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VIAGGIO PASTORALE IN ANGOLA, SÃO TOMÉ E PRÍNCIPE

CERIMONIA DI BENVENUTO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto Internazionale «4 de Fevereiro» di Luanda (Angola)
Giovedì, 4 giugno 1992

 

Eccellentissimo Signor Presidente,
Amati fratelli nell’Episcopato,
illustri Autorità civili e militari,
Cari Angolani:

1. Con immensa gioia e profonda riconoscenza verso Dio ho appena baciato il suolo della vostra Nazione, alla quale tante volte, in questi anni di pontificato, è volato il mio pensiero, in un misto di ansia e di fiducia. Con amicizia solidale ho seguito le varie tappe che hanno segnato il calvario della costruzione della vostra libertà e identità come popolo di fratelli su questa terra. Adesso Dio mi ha concesso di venire qui da voi, pellegrino dell’amore e della speranza. Porto con me una Buona Novella di riconciliazione e di pace per questo amato popolo, a nome del quale Vostra Eccellenza ha voluto darmi il benvenuto. Voglia accettare la mia più viva gratitudine per la sua presenza, per le deferenti parole che mi ha rivolto e anche per il rinnovato invito a visitare il Paese. Alle numerose autorità presenti, così come ai membri del Corpo Diplomatico venuti gentilmente ad accogliermi, rivolgo il mio ringraziamento per questo gesto di cortesia e auguro i maggiori successi nella nobile missione affidata loro.

2. Rivolgo ora un saluto particolarmente affettuoso e grato ai miei fratelli nell’Episcopato, che mi hanno invitato, in particolare al Signor Cardinale Alexandre do Nascimento, Presidente della Conferenza Episcopale dell’Angola e di Sao Tomé. Saluto tutte le vostre diocesi: i sacerdoti, i religiosi e le religiose, e i laici cristiani. Siete la Chiesa di Dio che è andata seminando la Buona Novella di Gesù Cristo, lungo solchi sempre più profondi, nella storia e nel carattere di questo popolo. Sono felice di incontrare questa Chiesa sempre giovane – ma il cui seme viene da lontano – proprio al momento della chiusura del giubileo della Salvezza di Cristo. Sono venuto per incoraggiarvi nei vostri sforzi, a portare nuova speranza alla vostra speranza, e ad aiutarvi a discernere il cammino per il futuro.

3. Signor Presidente, il nome dell’Angola evoca ormai a livello mondiale un popolo ansioso di libertà e impegnato nella costruzione della sua identità storica. Mi congratulo con voi per il cammino coraggiosamente intrapreso. Mi riferisco al consolidamento dell’Angola come Stato di diritto, basato sui valori e sui principi della vita, della giustizia sociale e del rispetto reciproco. Il Paese sta vivendo momenti cruciali per la corretta definizione del suo futuro. Che nessuno si scoraggi di fronte alle inevitabili difficoltà. Esorto tutti e ognuno di voi, in particolare i responsabili dei destini della Nazione, a impegnarsi sempre di più sulla via della solidarietà, per un crescente aiuto vicendevole e una reciproca accettazione di tutti gli angolani! Sono certo che i principi cristiani potranno infondere quella speranza e quel dinamismo nuovo che permetteranno al paese di occupare il posto che gli spetta nel concerto delle Nazioni. La Chiesa, nel portare avanti la missione che le è propria, non cessa di riaffermare la sua vocazione di servizio alle grandi cause dell’uomo: essa continuerà ad essere memoria viva della dignità della persona e dei suoi valori spirituali, e coraggioso richiamo alla creazione e al consolidamento dei rapporti fraterni, fondati sul dialogo e l’aiuto reciproco.

4. Al momento del mio arrivo, estendo il mio abbraccio caloroso e pieno di speranza a tutto il popolo angolano: a tutti giunga il mio cordiale saluto, un omaggio nel segno di rispetto e di affetto, di ammirazione e di apprezzamento per i valori della vostra storia e cultura. Sarebbe mio desiderio entrare in ognuna delle vostre case, salutare ogni uomo e ogni donna, accarezzare ogni bambino nei cui occhi si riflettono l’innocenza e l’amore. Ma questo non è possibile! Siate certi, comunque, che mi sento vicino a ognuno di voi e che vi terrò tutti presenti nella mia preghiera, soprattutto quelli che soffrono per una morte, perché sono orfani, quelli che soffrono la fame o per l’incertezza del futuro. Cari Angolani, che la fede in Dio vi aiuti a superare tutti gli ostacoli e diventi un incentivo ad andare avanti nella pace e nell’armonia, gli uni con gli altri e con tutti i popoli, nell’amore e nel servizio al vostro meraviglioso paese. Angola, vengo da te con sentimento di amicizia, di rispetto e di fiducia: possa tu realizzare il tuo destino di Paese libero e fraterno! Il Dio del cielo posi il suo sguardo benigno su tutti i tuoi figli e rafforzi in te la fratellanza e il benessere umano.

Dio benedica l’Angola!

Preservi Egli la sua libertà nella verità e nell’unità!

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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