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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AL MOVIMENTO CRISTIANO LAVORATORI
NEL XX ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE

Sabato, 12 dicembre 1992

 

Carissimi fratelli e sorelle!

1. Con grande gioia vi incontro quest’oggi così numerosi, nel ventesimo anniversario di fondazione del vostro Movimento.

Saluto con affetto, insieme con i Cardinali Ursi e Ruini e i Vescovi presenti, il vostro Presidente, il Signor Nazareno Figorilli, che ringrazio per l’indirizzo rivoltomi, i Signori Ministri del Lavoro e degli Affari Sociali, i dirigenti nazionali, regionali, provinciali, i delegati provenienti da altre nazioni, tutti i membri del Movimento qui presenti o spiritualmente a noi uniti. Con l’odierna visita voi avete voluto sottolineare ancora una volta l’ispirazione cristiana che caratterizza la vostra associazione, la fedeltà che vi congiunge alla Chiesa, e il vostro attaccamento al Successore di Pietro. Vi ringrazio per così eloquente testimonianza di affetto e di comunione ecclesiale e tutti cordialmente vi saluto. Siate i benvenuti!

2. L’occasione celebrativa, che vi ha offerto l’opportunità di riunirvi, rappresenta anche un momento adatto per fare un bilancio del cammino sinora percorso e per individuare, in pari tempo, prospettive d’impegno per l’avvenire. Con voi mi rallegro per quanto l’Associazione ha fatto sino a oggi e con voi rendo grazie a Dio dei benefici che Egli vi ha accordato. Con voi e per voi ripeto al Padre di ogni bene: “Mostraci, Signore, la tua via, guidaci sul retto cammino” (cf. Sal 27, 11). Dieci anni fa, in analoga circostanza, vi dicevo: “Compito di un movimento come il vostro è, innanzitutto, quello di essere testimoni di Cristo nel mondo del lavoro. Si tratta di un compito ecclesiale, in cui tutta la comunità cristiana deve sentirsi impegnata, ma in modo particolare dei lavoratori che sono animati dalla fede cristiana” (Insegnamenti di Giovanni Paolo II, V/3 p. 1641). Guardando agli anni trascorsi, sono lieto di costatare che a tale consegna siete rimasti fedeli. Il vostro Movimento, infatti, ha proseguito con entusiasmo e ardore evangelico il suo itinerario apostolico in Italia e in Europa; ha pure intrapreso nuove iniziative in alcuni Paesi dell’Est europeo e in America. Ed ora è vostro impegno e ferma determinazione andare avanti con generosità, dedicando all’associazione nel tempo libero il meglio delle vostre energie. Così agendo vi rendete benemeriti di una testimonianza davvero significativa in un periodo storico complesso e tormentato come quello che stiamo vivendo. Il nostro tempo è in effetti segnato da un corrosivo processo di dissolvimento dei valori umani fondamentali. Di fronte a tale minaccia, i cristiani sono chiamati a impegnarsi personalmente e in forma comunitaria, unendo i loro sforzi nell’annuncio del Vangelo e nella applicazione alla vita della dottrina sociale della Chiesa. Questo impegno unitario è oggi più che mai urgente, anche se le modalità di intervento possono essere molteplici, giacché l’unità dei cristiani è di tipo organico, pluriforme, e pertanto rispettosa delle legittime diversità. Il vostro Movimento, nato come sofferta e responsabile diversificazione in un momento storico difficile, costituisce un’espressione concreta di tale pluriformità. Questa tuttavia, per sua natura, deve essere continuamente verificata alla luce del primato della comunione, che costituisce un’esigenza ineludibile del rapporto tra fratelli di fede, e comporta esigenti implicazioni anche sul terreno sociale e civile.

3. A tale impegno di rinnovata testimonianza, il Movimento Cristiano Lavoratori porta una sensibilità matura, dovuta alla forte nota di ecclesialità che lo contraddistingue. Esso infatti volentieri si ispira a quei criteri che nell’Esortazione apostolica Christifideles laici ho indicato come essenziali per il riconoscimento del carattere ecclesiale delle aggregazioni laicali. Su due di essi vorrei particolarmente richiamare la vostra attenzione. Il primo è quello della “comunione salda e convinta”, da vivere innanzitutto nel rapporto filiale con i Vescovi e il Successore di Pietro, ma da sviluppare anche nei confronti degli altri fratelli di fede, riconoscendo le caratteristiche proprie di ciascuno, disponibili sempre alla reciproca collaborazione (cf. Christifideles laici, 30). Tale istanza deve costituire un costante punto di riferimento pure per le associazioni di lavoratori cristiani. Pur nella ricchezza delle rispettive tradizioni, esse sono chiamate ad esplorare possibilità di organica collaborazione e, quando le circostanze ne suggeriscono l’opportunità, finanche di unificazione, perché, attraverso la testimonianza di comunione dei suoi figli, la Chiesa possa svolgere in un mondo lacerato il suo compito di sacramento di unità (cf. Lumen gentium, 1). Il secondo criterio di ecclesialità, sul quale vorrei attirare la vostra attenzione, è la partecipazione al fine apostolico della Chiesa (Christifideles laici, ivi). Come ho avuto modo di affermare nell’Enciclica Redemptoris missio (cf. n. 71), è oggi più che mai necessario che la dimensione missionaria della Chiesa sia assunta in prima persona da tutti i battezzati e dalle loro più svariate aggregazioni, nei modi consoni alle finalità di ciascun gruppo. Il Movimento Cristiano Lavoratori è dunque chiamato a portare il suo contributo a questa vasta opera della nuova evangelizzazione, cui la Chiesa si sente fortemente chiamata, annunciando e testimoniando il “vangelo del lavoro”, la sua dignità, i suoi diritti e doveri, secondo la traccia ampiamente sviluppata dal magistero della Chiesa dalla Rerum novarum alla Centesimus annus. Si tratta di un annuncio diventato ancora più urgente dopo che il crollo del marxismo ha lasciato campo aperto all’ideologia liberista, che tende a sottovalutare le esigenze etiche a cui anche l’economia di mercato deve sottostare, per essere a servizio dell’uomo. La grande posta in gioco è appunto l’uomo, al quale il cristianesimo riconosce l’altissima dignità di “immagine di Dio”, l’uomo, che la Chiesa considera, in Cristo, la sua “prima e fondamentale via” (Redemptor hominis, 14).

4. Carissimi fratelli e sorelle! Muovendovi in questa linea, voi potrete proclamare con la vita la speranza cristiana, ai nostri giorni più che mai necessaria e sulla quale opportunamente avete riflettuto nel corso della vostra conferenza organizzativa.

La Chiesa vi è grata dell’apporto apostolico che prestate alla sua missione nel mondo, e attende ancora molto da voi, nella non facile fase storica che stiamo attraversando. Siate fedeli fino in fondo all’ispirazione cristiana e all’ecclesialità del vostro movimento. Cercate di far convergere ancora più decisamente i vostri sforzi con quelli degli altri lavoratori cristiani organizzati, per una presenza cristiana sempre più unita ed efficace nel sociale. Vi renderete così benemeriti della Chiesa e della società, e il Signore guiderà i passi della vostra Associazione verso traguardi arditi e fecondi di bene.

Vi accompagni e vi sia di incoraggiamento la benedizione apostolica, che di cuore imparto a voi qui presenti e all’intero vostro Movimento.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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