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VIAGGIO PASTORALE IN SENEGAL, GAMBIA E GUINEA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
DAVANTI ALLA GROTTA DELLA MADONNA DI LOURDES
NELLA CURIA ARCIVESCOVILE

Conakry (Guinea) - Martedì, 25 febbraio 1992

 

Cari fratelli e sorelle,

1. Nel momento in cui la mia visita pastorale volge al termine, eccoci riuniti nel recinto dell’Arcivescovado di Conakry, nella grotta costruita nel 1911 da Monsignor Lerouge. È un luogo che vi è caro e sono felice di essere qui con voi. Ogni anno, l’otto di dicembre, i fedeli delle quattro parrocchie della città di Conakry vi si riuniscono per celebrare l’Immacolata Concezione, festa dell’Arcidiocesi, e anniversario della consacrazione della Guinea a Maria. Amate venire in preghiera in questo luogo e offrire dei ceri. Nella Chiesa cattolica, si fa un uso costante di ceri o di lumi: a ogni messa; davanti al Santissimo Sacramento; davanti alle statue dei santi; durante la notte di Pasqua; al battesimo; intorno alle spoglie di un defunto. Fra i cristiani, la luce è sempre presente. Essa è segno di festa e di gioia. È segno di rispetto. Indica la presenza di qualcuno: come il lume del santuario. Per voi che venite ad accendere un cero davanti alla statua della Madonna, la fiamma simboleggia la preghiera del vostro cuore che cerca di salire verso Dio con l’aiuto di Maria, quando vi sentite nelle tenebre. Soprattutto, la luce ci ricorda Cristo, il Figlio di Maria. Il Vangelo narra che, il giorno in cui Gesù venne presentato al Tempio dai suoi genitori, un uomo giusto e religioso, chiamato Simeone, prese il bambino fra le braccia e benedisse Dio proclamando Gesù: “luce per illuminare le genti” (Lc 2, 32).

2. È il Cristo-Luce che abbiamo celebrato durante i nostri incontri di ieri e di oggi. È verso il Cristo-Luce che vorrei esortarvi di nuovo a guardare, con l’aiuto di Maria sua Madre. Durante gli anni della tempesta, la Guinea ha potuto conservare la luce di Cristo grazie alla preghiera. Voi avete resistito perché, specialmente con l’aiuto dei catechisti, avete continuato a pregare nei vostri villaggi, a leggere la Bibbia e a conoscere Dio. La preghiera vi ha mantenuti nel coraggio e nella dignità, con la speranza. Adesso i tempi sono cambiati. Nel vostro paese dove tutto è da ricostruire, vi siete rimboccati le maniche e vi siete messi al lavoro. Avete già ritrovato la cosa più importante: la speranza di vivere, la sicurezza di essere amati. Certo, vi sono ancora angoscia, paura, incertezza, ma potete ormai in piena libertà elevare la vostra preghiera al Signore tramite la Vergine Maria. Chiedete a Nostra Signora di ravvivare in ognuno di voi, uomini e donne, tutto ciò che vi è di buono, poiché il Signore ha messo dei talenti in ogni cuore guineano.

3. Sull’esempio di Maria, di cui San Luca ci dice che ricordava tutti gli avvenimenti riguardanti Gesù “e li meditava nel suo cuore” (cf. Lc 2, 19), approfondite la vostra fede in modo da diventare persone responsabili. Fra i mezzi che la Chiesa propone per accrescere la propria fede, vi è il rosario. So che il rosario è stato recitato quotidianamente nelle vostre parrocchie e nelle vostre comunità cristiane di base per preparare la visita del Papa. Dopo la mia partenza, continuate a recitarlo cercando di farne sempre più una meditazione personale sui grandi eventi della salvezza. Rivivete nella vostra memoria ciò che abbiamo vissuto insieme e meditate nel vostro cuore gli insegnamenti ricevuti ieri e oggi. Il rosario è una preghiera meravigliosa per semplicità e profondità. Noi ripetiamo le parole dell’Arcangelo Gabriele e quelle di Elisabetta a Nostra Signora. Su questo sfondo di “Ave Maria”, scorrono i principali episodi della vita di Gesù, riuniti in misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi. Con l’ausilio di Maria, noi entriamo in comunione con il Signore Gesù. Allo stesso tempo, introduciamo in queste decine del rosario gli avvenimenti che ci stanno più a cuore: quelli della nostra vita personale, della nostra vita familiare e della nostra vita nazionale. Offriamo a Dio, attraverso Maria, “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi, dei poveri soprattutto, e di tutti coloro che soffrono (che) sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo” (Gaudium et spes, 1). Vi esorto, cari fratelli e sorelle, a riscoprire sempre di più il valore del rosario, come preghiera personale, familiare e parrocchiale, al fine di crescere nella fede.

4. Crescere nella fede: questo è l’appello al quale dovete rispondere con tutti i vostri fratelli e le vostre sorelle cattolici del continente africano. È un lungo cammino, in cui si riceve la grazia di credere, in cui si approfondisce la fiducia in Dio, in cui si impara a vivere secondo la sua Parola. Insieme a Maria voi scoprirete che è in modo progressivo che si sviluppa in noi la vita cristiana. Lo stesso evangelista San Luca ci descrive Maria che accoglie e serba nel suo cuore l’annuncio della salvezza. Il Vangelo ce la presenta percorrendo a tappe la via della fede. Quando Gesù venne ritrovato nel Tempio, “presso suo Padre”, i suoi genitori “non compresero le sue parole” (cf. Lc 2, 50). La fede di Maria è cresciuta col tempo, fino alla prova del Calvario e la pienezza della Pentecoste. Adesso, essa ci precede e ci porta sullo stesso cammino. Anche voi, cari fratelli e sorelle, sappiate essere pazienti, e imparate a e io agire in tutti i campi in modo graduale, ponendovi all’ascolto gli uni degli altri. Che non vi sia una rivoluzione, bensì un’evoluzione armoniosa!

5. Infine, chiedete alla Vergine che non vada perduta nel vostro popolo quella grande qualità dell’anima che è la capacità di perdonare. Cristiani e cristiane della Guinea, proclamate sempre più il messaggio della riconciliazione. È il compito centrale della Chiesa: riconciliare l’uomo con Dio, con se stesso, con i suoi fratelli e con tutto il creato. Le vie della riconciliazione, le conoscete, passano per la conversione del cuore e la vittoria sul peccato, sia esso l’egoismo, l’ingiustizia, lo sfruttamento del prossimo, l’attaccamento ai beni materiali o la ricerca sfrenata del piacere.

Per costruire una riconciliazione profonda, sostenetevi sui tre pilastri che sono la Verità, la Giustizia e l’Amore. In tal modo il vostro caro paese conoscerà una pace duratura. È quella pace che insieme domanderemo rinnovando la nostra consacrazione a Nostra Signora di Guinea.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

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