The Holy See
back up
Search
riga

VIAGGIO PASTORALE IN SENEGAL, GAMBIA E GUINEA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI CATECHISTI E AI MEMBRI DEI CONSIGLI PASTORALI
NEL COLLEGIO DI SANTA MARIA DI DIXINN

Conakry (Guinea) - Martedì, 25 febbraio 1992

 

Cari amici,

1. Con voi, in questa bella assemblea in cui sono riuniti adulti e giovani, ho veramente l’impressione di trovarmi in famiglia e ne sono ben felice. Vi ringrazio per la vostra accoglienza così simpatica e vi saluto di cuore. Mons. Philippe Kourouma ha calorosamente presentato i catechisti della Guinea e i membri dei Consigli parrocchiali; voglio esprimergli la mia affettuosa gratitudine per queste parole. Ringrazio anche il fratello Superiore del Collegio Santa Maria per il suo racconto della storia e della vita di questa casa, a cui associa l’insieme dei religiosi e degli educatori laici che lavorano nel vostro paese.

2. Cari catechisti, mi rivolgo innanzitutto a voi, poiché meritate un posto d’onore nella Chiesa in Guinea. Dopo l’arrivo dei primi missionari, avete offerto alla Chiesa la possibilità di radicarsi in molti luoghi in cui i sacerdoti non potevano sempre essere presenti. Avete preso sul serio la vostra vocazione di battezzati per diventare a vostra volta portatori della Buona Novella e animatori fraterni delle comunità nascenti. E tutti sanno con quale zelo costante avete attraversato gli anni della prova, sostenendo il fervore dei vostri fratelli e sorelle, spesso privati della visita regolare dei pastori rimasti nel paese. Per tutto questo lavoro - oh, quanto ammirevole! - portato avanti con modestia, voglio rendervi omaggio ed esprimervi la gratitudine di tutta la Chiesa.

3. Quali catechisti, nel quadro della missione propria della Chiesa di Cristo, assolvete numerosi compiti che si completano. In modo esemplare, rispondete alla vocazione dei fedeli cristiani che assumono le loro responsabilità di battezzati nella comunità ecclesiale e nel mondo. Trascinate i vostri fratelli per formare insieme il popolo del Dio vivo nella fede, nella speranza e nella carità. Con l’istruzione religiosa e la preparazione ai sacramenti, con l’animazione della preghiera comune, aiutate i battezzati a progredire nella pietà e nel senso cristiano della loro vita, e allo stesso tempo aprite la via del battesimo ai catecumeni. Così, date un contributo importante alla costruzione della Chiesa e al consolidamento del popolo di Dio. Partecipate a diverse forme di apostolato, in particolare nei movimenti. Ma siete i primi a capire che questo edificio riceve la sua autentica struttura grazie ai ministri ordinati, ai quali il Signore ha affidato il potere di celebrare il suo sacrificio salvifico e di trasmettere la grazia del perdono. Penso che condividete la mia gioia per aver potuto ordinare sacerdoti, questa mattina, tre figli del vostro popolo. Catechisti, siate presenti nella vita quotidiana dei vostri villaggi o dei vostri quartieri. Lì siete testimoni del Vangelo nel modo onesto e generoso di assolvere il vostro compito di uomini, di testimoniare uno spirito di servizio generoso e una preoccupazione costante di buona intesa e di aiuto reciproco. È essenzialmente attraverso l’azione dei laici che la Chiesa desidera servire con lealtà la promozione dell’uomo, il rispetto della vita e la pace sociale. La vostra azione personale e la vostra influenza di animatori vi mettono in prima fila per il lavoro di trasformazione positiva del mondo, che i discepoli di Cristo cercano di realizzare.

