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VIAGGIO APOSTOLICO DI GIOVANNI PAOLO II
IN ANGOLA E SÃO TOMÉ E PRÍNCIPE

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI GIOVANI NEL «PAVILHÃO PRINCIPAL DA CIDADELA»

Luanda (Angola) - Domenica, 7 giugno 1992

 

Cari giovani e amati fanciulli!

1. Sia lodato Dio che oggi mi dà la gioia di essere con voi. Nel vedervi qui, allo stadio della Cidadela, così numerosi, il cuore del Papa sa di avere davanti a sé, come un grande segreto tutto da svelare, il futuro dell’Angola. Voi siete, senza dubbio, la più grande e più bella promessa di vita che il Signore ha dato a questa nobile Nazione. Viva la gioventù angolana, così piena di promesse e di speranze! Ringrazio profondamente per l’accoglienza riservatami e, in particolare, per le sue parole, il Vescovo José Queirós Alves, responsabile del settore giovani all’interno della Conferenza Episcopale. A tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo incontro vada il mio sincero ringraziamento! Vi ringrazio, inoltre, per i quesiti che mi avete fatto pervenire a Roma: cercando di vedere in essi il vostro spirito giovane, confesso che mi ha colpito la vostra aspirazione giovanile a conoscere i principi e i mezzi per una degna condotta nel mondo odierno. È stato come se un amico bussasse alla mia porta per chiedermi il cibo e la giusta direzione prima di un lungo cammino, per non sbagliare ... Voi siete questo amico! Giovani dell’Angola, avete un po’ di pazienza per ascoltarmi?

2. Il Papa sa che l’esperienza dura che avete vissuto durante questi anni di guerra ha lasciato in voi segni profondi che dovete curare. Adesso, agli albori della pace riacquistata, nel tornare alle attività di sempre, buona parte del popolo molto spesso trova le case bruciate, il villaggio distrutto, la vita delle città sconvolta e, quel che è peggio, vecchie dispute di carattere ideologico o di origine tribale non ancora superate. Di conseguenza, si è aggravata la mancanza di prospettive per il vostro futuro, negli studi, nel lavoro onesto, nel problema della casa e in tanti altri settori della vita del vostro Paese. Purtroppo, a tutte queste difficoltà, viene ad aggiungersi la tendenza all’indifferenza: la mancanza di idee nella vita. La corruzione e le pressioni subite da una parte della gioventù hanno generato un’assenza di motivazioni, il lasciarsi andare e il non impegnarsi. Per cui l’unico movente è la vita facile, l’edonismo. Come esistenze senza futuro, né speranza, tanti giovani, non avendo la sicurezza del domani, bruciano la vita nel momento contingente: vogliono consumare tutta la vita in un minuto... Non sanno cosa vuol dire aspettare per vedere e crescere. Miei cari amici, mi sono accorto che una delle vostre maggiori preoccupazioni era proprio questo vuoto di valori umani, o comunque un’invasione di controvalori che colpisce la gioventù e il suo futuro. Ma – vi chiedo – come superare questo baratro, questo abisso in cui tante vite, come per una vertigine, si perdono, attratte dalla seduzione di una vita facile, dalla corruzione dei costumi e dalla disperazione di fronte all’avvenire? Il Papa conosce le vostre tristezze e i vostri dubbi, ma sa anche, per esperienza personale e per le numerose testimonianze dei giovani in tutto il mondo, che, dentro di noi – per grazia di Dio, – c’è la libertà di dire “no” a ciò che ci distrugge e “sì” alla vita, all’amore, al bene. Ebbene, sono venuto qui, oggi pomeriggio, proprio con questo messaggio nel cuore: cari giovani dell’Angola, non vi lasciate illudere dalla tentazione di una vita facile, dall’imborghesimento dei costumi, dal sensualismo e da tutto ciò che corrompe la persona. Ricercate non ciò che è facile, ma ciò che è buono, poiché solo nel bene troverete la libertà, la pace e la realizzazione personale.

3. Voglio ora invitarvi ad ascoltare “i più grandi di voi”! A volte i giovani pensano di rifare da capo il mondo perché non amano quello che trovano. Dover rendere migliore il mondo è un vostro diritto e un vostro compito, ma volerlo rifare è un’illusione che si paga a caro prezzo. Non potete ignorare la culla in cui siete nati, avvolti nelle fasce della cultura e della saggezza angolana. Quanti sogni per il futuro hanno visto “i più grandi” di voi, soprattutto le vostri madri, in quel neonato che sorrideva loro e incominciava a crescere?

4. Mi avete chiesto quale potrebbe essere il modo migliore per realizzare la vostra Patria? Non spetta alla Chiesa in quanto tale indicare le soluzioni pratiche ai problemi socio-economici e politici della nazione. Il suo contributo consiste nel sottolineare i principi, che derivano dall’altissima dignità della persona umana chiamata ad essere figlia di Dio, difendendoli con la propria vita, secondo l’esempio che Gesù Cristo ci ha lasciato. Infatti, conoscendo l’uomo come Gesù Cristo lo conosce (cf. Gv 2, 25) e glielo ha rivelato, sia direttamente che nelle vicissitudini storiche, la Chiesa è riuscita a mettere insieme una saggezza importante con un corretto orientamento di fondo per la società attuale. Così si è formata la cosiddetta “dottrina sociale della Chiesa”. Posso dirvi che gli uomini di oggi guardano sempre di più a tale dottrina e vi hanno ritrovato quel valore e quel sentimento della vita che le ideologie avevano loro sottratto. Per questo vi esorto caldamente a studiare la dottrina sociale della Chiesa, nei vari gruppi di cui fate parte. Essa vi guiderà a una corretta partecipazione ai destini del Paese, come è diritto e dovere di ogni cittadino, per collaborare, secondo le sue possibilità, al bene comune.

5. Prima di interrompere questa prima parte del discorso, il Papa vuol rivolgere ai giovani e alle giovani dell’Angola questo appello: dedicate la vostra vita a cause degne e giuste! Costruite una Patria che si appoggi agli autentici valori umani e cristiani, affinché il mondo di domani non vi accusi di avergli lasciato una Patria priva di ideali e alienata in pseudovalori. Costruite qualcosa che abbia valore! Amatevi gli uni con gli altri e aiutatevi reciprocamente, con una attenzione particolare verso i poveri e gli emarginati. Non accettate nel vostro codice di rapporti le divisioni sociali: sono una triste eredità del passato. Siano, le differenze, attributi che arricchiscono e danno multiformità al popolo angolano e non motivo di divisione e di discordia. Siate un Popolo unito, costruite una Nazione sola in cui tutti possano considerarsi fratelli.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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