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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PELLEGRINI DELLA PARROCCHIA DI SANTA MARIA MAGGIORE
DI MONTEFORTE D’ALPONE

Sabato, 25 aprile 1992

 

Carissimi fratelli e sorelle,

1. Desidero anzitutto manifestarvi la mia gioia per questo incontro e porgere il mio cordiale benvenuto a tutti e a ciascuno di voi. Saluto in particolare il vostro Parroco, il Vicario Parrocchiale, le Reverende Suore e le numerose coppie di sposi presenti. In occasione della solennità dell’Immacolata, voi avete dato inizio alle celebrazioni commemorative del Centenario della Consacrazione della vostra Parrocchia. Ora siete venuti in pellegrinaggio a Roma, per rinnovare, in maniera concreta e visibile, la comunione profonda che vi lega alla Chiesa universale e al Successore di Pietro.

2. So, inoltre, che state compiendo un impegnativo itinerario di fede per vivere con più grande intensità il dono della grazia, ricevuto con il Battesimo. Al fonte battesimale siete stati resi “pietre vive”, poggiando la vostra vita spirituale su Cristo, “pietra angolare” della nostra salvezza. Su Cristo è costruita la vostra Comunità, edificio spirituale di cui è simbolo adeguato la vostra Chiesa parrocchiale, realizzata con notevoli sacrifici da coloro che vi hanno preceduto. La vostra parrocchia vi richiama costantemente alla radicale dedizione evangelica, che deve caratterizzare l’esistenza di ogni cristiano. Proprio per tale motivo, voi comprendete quanto essa sia importante: dopo la famiglia è la prima scuola della fede, della preghiera, della piena vitalità cristiana; essa è anche il primo campo della carità ecclesiale e dell’azione pastorale e sociale; è il terreno più adatto a favorire il sorgere di vocazioni sacerdotali e religiose. Già nell’Esortazione apostolica Catechesi tradendae, ebbi occasione di dire che “lo si voglia o no, essa resta il punto capitale di riferimento per il popolo cristiano e anche per i non praticanti” (n. 67). La Parrocchia, inoltre, può essere definita autentica “comunità di apostolato”, che ha ricevuto la missione di annunciare il messaggio salvifico e servire la causa del Regno di Dio. Essa, aperta a chiunque, è chiamata a far conoscere Gesù a ogni uomo che lo cerca e condurre tutti sulla via del suo Vangelo. Carissimi, ecco il modo migliore per celebrare il Centenario della vostra Parrocchia, dedicata alla Beata Vergine Maria. Vi aiuti proprio Lei, Maria Santissima, a riscoprire le radici della vostra fede, a rinnovare il vostro impegno battesimale, a testimoniare con coerenza il prezioso dono della comunione che il Signore vi elargisce ogni volta che vi accostate al suo altare.

Saluto anche i pellegrini provenienti dalla Parrocchia del Santissimo Salvatore di Modica, in provincia di Ragusa. Carissimi, vi auguro che la visita a Roma, alle sue Basiliche e ai luoghi santificati dal sangue dei Martiri, in particolare alla Tomba dell’Apostolo Pietro valga a corroborare la vostra fede, ravvivando in ciascuno il proposito di farsi testimone coraggioso di Cristo nel proprio ambiente.

A tutti la mia affettuosa benedizione.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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