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VISITA PASTORALE IN LOMBARDIA

INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON LA CITTADINANZA DI CREMA DAVANTI
AL SANTUARIO DI «SANTA MARIA DELLA CROCE»

Crema (Cremona) - Sabato, 20 giugno 1992

 

Signor Sindaco di Crema e signori Sindaci del Cremasco,
Venerato fratello nell’Episcopato,
Illustri Autorità civili e militari,
Carissimi fratelli e sorelle in Cristo!

1. Grazie innanzitutto al Signor Sindaco per le cortesi parole di benvenuto che mi ha rivolto a nome dell’intera comunità cittadina; grazie a tutti voi per la cordiale accoglienza. Vengo per la prima volta in questa nobile Città, per recare anche a voi, in nome di Cristo, l’antico e sempre nuovo messaggio del Vangelo. Con tali sentimenti, rivolgo a ciascuno un affettuoso saluto, con un pensiero particolare a quanti avrebbero desiderato essere qui con noi, ma non hanno potuto. Inizio la mia visita pastorale dinanzi a questa splendida basilica sorta sul luogo dove Maria Vergine apparve, poco più di cinquecento anni fa, a Caterina degli Uberti, colpita a morte dal marito nel bosco che qui allora sorgeva. La Madonna esaudì il suo desiderio di poter ricevere i santi Sacramenti prima di morire. A questa donna sofferente, in cui Cristo prolungava il mistero della sua Croce, la Madonna fu vicina, come un tempo al Figlio Gesù sul calvario. Ancor oggi Santa Maria della Croce è a fianco di coloro che piangono, di quanti sono nel dolore, per condurli al Signore della vita e della gioia.

2. Il gesto di Maria, che si china a raccogliere la sofferenza di Caterina degli Uberti, rappresenta un messaggio valido per gli uomini e le donne di ogni tempo. Diventa per ciascuno uno stimolo a mettersi in atteggiamento di rispetto, di accoglienza, di solidarietà verso i fratelli. È proprio questo il punto di partenza per costruire una società a dimensione umana e per realizzare quel tipo di convivenza civile che Ella, Signor Sindaco, ha auspicato nel suo intervento. Rispondendo perciò alla domanda da Lei posta sul “come” strutturare la città, faccio eco all’esempio eloquente di amore e di servizio che promana da questo sacro luogo e vorrei dire a Lei, agli Amministratori e ai cittadini tutti: fatevi servitori gli uni degli altri, soprattutto dei più piccoli e più bisognosi, delle fasce sociali più deboli; ponete a scopo di ogni azione sociale e politica l’uomo nella sua interezza. Costruite una comunità basata sulla solidarietà, sul dialogo, sulla ricerca del vero bene comune, lasciandovi ispirare dai valori evangelici. Fate della politica un modo privilegiato di vivere la carità, della partecipazione un metodo per dare voce a chi non ha voce, dell’impegno sociale un segno distintivo della vostra comunità.

3. Crema vanta una notevole tradizione storica: dapprima come Comune libero di cui è celebre l’eroica resistenza contro l’invasore straniero, e in seguito, per tre secoli, come territorio di confine della Serenissima Repubblica di Venezia. Questa tradizione, leggibile ancora nelle chiese, nei palazzi, nell’elegante centro storico, nei borghi, nei grandi complessi agricoli, nelle ville, ha creato un’identità di popolo laborioso, di non molte parole, che forse non manifesta con facilità i propri sentimenti, ma li ha profondi. La fede e la vitalità cristiana, che la cattedrale, il suo Crocifisso miracoloso, questa basilica e le immagini della pietà popolare testimoniano, hanno alimentato i tratti che caratterizzano il popolo cremasco. Tra questi vorrei citare il senso dell’onore e del dovere, la propensione al lavoro e al risparmio, il rispetto della parola data, l’attaccamento alla famiglia e la spontanea dedizione a Dio. Merita un cenno singolare la devozione alla Vergine che ha segnato le vicende del vostro popolo e ha costellato il territorio di numerose immagini mariane. Sono questi i lineamenti spirituali che hanno impresso una sorta di sigillo alla vostra stessa identità civile e religiosa, carissimi Cremaschi, contribuendo al formarsi di una feconda tradizione cristiana, di cui si possono intravedere significative tracce nella ricchezza delle usanze popolari, nell’abbondanza del clero, nel fervore del laicato.

4. A tutti, poi, è nota la vostra intraprendenza mercantile, come pure la vostra laboriosità nell’agricoltura e nell’industria, che hanno fatto di Crema una città del benessere. Eppure, qui come altrove, si vive ai nostri giorni un momento di svolta e di trasformazione. La crisi del mondo agricolo e di alcune industrie ha prodotto una situazione non certo facile e, per certi versi, carica di preoccupazioni. Come non sentirmi vicino a quei lavoratori che hanno perso o rischiano di perdere il posto di lavoro? Come non solidarizzare con le famiglie per le quali, a causa delle presenti difficoltà, il futuro è diventato più incerto? Le leggi del profitto e del capitale non prevalgano mai sul diritto al lavoro che è di ogni uomo! Le forze economiche e politiche, locali e nazionali, salvaguardino con la massima cura questa fondamentale esigenza della persona e di ogni nucleo familiare. Il clima culturale imperante, contrassegnato da una crescente spinta alla secolarizzazione, alla frammentazione e all’omogeneizzazione delle ideologie e della cultura, rischia di attenuare, anche qui nel Cremasco, quella vigoria cristiana che lo caratterizza. Voi stessi ne avete individuato alcuni segni sintomatici, ad esempio, nel calo delle vocazioni sacerdotali e religiose e nel progressivo venir meno del coraggio di consacrarsi generosamente al servizio di Dio e del prossimo. Ve ne siete resi ben conto e, come credenti, è vostro fermo proposito rilanciare l’ideale cristiano mediante una nuova evangelizzazione del vostro territorio. A questo in effetti punta il Sinodo diocesano al quale l’intera vostra Comunità ecclesiale è chiamata a offrire il proprio contributo.

5. Carissimi fratelli e sorelle, non abbiate paura di riproporre il messaggio antico e sempre nuovo del Vangelo. Proclamate con ardore e testimoniate con la vita che il Signore è veramente risorto. Gli ideali evangelici sono alle radici dell’Europa, dell’Italia e della vostra Città. Continuate a fondare saldamente il vostro presente e a programmare il futuro su questi perenni e dinamici valori. Voi li conoscete bene: sono il primato di Dio nella nostra esistenza, il rispetto e la difesa della vita e dell’uomo, la solidarietà che apre il cuore ai fratelli, specialmente ai nuovi poveri, agli immigrati, ai popoli emergenti. Costruite le vostre persone su Cristo; accogliete la sua parola di salvezza. Portate lo spirito e i valori del Vangelo nella società che vi circonda. Ravviverete, così, e anzi svilupperete la nobile tradizione civile e cristiana che ha distinto lungo i secoli la Città e il territorio di Crema. Vi aiuti Iddio a portare a compimento questa missione ardua, ma affascinante.

Di fronte a questa Basilica, testimonianza luminosa della fede del vostro popolo, invoco su di voi la speciale protezione della Madonna della Croce e di gran cuore vi benedico.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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