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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI FEDELI GIUNTI A ROMA PER LA CANONIZZAZIONE
DEL BEATO CLAUDIO LA COLOMBIÈRE
Lunedì, 1° giugno 1992
Carissimi fratelli e sorelle,
1. Sono lieto di accogliervi in speciale Udienza dopo la solenne celebrazione
di ieri, nella quale ho avuto la gioia di iscrivere il Beato Claudio La
Colombière nell’Albo dei Santi. Rivolgo il mio affettuoso saluto a tutti voi qui
presenti, con un particolare pensiero per i Vescovi che vi accompagnano e per i
Padri della Compagnia di Gesù che vedono elevato alla gloria degli altari un
loro Confratello.
L’evento determinante, che segnò la vita e la spiritualità di San Claudio La
Colombière, fu certamente l’incontro con Suor Margherita Maria Alacoque,
avvenuto nel Monastero della Visitazione a Paray-le-Monial nel febbraio del
1675. In occasione di una meditazione che egli tenne alla comunità, una voce
interiore suggerì alla Religiosa di rivolgersi a lui con fiducia: “Ecco colui
che ti mando”. Di fatto, fin dalla prima confessione, Padre Claude poté rendersi
conto dell’autenticità dell’esperienza mistica della giovane Visitandina e
Margherita Maria comprese che si stava avverando la visione del Cuore infuocato
di Gesù con altri due cuori che si inabissavano nel Cuore divino: il suo e
quello del Padre spirituale, a Lei appositamente inviato. Nell’Autobiografia la
grande mistica descrisse poi ampiamente la visione avuta il 15 giugno 1675, in
cui Gesù, mostrandole il suo Cuore, le disse: “Ecco il Cuore che ha tanto amato
gli uomini, che non ha risparmiato nulla fino ad esaurirsi e a consumarsi, per
testimoniare loro il suo amore e per riconoscenza riceve dalla maggior parte
ingratitudine...”. Per questa ragione Gesù stesso chiese che il primo venerdì
dopo l’ottava del Corpus Domini fosse dedicato in modo particolare a onorare il
suo Cuore con la partecipazione all’Eucaristia e con particolari preghiere di
riparazione per le indegnità commesse verso il Sacramento dell’Amore. Non
sapendo come compiere quanto da lei si desiderava, Suor Margherita Maria chiese
titubante a Gesù qualche indicazione; così annota nell’Autobiografia: “Mi disse
di rivolgermi al suo Servo che mi aveva mandato per il compimento di questo
disegno”. Padre Claude accettò la missione e diventò così un fervido apostolo
della devozione al Sacro Cuore e dell’impegno per la riparazione.
2. Come sapete, la permanenza di Padre Claudio a Paray-le-Monial fu breve; ma
egli aveva perfettamente compreso che contro la freddezza del giansenismo e
contro l’indifferenza religiosa di molti cristiani e anche di tante persone
consacrate era necessario predicare e far sentire profondamente il vero motivo
della creazione e della redenzione: l’Amore! Conseguentemente egli continuò a
farsi annunciatore instancabile in tale messaggio per tutto il resto della sua
vita. Anche oggi San Claudio La Colombière, quale Maestro di illuminata
spiritualità, ci insegna che solo Gesù Cristo conduce al vero Dio, solo l’Amore
– simboleggiato biblicamente nel Cuore, espressione di tutta la Persona e di
tutta la missione di Gesù – ci fa penetrare nei misteri di Dio, creatore,
redentore e rimuneratore! Infatti, nel Cuore di Gesù Dio mostra di voler essere
compreso nella sua assoluta volontà di amare, di perdonare, di salvare; nel
Cuore di Gesù Dio insegna che la Chiesa, nel suo ministero e nel suo magistero,
deve sempre essere amorevole e sensibile, mai aggressiva o oppressiva, pur
dovendo sempre condannare il male e correggere l’errore; nel Cuore di Gesù Dio
ci fa comprendere che è necessario partecipare alla sua opera di salvezza
mediante l’“apostolato della preghiera” e l’“impegno della riparazione”.
Giustamente, pertanto, il Movimento dell’“Apostolato della preghiera” ha
questi tre ideali e finalità: l’annunzio e la testimonianza delle infinite
ricchezze del Cuore di Gesù, che vuole solo amare le sue creature ed essere da
esse amato; il senso costante della presenza reale di Gesù nell’Eucaristia,
mantenendo viva e profonda la devozione eucaristica mediante la Santa Messa, la
Comunione e l’adorazione al Santissimo Sacramento dell’Altare; l’impegno della
riparazione, come volle Gesù stesso nel messaggio a Margherita Maria, anche
mediante il sacrificio e la sofferenza. Così scriveva un giorno San Claudio La
Colombière a una persona da lui diretta: “Non riconosco devozione dove non c’è
mortificazione” (Lett. n. 74).
La conversione, la salvezza e la santificazione delle anime sono il vero
contenuto della devozione al Cuore di Gesù e del messaggio imperituro di San
Claudio La Colombière.
[Omissis: punti 3-4, in lingua francese e punto 5 in inglese]
A tutti ora imparto con affetto l’apostolica benedizione.
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Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana
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