The Holy See
back up
Search
riga

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI VESCOVI DELLA PUGLIA
IN VISITA «AD LIMINA APOSTOLORUM»

Giovedì, 16 gennaio 1992

 

Venerati fratelli nell’Episcopato!

1. Con grande gioia porgo a ciascuno di voi il mio cordiale benvenuto e sono lieto di accogliervi in quest’incontro familiare, che ci offre l’opportunità di sperimentare insieme la realtà consolante delle parole del Salmo: “Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme!” (Sal 133, 1). In voi saluto le Chiese particolari, affidate alle vostre cure pastorali e, in special modo, coloro che con voi più direttamente condividono la missione dell’evangelizzazione: i Presbiteri, i Diaconi, i Religiosi e le Religiose, e i Laici attivamente impegnati nell’apostolato. Assicuro a tutti il mio costante ricordo, e formulo di cuore fervidi voti augurali, all’inizio del Nuovo Anno, che auspico sereno e fruttuoso. Ringrazio il carissimo Mons. Mariano Magrassi, Arcivescovo di Bari-Bitonto, per essersi fatto interprete dei vostri comuni sentimenti e avermi reso partecipe delle speranze e dei progetti apostolici che, in questo singolare momento storico, ricco di sfide e di attese epocali, animano il vostro servizio al Vangelo.

2. Lo spunto per le riflessioni che vorrei parteciparvi stamani mi è offerto dal tema che ebbi a trattare con voi nel dicembre di cinque anni or sono, in occasione della precedente Visita “ad limina”. “Riflettere insieme sulla dimensione ecumenica della Chiesa locale - dissi allora -, e in specie delle Diocesi pugliesi che sono un ponte lanciato verso l’Oriente, è essenzialmente “un implorare dallo Spirito Divino la grazia di una sincera abnegazione, dell’umiltà e mansuetudine nel servire e della fraterna generosità d’animo verso gli altri” (Unitatis redintegratio, 7). Infatti, le tradizioni storico-religiose della vostra Terra, così ricche di santità e di testimonianza cristiana, molto devono alla presenza e all’influsso del vicino Oriente cristiano” (Insegnamenti di Giovanni Paolo II, IX/2, p. 2006). La “consegna ecumenica”, che allora vi affidai, è ancor più attuale oggi, ed è con gioia che ve la ripropongo mentre ci apprestiamo a celebrare la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani. Proseguite, fratelli carissimi, nell’impegno per l’Ecumenismo. Alcune iniziative religiose, culturali e sociali organizzate in Puglia nel corso di questi anni, come pure la rispettosa e fraterna collaborazione fra le vostre Chiese e quelle Ortodosse del vicino Oriente, mettono in evidenza il ruolo singolare che la vostra Regione può svolgere nel dialogo ecumenico aperto a ogni campo della solidarietà umana. Fedeli alla vostra tipica vocazione ecclesiale, voi potete contribuire notevolmente alla crescita dell’intesa e della comunione fra i Cristiani.

3. Il tema della Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani è tratto quest’anno dalla conclusione del Vangelo di Matteo: “Io sono con voi . . . andate dunque e ammaestrate tutte le genti” (Mt 28, 19-20). Esso aiuta a meglio comprendere che soltanto la salda consapevolezza della comune appartenenza a Cristo, “capo del corpo, cioè della Chiesa” (Col 1, 18), rende i credenti perseveranti annunciatori della verità evangelica e collaboratori della riconciliazione fra i discepoli di Cristo. Un serio impegno per l’ecumenismo ha, così, come presupposto essenziale la sincera adesione a Cristo e la generosa apertura ai fratelli nel desiderio dell’unità voluta da Cristo. Convertirsi a Cristo è la prima esigenza della nostra vita cristiana ed è l’invito che il Vangelo ci rivolge. “Si ricordino tutti i fedeli - osserva il Concilio Vaticano II - che tanto meglio promuoveranno, anzi vivranno in pratica l’unione dei Cristiani, quanto più si studieranno di condurre una vita più conforme al Vangelo. Quanto infatti più stretta sarà la loro comunione col Padre, col Verbo e con lo Spirito Santo, tanto più intima e facile potranno rendere la fraternità reciproca” (Unitatis redintegratio, 7). Dalla sincera conversione a Cristo scaturisce il desiderio di crescere insieme nella fede e nella pratica evangelica: crescere come Chiesa. Voi avvertite l’urgenza di questo itinerario spirituale; si tratta d’un cammino necessario, perché ogni battezzato assuma responsabilmente e con vigore il proprio impegno missionario. L’educazione alla fede concerne tutti: i giovani e gli adulti, i fanciulli e le famiglie. “L’evangelizzazione e la testimonianza della carità - ricordano opportunamente i Vescovi italiani - esigono oggi, come primo passo da compiere, la crescita di una comunità cristiana che manifesti in se stessa, con la vita e le opere, il vangelo della carità” (Evangelizzazione e testimonianza della carità, 26).

