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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI MEMBRI DELL
’ASSOCIAZIONE «SS. PIETRO E PAOLO»

Sabato, 4 gennaio 1992

 

Carissimi fratelli e sorelle!

1. Leggo sui vostri volti la gioia per questa Udienza, che riveste un valore e un significato del tutto singolari. Normalmente, infatti, ci siamo incontrati, da alcuni anni, accanto al Presepio, nella sede della vostra Associazione, situata nell’interno della “Casa del Papa”. Oggi siamo qui nell’Aula della benedizione, e sono presenti anche i vostri congiunti, i vostri genitori e i vostri figli. Intendiamo, così, commemorare in modo solenne il ventennale di fondazione del vostro Sodalizio. Siate tutti i benvenuti! A ciascuno di voi, membri dell’Associazione, a voi familiari e a quanti avete voluto intervenire, rivolgo il mio cordiale saluto, accompagnato da fervidi auguri per il Nuovo Anno appena iniziato. Ringrazio, in maniera particolare, il vostro Presidente per le cordiali parole che mi ha rivolto poco fa a nome di tutti; saluto i vostri Assistenti spirituali e coloro che hanno preparato con cura l’odierno nostro Incontro.

2. L’Associazione “Ss. Pietro e Paolo” è sorta - quale erede dei valori spirituali della Guardia Palatina d’Onore di Sua Santità - al fine di rendere “una particolare testimonianza di vita cristiana, di apostolato e di fedeltà alla Sede apostolica”, come afferma incisivamente il primo articolo dello Statuto, approvato dal mio predecessore, Paolo VI, nel 1971. Dopo vent’anni, gli obiettivi spirituali e apostolici del Sodalizio non solo conservano tutta la loro rilevanza, ma acquistano un valore sempre più attuale. Il vostro è un apostolato che intende radicarsi profondamente nell’amore a Cristo e al suo Vicario sulla terra; una missione che vi conduce da una parte a svolgere compiti di servizio al Papa - e di questo voglio vivamente ringraziarvi -, ma soprattutto vi spinge ad essere diffusori di giustizia e di solidarietà, testimoni di fede e di carità nei vari ambienti nei quali vivete e operate quotidianamente. Si potrebbe quasi dire che il ruolo specifico a voi affidato è quello di costruire un legame più stretto e significativo di conoscenza e di fedeltà tra la Sede apostolica, la Chiesa di Roma e la Città. Le vostre attività professionali e lavorative vi pongono a contatto con tante persone per le quali voi costituite i più immediati messaggeri della Parola di salvezza da Cristo affidata alla sua Chiesa. Grande è pertanto la vostra responsabilità e importante è la missione che Iddio vi affida. Siatene consapevoli sempre e ringraziatene il Signore. Per potere, tuttavia, rispondere fedelmente al disegno di Dio, dovete costantemente alimentare lo spirito con la fervente preghiera, con la continua meditazione della Parola di Dio e il docile ossequio al Magistero della Chiesa, con l’assidua frequenza dei Sacramenti, la ricerca fedele della volontà divina in tutte le circostanze, e con la generosa e operosa carità verso i fratelli bisognosi.

3. In ogni momento siate pronti “a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (1 Pt 3, 15). Queste parole dell’Apostolo Pietro costituiscono l’augurio che vi rivolgo in occasione del ventennale dell’Associazione, e allo stesso tempo rappresentano l’impegno che vi affido oggi per una personale riflessione e una quotidiana realizzazione. A voi, a ciascuno di voi, Cristo ha offerto, come dono da condividere e come seme da far crescere, il Vangelo della speranza. Cercate con tutte le forze di alimentarlo, farlo fruttificare e diffonderlo mediante una coerente ed esemplare testimonianza di vita cristiana. Si tratta, certo, di un paziente lavoro ascetico e missionario, che inizia in famiglia, cellula viva della Chiesa e della società.

Carissimi fratelli e sorelle, non dimenticate mai che il vostro primo apostolato è proprio quello che svolgete in famiglia e che il nucleo familiare cristiano, nato dal sacramento del Matrimonio, è chiamato a rendere “manifesta a tutti la viva presenza del Salvatore del mondo e la genuina natura della Chiesa, sia con l’amore, la fecondità generosa, l’unità e la fedeltà degli sposi, che con l’amorevole cooperazione di tutti i suoi membri” (Gaudium et spes, 48). Vi guidi in questo cammino la Vergine Santissima, che nella vostra Associazione invocate con il titolo di “Virgo Fidelis”.

Vi proteggano i Santi Patroni, gli Apostoli Pietro e Paolo.

Vi accompagni anche la mia benedizione, che volentieri imparto a ciascuno di voi e alle vostre famiglie, in particolare ai fanciulli, ai ragazzi e alle ragazze presenti a questo festoso Incontro.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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