4. I vostri pastori ripongono grande fiducia in voi, che vi prodigate instancabilmente. So che affrontate fedelmente e con discrezione i vostri numerosi doveri. Vorrei salutare qui le vostre famiglie, che si sottopongono a molti sacrifici perché possiate essere disponibili; si assoggettano in particolare a una vera povertà. Meritano tutta la nostra stima per questo modo di partecipare alla vostra missione. Offrono un bell’esempio di focolari aperti agli altri. Che le vostre spose e i vostri figli siano ringraziati per questo! Vorrei aggiungere ancora una parola per voi, cari catechisti: cercate nella preghiera personale e familiare la forza per continuare il vostro servizio disinteressato: siate i familiari di Cristo, i familiari della sua Parola; meditate i doni di Dio prendendo come guida e Madre la Vergine Maria. Essa vi sostiene nella speranza e nell’amore dei vostri fratelli; come mi piace dire, vi precede nel pellegrinaggio della fede che è il cammino dell’uomo.

5. Nella vostra assemblea, vi sono anche i membri dei Consigli parrocchiali. Cari amici, colgo questa occasione per rivolgervi una parola di incoraggiamento. Da voi le parrocchie sono grandi, con comunità locali numerose e spesso lontane le une dalle altre. È bene che i loro rappresentanti si incontrino, sotto la guida del parroco, poiché questo permette di coordinare le azioni. I consigli pastorali sono stati voluti dalla Chiesa, soprattutto dopo il Concilio Vaticano II, perché la missione evangelica non può essere portata avanti se non con l’insieme dei fratelli: ognuno prende la sua parte di fardello, ognuno porta la sua esperienza. I consigli sono un luogo esemplare per la collaborazione dei laici con i sacerdoti, pastori del gregge in nome di Cristo. Ben concepiti, i vostri consigli possono essere una di quelle articolazioni del Corpo di Cristo di cui parla San Paolo in un passaggio della Lettera agli Efesini che vi lascio meditare: “Vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo, dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità” (Ef 4, 15-16).

6. Siamo riuniti in una casa consacrata all’educazione. Ciò è evidente, cari giovani che ci circondate. Avete forse trovato troppo serio quel che ho appena detto ai più grandi di voi. Ma sono contento di aver potuto incontrare dei laici cristiani responsabili in una scuola. Vi fanno scoprire la gioia rappresentata dal servizio ai loro fratelli. Provenite da luoghi diversi, molti tra voi non condividono la nostra fede, ma entrate qui in una vera comunità educativa. In quello che mi è stato detto, ho notato la preoccupazione per il lavoro comune degli educatori e dei genitori con voi giovani. La vostra formazione non sarebbe completa se non aveste una buona possibilità di dialogo con gli adulti. Venite a cercare il sapere, certo, ma imparate anche a vivere insieme. Dovete prepararvi ad essere utili, a servire gli altri. Vi ponete certamente anche delle domande sul senso della vostra vita: da dove viene? dove vi porta? Gli adulti sono qui per aiutarvi a scoprire delle risposte alle domande più importanti. Ieri sera ho parlato di numerosi aspetti della vita con un gran numero di giovani; senza dubbio c’eravate anche voi. Allora mi limito a dirvi: buon lavoro, coraggio per costruire il vostro avvenire! E che Dio vi illumini ogni giorno! A nome vostro, vorrei anche ringraziare i fratelli del Sacro Cuore, insieme con i professori e agli educatori laici del Collegio, per il loro lavoro e la loro dedizione. Assicuro loro, così come assicuro tutti i religiosi e le religiose in missione educativa in Guinea, che la Chiesa apprezza il servizio che essi rendono ai giovani, continuando una lunga tradizione tuttora vivente. Spero che avranno il sostegno necessario per sviluppare ulteriormente la loro opera.

Nel momento del commiato, vorrei porgere a tutti i miei affettuosi auguri. Affido le vostre responsabilità e il vostro futuro all’intercessione di Santa Maria, la Madre di Gesù, Patrona di questa Casa. E vi benedico nel nome del Dio vivente.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

top