4. “Crescere insieme in Puglia”: è questo il tema significativo del prossimo primo Convegno ecclesiale pugliese, da voi promosso per rinsaldare l’indispensabile intesa all’interno di ogni Comunità e fra le Diocesi della vostra Regione, in vista di una nuova e ardita evangelizzazione. Tenendo conto della multiforme realtà geografica e sociale delle “cinque terre” di Puglia - dalla Capitanata alla terra di Bari e alle Murge, dallo Jonio al Salento - voi intendete individuare progetti concreti e proposte operative da attuare insieme, congiungendo in un vincolo di carità affettiva ed effettiva le Chiese che vivono nello stesso territorio. Siete ben consapevoli che i valori e le attese dello sviluppo e della solidarietà rappresentano per i credenti pugliesi delle autentiche sfide da accogliere senza indugi, se si vuole costruire un avvenire illuminato dalle grandi prospettive del rinnovamento morale e religioso. Non si tratta certamente di una impresa facile: s’impone innanzitutto un’opera di riflessione comunitaria e di attento discernimento; occorre, poi, confrontarsi con le variegate espressioni della società civile. Giustamente, pertanto, voi avete invitato a prendere parte ai lavori del Convegno ecclesiale tutte le componenti e gli organismi delle vostre Chiese particolari, dai Consigli Presbiterali e Pastorali diocesani alle Parrocchie, dalle Associazioni ai Movimenti d’apostolato. Auspico, venerati fratelli nell’Episcopato, che tale provvida iniziativa, grazie all’assistenza dello Spirito Santo, porti i frutti apostolici da voi attesi. Lavorare insieme sarà per voi, Pastori, una provvidenziale spinta a vivere la dimensione della “collegialità” all’interno della vostra Regione ecclesiastica, e la comunione fra voi vi condurrà a una più forte sollecitudine per tutte le Chiese.

5. La vostra Regione, come del resto l’intera società, vive oggi un momento di trapasso storico in cui emergono domande antiche ed esigenze nuove. La cultura del mare e dell’olivo, tradizionali risorse economiche e lavorative, coesistono e interagiscono con quella dell’acciaio e dell’informatica. Al notevole sviluppo economico, registrato sino ad alcuni anni or sono, è seguito in quest’ultimo periodo un calo degli investimenti nell’industria, un’insufficiente diversificazione produttiva delle manifatture, e un accrescersi delle difficoltà nell’agricoltura. La disoccupazione e le problematiche connesse con la sicurezza sociale, la carenza di servizi e gli squilibri territoriali e culturali, rischiano di pregiudicare seriamente il progresso faticosamente conseguito. Il clima, poi, di incertezza, che talora pesa sulle attuali complesse situazioni sociali ed economiche, ingenera, o per lo meno favorisce, l’estendersi del disagio, soprattutto giovanile, con pericolosi fenomeni di violenza criminale.

