 |
VIAGGIO PASTORALE IN SENEGAL, GAMBIA E
GUINEA
CERIMONIA DI CONGEDO
DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II
Aeroporto Yoff di Dakar (Senegal) -
Domenica, 23 febbraio 1992
Signor Presidente,
Dopo le giornate tanto intense che ho appena trascorso in Senegal, la
ringrazio per avermi accompagnato nel momento in cui parto per una nuova tappa
del mio viaggio pastorale.
Sono grato per la presenza di tanti distinti rappresentanti del Governo e dei
Corpi costituzionali della Repubblica. È grande la mia gratitudine per
l’accoglienza che Sua Eccellenza e i suoi compatrioti mi hanno riservato con
tanta delicatezza, nella nobile tradizione della teranga, cara al vostro
popolo. Desideravo compiere da anni questa visita. Ecco che la mia attesa è
esaudita. In seguito a numerosi contatti, avevo già potuto apprezzare le
profonde qualità umane dei Senegalesi, uomini e donne. Ma ora riparto con dei
ricordi vivi e concreti. È nella memoria del cuore che resteranno impressi i
visi, gli sguardi o le voci di tanti uomini e donne di tutte le generazioni,
incontrati durante il mio tragitto. Dakar, Ziguinchor e Poponguine saranno d’ora
in poi molto più che dei luoghi ricchi di storia, delle città in cui sono stato
felice di scoprire un popolo caloroso con il suo prezioso patrimonio ancestrale,
il suo senso spirituale e la sua coraggiosa determinazione di costruire
l’avvenire.
Signor Presidente, in questo momento emozionante, il mio pensiero si rivolge
verso tutti i suoi compatrioti che avrei voluto salutare personalmente, in
particolare verso quanti non hanno potuto partecipare alle nostre festose
riunioni, costretti dalla distanza, o anche trattenuti dalla malattia e da molte
altre dolorose circostanze. Esprimo ad essi la mia viva simpatia. Esprimo a
tutto il Senegal i più fervidi auguri. Che la nazione rafforzi incessantemente,
nel suo desiderio di condivisione, la sua coesione per affrontare le difficoltà
e continuare la costruzione già iniziata grazie ai notevoli talenti dei suoi
figli! Spero che raggiungiate insieme una maggiore prosperità, unendo tutte le
vostre forze in una vita pubblica resa dinamica dal suo clima di libertà e di
reciproca tolleranza.
Eredi di una cultura che avete saputo irradiare ben oltre le vostre
frontiere, voi accogliete anche gli apporti della modernità; conservando il
meglio del patrimonio ricevuto dagli antenati, la vostra saggezza vi consentirà
di fondare la vostra società sui valori più degni dell’uomo, senza lasciarvi
invadere dai flagelli contemporanei che sfigurano l’umanità. Spero anche che la
solidarietà delle nazioni più favorite nel mondo vi aiuti a continuare lo
sviluppo del paese, in particolare per offrire le migliori possibilità ai
giovani mediante l’educazione, per proteggere la terra tanto minacciata in
questa zona del Sahel cui, come sapete, sono molto attaccato. La mia visita era
innanzitutto dedicata alla Chiesa cattolica del Senegal. Sono stato il felice
testimone del suo fervore nella fede e nella comune preghiera. È viva la mia
gratitudine per lo svolgimento delle magnifiche liturgie e degli altri incontri
che hanno costellato queste giornate. È il frutto visibile di una preparazione
intensa.
Così, cari fratelli e sorelle, questa visita pastorale del Vescovo di Roma
potrà darvi un nuovo slancio per compiere la vostra comune missione di discepoli
di Cristo. Per tutto quel che già è stato realizzato, rivolgo innanzitutto i
miei calorosi ringraziamenti ai vostri Pastori, al Cardinale Hyacinthe Thiandoum,
Arcivescovo di Dakar, a Mons. Théodore-Adrien Sarr, Presidente della Conferenza
episcopale, e agli altri Vescovi. Auguro loro di vedere le proprie comunità
diocesane diventare ogni giorno più vive, nella luce della fede, nel dinamismo
della speranza e nell’ardore della carità. Mi è stata data una gioia
particolare, quella di aver potuto compiere il pellegrinaggio a Poponguine,
vostro Santuario nazionale, in cui ho pregato con voi Nostra Signora
Liberatrice, ringraziandola perché veglia sui suoi figli del Senegal.
Porgo i miei auguri affettuosi e i miei incoraggiamenti a tutti quanti si
sono messi qui al servizio della Chiesa, ai sacerdoti, ai religiosi e alle
religiose, ai catechisti e a tutti i laici impegnati. Saluto molto cordialmente
tutti i battezzati che vivono nel paese. Dopo la mia visita, siete più vicini a
me e, a Roma, resterete presenti nella mia preghiera. Ho potuto rendermi conto
della sua lealtà alla patria e del suo desiderio di contribuire generosamente
alla sua prosperità e alla crescita umana dei suoi concittadini. Che Dio
sostenga i suoi sforzi disinteressati in favore della società senegalese!
Desidero anche rivolgere un saluto particolare ai Senegalesi, uomini e donne,
che appartengono ad altre tradizioni religiose. Ho apprezzato il loro desiderio
di dialogo e di collaborazione con i loro compatrioti cattolici. Che sia
concesso a tutti di vivere in sentimenti di rispetto reciproco e di amicizia!
Nel corso del mio soggiorno, ho apprezzato la preveggenza con cui le Autorità
civili hanno preso delle disposizioni per facilitare gli spostamenti e
assicurare il corretto svolgimento delle nostre varie riunioni. Ai responsabili
dei servizi e ai loro collaboratori, che hanno lavorato con discrezione ed
efficienza, esprimo tutta la mia gratitudine. Vorrei anche ringraziare
particolarmente i giornalisti e i tecnici dei mezzi di comunicazione che si sono
prodigati per consentire a un vasto numero di persone di seguire gli avvenimenti
successivi della mia visita, in Senegal e oltre le sue frontiere.
Signor Presidente, nel congedarmi, le rinnovo di cuore la mia rispettosa
gratitudine per le attenzioni di cui mi ha circondato. Le auguro di tutto cuore
la soddisfazione di adempiere con successo al suo compito al servizio della
nazione.
Che l’Onnipotente colmi il Senegal delle sue benedizioni!
©
Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana
|