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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI VESCOVI DEL GALLES
IN VISITA «AD LIMINA APOSTOLORUM»

Giovedì, 17 dicembre 1992

 

Cari fratelli Vescovi,

Sono lieto di porgere il benvenuto a voi, Pastori della Chiesa del Principato del Galles, in occasione della vostra visita “ad limina”. Attraverso di voi posso raggiungere gli amati sacerdoti, religiosi e laici dell’Arcidiocesi di Cardiff e le Diocesi di Menevia e Wrexham al fine di assicurare la mia vicinanza spirituale e il mio affetto: “E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti ad esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo” (Rm 15, 5-6). Mi è di grande conforto sapere che, sebbene le vostre comunità Cattoliche siano in molti casi piccole e molto lontane fra loro, voi nutrite un forte sentimento di unità e di comunione con la Chiesa universale e con la Sede di Pietro.

Di recente ho avuto la gioia di presentare il Catechismo della Chiesa Cattolica, un ulteriore importante risultato del Concilio Vaticano II e un dono di immenso valore dal “Padre della luce, nel quale non c’è variazione né ombra di cambiamento” (Gc 1, 17).

Insieme alla Riforma della Liturgia e al Nuovo Codice di Diritto Canonico, il nuovo Catechismo costituisce il solido fondamento del rinnovamento ecclesiale intrapreso dal Concilio. I Vescovi hanno la particolare responsabilità di garantire che il bene della dottrina e della disciplina contenuto in queste fonti raggiunga i fedeli in maniera completa ed efficace affinché i disegni di Dio per la Chiesa, all’alba del nuovo Millennio Cristiano, vengano compiuti nella più grande fedeltà alla sua parola rivelata e attraverso varie ed efficaci opere di fede e di amore.

Il catechismo offre all’intera Chiesa una dichiarazione e una spiegazione della fede secondo la verità biblica e l’autentica Tradizione Cattolica, in un linguaggio che soddisfa meglio le esigenze del mondo di oggi. Come ho affermato quando ho presentato il catechismo: “La consapevole adesione alla genuina e completa dottrina rivelata, che il Catechismo sinteticamente presenta, non mancherà di favorire il progressivo compiersi del disegno di Dio, il quale vuole che “tutti gli uomini siano salvi e giungano alla cognizione della verità” (1 Tm 2, 4) ... Tracciando le linee della identità dottrinale cattolica, il catechismo può costituire un amoroso appello anche per quanti non fanno parte della comunità cattolica” (Presentazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, 7 dicembre 1992, nn. 7-8).

In esso sono racchiusi i due orientamenti del vostro ministero pastorale: insegnare la fede e rafforzare la vita cristiana dei membri della Chiesa, e allo stesso tempo, creare una comprensione sempre più profonda e una collaborazione sempre più stretta con gli altri Cristiani. Vi incoraggio a proseguire nello svolgimento di questi compiti in armonia l’uno con l’altro e in stretto contatto con tutta la comunità cattolica attraverso la Conferenza Episcopale dell’Inghilterra e del Galles.

Un aspetto specifico della vita della Chiesa nelle vostre Diocesi è la crescente attenzione che viene dedicata all’uso della lingua Gallese nella Liturgia. Non è soltanto una questione di interesse storico, ma anche un importante elemento dell’intera questione dell’inculturazione della fede nella vita della vostra gente. Stabilito che “Siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, umili” (1 Pt 3, 8), dovreste gioire del fatto che la lode a Dio viene proclamata e cantata nella lingua originale del Galles. In quanto Pastori, saprete come bilanciare l’aspetto dell’esperienza delle vostre comunità con l’apertura completa a membri del gregge, che sono arrivati di recente, molti dei quali sono immigrati da diverse parti d’Europa e del mondo. Possa Cristo essere servito in tutte le cose attraverso l’amore evangelico per il prossimo.

Un’altra preoccupazione che affido in particolar modo alla vostra preghiera e alla vostra azione pastorale è costituita dalla vocazione e dal ministero dei vostri sacerdoti. Essi sono i vostri principali collaboratori, vostri fratelli e amici poiché condividono il vostro stesso sacerdozio (cf. Presbyterorum ordinis, 7). Nel costruire la Chiesa, dovrete dedicare i vostri maggiori sforzi a servire i vostri sacerdoti e a sostenerli nelle loro necessità. Spero che voi li andrete a trovare spesso nelle loro case e che essi vi troveranno pronti a riceverli quando busseranno alla vostra porta. Possa il presbiterato in ognuna delle vostre diocesi produrre opere di santificazione, di evangelizzazione e di servizio.

Cari fratelli Vescovi, vi assicuro le mie costanti preghiere per voi e per le chiese di cui vi occupate. Ho un vivo ricordo della mia visita in Galles che risale a più di dieci anni fa e in particolar modo del coinvolgente incontro con i giovani presso il Ninian Park. Sono lieto di sapere che il 28 giugno di quest’anno avete commemorato quell’evento con una processione Eucaristica che ha registrato una forte partecipazione, a Cardiff. Prego affinché il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo continuino a benedire i vostri sforzi con crescente vita cristiana e santità. Possano Maria, Madre del Redentore, e San David, vostro patrono, intercedere per coloro, tra di voi, che sono poveri e deboli, in particolar modo per i malati, i disoccupati, gli anziani e per tutti coloro che possono sentirsi soli e abbandonati. Agli amati Cattolici del Galles imparto la mia benedizione apostolica come voto di forza e di pace in nostro Signore Gesù Cristo.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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