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VISITA ALLA PARROCCHIA DI SANTA MARIA DEL BUON CONSIGLIO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Domenica, 6 dicembre 1992

 

Alla popolazione del quartiere 

Al suo arrivo Giovanni Paolo II saluta le migliaia di fedeli che si sono radunati, fin dalle prime ore del mattino, davanti alla chiesa parrocchiale di Santa Maria del Buon Consiglio, sulla via Tuscolana. Ecco le parole pronunciate dal Santo Padre.  

Sia lodato Gesù Cristo,

Ho pensato vedendo tanti giovani, tutti giovani, che si sono alzati presto e proprio la seconda Domenica di Avvento quando, durante questo periodo di preparazione al Natale, la Chiesa ci ricorda continuamente di alzarci, di alzarci presto, per essere pronti all’incontro. Questo incontro, che noi aspettiamo nella Liturgia nella Notte dei Natale, è un anticipo di un incontro decisivo e la nostra vita ha una ragione grazie a questo incontro.

Se non ci fosse la prospettiva di questo incontro la nostra vita sarebbe vana, non avrebbe più senso pieno. È il tempo di svegliarci, di non dormire più, ci dice la Liturgia. Sì, si deve dormire la notte, si deve riposare la notte, ma spiritualmente si deve essere sempre svegli, sempre pronti a questo grande incontro. Ecco l’augurio che vi faccio all’inizio di questa visita nella vostra parrocchia salutando tutti presenti, salutando tutti i parrocchiani, presenti e non presenti in questo momento.

Ho visto e ho sentito che c’è anche una parte di ospiti venuti da Treviso. Li saluto nel nome di San Pio X, grande Predecessore di tutti noi Vescovi di Roma, all’inizio di questo secolo.

Sia lodato Gesù Cristo!  

Al Consiglio pastorale della Parrocchia di Santa Maria del Buon Consiglio 

Dopo la Santa Messa, Giovanni Paolo II incontra i componenti del Consiglio Pastorale, in una saletta accanto alla chiesa. È il responsabile del Consiglio, a rivolgere al Papa parole di benvenuto. A questo saluto il Papa risponde con il seguente discorso.  

Ringrazio di cuore per questo incontro, ringrazio per le parole del vostro presidente che ha presentato il dinamismo di questi 70 anni, in modo molto essenziale, perché è come un succedersi delle generazioni, non solamente nel senso temporale, degli anni, ma nel senso di una viva tradizione. Tradizione, “traditio”, vuol dire trasferimento della fede, dei contenuti, dei valori, della forza, della bellezza, dell’impegno: ecco in queste parole, in questa visione, si riassume il dinamismo proprio della vostra parrocchia, di questi 70 anni che sono passati.

Sono tanto grato alla Provvidenza di poter oggi compiere questa visita, realizzando quel desiderio di una ragazza. Le parole che ha scritto le avete ricordate e io sono grato al Signore e alla Madonna che mi ha permesso di realizzare, di attuare queste parole.

Siete la parrocchia dedicata alla Madre di Cristo, Maria del Buon Consiglio, e io penso che siamo a buon punto, specialmente nell’incontro con il consiglio parrocchiale. Certamente la prima buona “consigliera” di questa comunità è la Madre di Cristo, come lo è stata anche per il Concilio, come ricorda l’affresco nel presbiterio. È la prima buona “consigliera” della parrocchia, del parroco, e di voi tutti, carissimi fratelli e sorelle, attraverso la sua premura materna. Voi siete i portatori dei buoni consigli tanto utili e necessari per la vita di una comunità cristiana, di una comunità della Chiesa, una delle comunità della Chiesa di Roma, ce ne sono oltre 300, una delle comunità nel mondo, sono tantissime e sono come le cellule del corpo, il Corpo di Cristo.

Vi ringrazio del vostro impegno e della vostra collaborazione e per i consigli, che vengono dalla fede e dall’amore per la Chiesa, che portate insieme al vostro parroco a compimento per far progredire la comunità cristiana che è cresciuta molto numericamente e si cerca come farla crescere anche cristianamente, spiritualmente. È una grande parrocchia, e penso che il metodo che è stato scelto, il metodo di penetrazione apostolica nei diversi ambienti, anche nei piccoli gruppi, nelle case, nelle famiglie, è un metodo più adeguato a questa situazione. È anche il metodo più evangelico, secondo l’analogia di questo lievito che penetra.

Allora vi auguro una buona continuazione in questo senso e poi vi auguro anche tutto il bene per le vostre persone, per le vostre famiglie e per la vostra parrocchia. Buon Natale.  

Ai fedeli riuniti nell’oratorio 

Migliaia di persone si sono riunite nel cortile dell’oratorio per salutare il Papa. Bambini, giovani ed anziani insieme. L’indirizzo di omaggio è pronunciato da un bambino, Andrea. Quindi il direttore dell’oratorio, illustra al Santo Padre come si svolge l’attività catechetica nella parrocchia di Santa Maria del Buon Consiglio. Questo il discorso pronunciato da Giovanni Paolo II.  

Sia lodato Gesù Cristo!

Giovedì sera sono venuti da me i vostri sacerdoti, il parroco e due vice-parroci, e, cosa interessante, mi hanno parlato soprattutto di questo oratorio. Allora oggi mi trovo in questo oratorio durante la visita alla vostra parrocchia.

Saluto tutti i presenti. Si vede che ci sono diverse generazioni, dai piccoli fino agli anziani, tutti si sentono legati a questo oratorio, probabilmente tutti sono passati attraverso questo oratorio e hanno conservato una memoria grata, riconoscente, per questa esperienza parrocchiale.

Allora io sono d’accordo con questa opinione, che cioè l’oratorio è un’esperienza molto valida. Se la paragoniamo con la scuola, la scuola insegna e insegnare vuol dire trasferire i contenuti della fede, ma non basta sapere i contenuti della fede, anche a memoria, bisogna vedere come fare di questa fede una vita.

Ecco l’oratorio, un’esperienza tipicamente italiana e della vostra parrocchia, appunto ci introduce in questa dimensione della catechesi: come imparare a vivere questi contenuti della fede nella vita quotidiana; come pregare, sì nel nostro lavoro, ma anche nel nostro divertimento, nei nostri giochi, in tutto quello che è parte importante dell’oratorio.

Gesù ci ha detto che si deve pregare continuamente, ma come pregare, quando noi dobbiamo imparare nelle nostre lezioni e, più grandi, dobbiamo poi lavorare e dobbiamo anche divertirci e fare i giochi, come pregare continuamente? L’oratorio ci dice come si fa a pregare anche fuori, come la preghiera può permeare tutto quello che costituisce il tessuto della nostra vita.

Così certamente l’oratorio è un’esperienza di una scuola, di grande valore per tutti i cristiani. Vorrei augurarvi una buona continuazione di questa esperienza iniziata qui da Arnaldo Canepa, sepolto nella vostra chiesa, a memoria dei suoi meriti. Vi saluto come anche saluto tutti i parrocchiani che si trovano nei palazzi adiacenti e voglio benedire tutti. Grazie per questo incontro.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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