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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AD UNA DELEGAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE DEI GIORNALISTI CATTOLICI
DEL BELGIO
Venerdì, 26 giugno 1992
Signor Presidente, Signore e Signori,
Fedeli a una tradizione belga stabilitasi ormai da tempo, siete venuti fino a
qui per consegnare al Vescovo di Roma il contributo offerto dai vostri lettori
agli oneri imposti dal servizio di tutta la Chiesa. È con gratitudine che
accolgo voi, rappresentanti dell’Associazione dei Giornalisti Cattolici del
Belgio, dicendovi quanto apprezzo la generosità dei numerosi fedeli del vostro
Paese e il gesto che oggi rinnovate.
Le azioni di generosità che avete suscitato traducono il legame dei cattolici
della vostra patria con colui che ha ricevuto l’incarico di assicurare la
comunione in tutto il mondo cattolico. Certamente siete stati capaci di mostrare
loro che l’esercizio del ministero di Pietro richiede la collaborazione di
molti: quella di persone che a Roma assicurino la continuità del servizio dei
diversi organismi della Curia, quella dei Cardinali e dei Vescovi, membri delle
Congregazioni e dei Consigli provenienti dai cinque continenti, quella dei
numerosi esperti, quella dei Rappresentanti pontifici presso le Chiese locali e
le Nazioni. Questa pluralità di persone e di funzioni permette al Vescovo di
Roma di mantenere un legame vivo con le comunità sparse nel mondo, di mettersi
all’ascolto delle loro esperienze, di conoscere la loro vitalità, di
incoraggiare la loro partecipazione alla missione affidata da Cristo ai suoi
discepoli nel mondo intero, di stimolare l’aiuto reciproco tra di loro. È chiaro
che senza la devozione e i contributi materiali di tante persone, sarebbe molto
difficile portare avanti tali attività.
Ringrazio il vostro Presidente per il modo in cui ha menzionato il recente
documento di riflessione e di orientamento del Pontificio Consiglio delle
Comunicazioni sociali. Ancora una volta voglio manifestare qui la mia stima per
il lavoro di informazione sulla vita della Chiesa svolto dai giornalisti, così
come per il punto di vista cristiano che propongono ai loro lettori sugli
avvenimenti e sui fatti della società. Poiché troppo spesso constatiamo che
mancano riferimenti solidi e una presentazione obiettiva e accessibile dei
principi che la Chiesa difende in fedeltà al messaggio evangelico che le è stato
affidato. Ciò implica che gli operatori cristiani della comunicazione prendano
le distanze dal flusso quotidiano di notizie e sappiano interpretarle
fondatamente per permettere ai destinatari delle informazioni di formarsi un
giudizio obiettivo e di accostarsi meglio alla verità dell’uomo.
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Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana
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