1. Sono lieto di accogliere Lei e i delegati della Federazione Mondiale
Luterana in occasione della vostra visita in Vaticano. Quattro anni fa, quando
incontrai l’ex Presidente della vostra Federazione, il Vescovo Johannes
Hanselmann, notai, ringraziando per questo Dio Onnipotente, che negli anni
trascorsi dal Concilio Vaticano Secondo i Luterani e i Cattolici hanno fatto
molto progresso sulla via del superamento delle barriere di separazione e nel
rafforzamento dei legami di unità per mezzo sia del dialogo teologico sia di una
collaborazione pratica. Confido nel fatto che i nostri pazienti sforzi
continueranno a portare frutti per la piena unità di tutti coloro che hanno fede
nel Signore Risorto e che hanno sperimentato una nuova nascita per mezzo
dell’acqua e dello Spirito Santo (cf. Gv 3-5). L’impegno della Chiesa a
operare per l’unità cristiana deriva in primo luogo dalla sua obbedienza alla
volontà del Signore, che la notte prima di morire pregò affinché tutti i suoi
discepoli fossero uniti (cf. Gv 17-21). Come dono dello Spirito Santo,
l’unità della Chiesa di Cristo deve essere il segno e la promessa di quella più
profonda riconciliazione in Cristo che costituisce l’opera suprema della grazia
di Dio e che trascende ogni umano sforzo e iniziativa. L’obiettivo della piena
unità tra Cristiani verrà raggiunto secondo i disegni provvidenziali di Dio,
poiché Egli è il Signore della Storia. Ciò che Egli richiede da noi è la ferma
determinazione a rispondere alle richieste della sua costante grazia. Noi
riconosciamo che il nostro incontro odierno, nel rappresentare un passo
significativo di questo pellegrinaggio ecumenico, è un dono di Dio a noi. Io
prego che questo rafforzi il nostro impegno ad andare avanti, certi che la
speranza che questo Spirito infonde non ci lascerà delusi (cf. Rm 5-5).
2. Quest’anno segna il venticinquesimo anniversario del dialogo tra Cattolici
e Luterani, ed è opportuno che noi oggi ricordiamo con gratitudine i risultati
significativi che esso ha prodotto. Tramite il suo esame di problemi di
importanza vitale quali la giustificazione, natura e missione della Chiesa,
confido nel fatto che questo dialogo darà un contributo durevole al nostro
progresso verso l’unità nella fede apostolica. Poiché le due questioni che ho
menzionato sono così strettamente legate alla autentica proclamazione del
Vangelo, e poiché i disaccordi circa tali questioni ai tempi della Riforma
furono determinanti nel portare alle tristi divisioni che tuttora esistono, è
tanto più importante che esse siano esaminate con pazienza e in uno spirito di
fedeltà al Verbo che il Padre ci ha detto “in questi giorni” (Eb 1-2). A
questo proposito, voglio esprimere la mia convinzione che il dialogo ecumenico
debba tendere a una sempre più profonda comprensione del mistero della nostra
salvezza, compiuta per mezzo dell’Incarnazione, della Morte e della Resurrezione
di Gesù Cristo. In questa prospettiva, il dialogo teologico diventerà una fonte
di arricchimento reciproco e condurrà certamente a quella crescita nella verità
che il Signore ha promesso come opera del suo Spirito Santo (cf. Gv
16-13). Noi tutti conveniamo sul fatto che il raggiungimento dell’unità
Cristiana non potrà mai essere il risultato di un mascheramento delle differenze
o di una ricerca di un qualche minimo comune denominatore accettabile per tutti.
In realtà, “i nostri sforzi porteranno frutti nella misura in cui scopriamo e
accettiamo insieme la piena, autentica eredità della fede donata da Gesù Cristo
per mezzo dei suoi Apostoli” (Ecumenical Prayer Service, Uppsala, 9 giugno
1989).
3. È inoltre fonte di incoraggiamento il fatto che molte discussioni
teologiche, molti contatti ufficiali e progetti comuni tra Cattolici e Luterani
siano avvenuti in un clima di crescente carità fraterna. Tra gli avvenimenti
degli anni recenti che hanno contribuito a creare questa atmosfera più positiva,
ricordo con gratitudine la mia visita nei Paesi Scandinavi, una parte importante
della quale fu dedicata agli incontri ecumenici e ai servizi di preghiera. Né
posso omettere di ricordare la commemorazione del seicentesimo anniversario
della canonizzazione di Santa Brigida di Svezia, quando vescovi Luterani e
Cattolici mi affiancarono nei Solenni Vespri nella Basilica di San Pietro. La
straordinaria santità di quella grande donna, la cui testimonianza di amore per
Cristo e la Chiesa la rende un “fulcro di unità” (Omelia al Servizio Ecumenico
di Preghiera, 5 ottobre 1991) tra i Cristiani divisi di Europa, può fungere da
modello per tutti i credenti e infondere un impegno rinnovato per la nostra
unità per amore del Vangelo.
4. Egregi amici: alcuni giorni fa abbiamo celebrato la vittoria di Cristo sul
peccato e sulla morte. Colui che ha il potere di sconfiggere la morte sa anche
superare le divisioni tra i suoi fedeli. Con fiducia nell’amore riconciliante di
Colui “che in tutto ha potere di fare molto di più di quanto possiamo domandare
o pensare” (Ef 3-20), voglio esprimere la mia speranza che i rapporti tra
la Chiesa Cattolica e la Federazione Mondiale Luterana portino a una sempre
maggiore comprensione e a un servizio crescente del Vangelo tra tutti coloro che
credono che “Gesù è il Signore, a gloria di Dio Padre” (Fil 2-11). La
pace del Signore Risorto sia con tutti voi.
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Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana
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