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VIAGGIO PASTORALE IN SENEGAL, GAMBIA E GUINEA

CERIMONIA DI BENVENUTO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto «Gbessia» di Conakry (Guinea)
Lunedì, 24 febbraio 1992

 

Signor Presidente,

1. Sia benedetto Dio che mi dà la gioia di essere in Guinea, nel corso di questo ottavo viaggio pastorale in terra africana! Saluto rispettosamente Sua Eccellenza e la ringrazio per le sue parole di benvenuto, che ho molto apprezzato. Rivolgo anche un saluto deferente alle personalità governative che sono accanto a lei e, tramite la sua persona, è tutto il caro popolo di Guinea che sono felice di salutare al mio arrivo nel paese.

2. Saluto ora molto cordialmente Mons. Robert Sarah, Arcivescovo di Conakry e Presidente della Conferenza Episcopale di Guinea, con i miei fratelli nell’episcopato. Il Vescovo di Roma, per quanto possibile, considera un dovere rispondere agli inviti che gli sono rivolti di venire ad esercitare il suo ministero di successore di Pietro presso le Chiese locali: provo infatti una grande gioia a incontrare i Pastori e i fedeli della Chiesa cattolica che è in Guinea.

3. Si dice che per lungo tempo il termine “Guinea” è stato sinonimo di “paradiso” e che un tempo, in Europa, veniva definito “guineano” qualsiasi prodotto esotico di qualità eccezionale. Questo per dire quanto mi rallegro nel fare la conoscenza di un paese di cui si parla in termini tanto elogiativi. Purtroppo, la storia recente della Guinea testimonia che una terra felice può temporaneamente trasformarsi in valle di lacrime. Tuttavia, Signor Presidente, lei ha saputo intraprendere con saggezza e vigore un’opera coraggiosa di ricostruzione nazionale, nonostante numerose difficoltà. Sono stati definiti spazi di libertà. Le iniziative private e collettive hanno ripreso a funzionare. È stato elaborato un quadro giuridico che consacra l’uguaglianza e la fratellanza di tutti i figli del paese, senza distinzione di razza, di origine o di religione. Lo scorso dicembre, è stata promulgata la costituzione ed è nato il pluripartitismo. Inoltre si avverte un miglioramento nelle condizioni economiche generali del paese, in particolare nella vita quotidiana del contadino. Dio voglia che con la collaborazione sincera di tutti i guineani si perseguano, nella cooperazione, gli sforzi per promuovere i diritti dell’uomo, la giustizia e la democrazia! Nella comunità internazionale, la Guinea trova simpatia e sostegno. Mi auguro che essa mantenga rapporti sempre più fecondi con i suoi partner in Africa e nel mondo.

4. E io ora, saluto in modo molto particolare i cattolici della Guinea. Sono felice di venire a celebrare con loro e in mezzo a loro la fede che ci accomuna e che è tutta la nostra ragione di vita. Vengo a visitarli per confermarli nella loro religione, incoraggiarli nell’annuncio del Vangelo, nella costruzione della Chiesa e nel paziente lavoro di perdono e di riconciliazione. Spero che la mia visita permetta alla Chiesa di Guinea di rinnovarsi e di santificarsi, al fine di dare una testimonianza sempre più fedele di Gesù Cristo.

5. Saluto infine cordialmente i guineani musulmani, che costituiscono la grande maggioranza della popolazione del paese. Vengo a trovarli come amico degli uomini e come messaggero di pace. Rendo grazie all’Onnipotente per il clima di convivenza pacifica che esiste, in questo paese, tra Musulmani, Cristiani e quanti appartengono ad altre tradizioni religiose. Conosciamo l’importanza della dimensione spirituale nella crescita della persona e nella costruzione della società. Il futuro della Guinea è in funzione della qualità spirituale dei suoi abitanti. Possano essi, nel rispetto degli altri, promuovere con ardore un clima di pace, di unità e di amore fraterno!

6. Grazie, Signor Presidente, della sua accoglienza, che mi commuove. Fin d’ora le sono grato per aver facilitato la mia visita e i miei incontri con le popolazioni. Invoco di cuore le benedizioni di Dio su tutta la Guinea e sul suo avvenire. Che l’Altissimo conceda a tutti la gioia e la speranza.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

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