6. È necessario l’impegno di tutti per promuovere una “cultura della legalità” che argini il dilagare del crimine, e per mettere la società in condizione di rispondere alle incalzanti esigenze del momento presente. Ai responsabili delle varie Istituzioni è richiesto di mostrarsi sempre all’altezza delle attese della gente dando ai problemi risposte adeguate e in spirito di servizio; a ogni persona di buona volontà è domandato di partecipare attivamente allo svolgimento della vita sociale, non facendo mancare il proprio apporto allo sviluppo globale del bene comune. Poiché il senso della legalità non si improvvisa, si rende necessario un paziente e costante processo educativo, che faccia leva sulle risorse ideali e morali del popolo pugliese, quali, ad esempio, il sentimento religioso, l’attaccamento alla famiglia, il rispetto delle tradizioni e una spiccata disponibilità al sacrificio. È gente generosa, la vostra, pronta ad aprire le case ed, il cuore a chi è nel bisogno. La dolorosa vicenda dei profughi albanesi, nella quale le vostre Comunità non hanno fatto mancare il loro contributo, ha posto in luce la grande disponibilità al sostegno vicendevole che è propria dei Pugliesi. Dall’Albania vi giunge ora - e di ciò voi stessi avete voluto informarmi - un’ulteriore richiesta di cooperazione: sostenere, come Chiesa cattolica, insieme con altri Gruppi religiosi, la realizzazione di uno sviluppo armonico e integrale del Paese. Si tratta per voi di una nuova sfida da accogliere generosamente. Essa allargherà gli orizzonti dell’azione missionaria e costituirà, per le vostre Comunità avviate in un itinerario di crescita evangelica, un modo concreto per valorizzare, insieme e al massimo, le molteplici risorse disponibili, materiali e spirituali.

7. Potrete condurre a buon fine ogni vostro progetto, se Cristo guiderà il vostro cammino. Egli dice: “Rimanete in me e io in voi” (Gv 15, 4).

Carissimi e venerati fratelli! Quali Pastori del gregge di Cristo, non stancatevi mai di alimentare questa certezza anche nei fedeli. Sia vostra prima e fondamentale cura occuparvi dei Sacerdoti, diretti vostri collaboratori, chiamati da Dio ad essere in mezzo agli altri uomini come fratelli tra fratelli. Il loro ruolo è insostituibile per l’annuncio del Vangelo e per la guida dei credenti nella crescita verso una fede matura e una carità operosa. So, poi, quanto stia a cuore a ciascuno di voi la pastorale giovanile, l’animazione vocazionale e la formazione dei candidati al Sacerdozio e alla Vita consacrata e come, a tal fine, voi intendiate valorizzare le attuali strutture diocesane e interdiocesane, coordinandole sempre meglio. Penso, in maniera tutta speciale, al Seminario Teologico Regionale, al quale guardate con speranza. Possa esso crescere per numero di seminaristi, per qualità di formazione ed entusiasmo religioso sì da costituire il centro reale del dinamismo spirituale di tutta la Regione. Una seria preparazione teologica di base, la incessante ricerca di Cristo nella preghiera e nell’abnegazione di sé, una coraggiosa e prudente apertura alle realtà del nostro tempo, prepareranno convenientemente i futuri Ministri dell’altare alla loro missione. Per i Sacerdoti in cura d’anime, inoltre, s’avvera quanto mai utile una adeguata formazione permanente, a prolungamento e sviluppo di quella impartita nei Seminari, perché possano rispondere alle incalzanti necessità spirituali del popolo di Puglia.

8. Venerati fratelli nell’Episcopato, a conclusione di questo cordiale incontro, invoco dalla Vergine Santissima, venerata nella vostra Regione sotto numerosi titoli - voglio qui ricordare in particolare quello di “Odegitria” - conforto e sostegno per il vostro quotidiano servizio apostolico. Intercedano per voi e per le vostre Diocesi i Santi Patroni.

Vi accompagni pure il mio affetto, avvalorato dalla benedizione apostolica, che volentieri imparto a voi e a tutto il popolo cristiano di Puglia.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

top